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Svezia, il panorama politico si concentra in due blocchi

 

Il prossimo 19 settembre si voterà, la coalizione di Centrodestra in carica è in vantaggio, bene nei sondaggi la sinistra alleata dei socialdemocratici

Gli addetti ai lavori sono d’accordo su due o tre cose: le elezioni in Svezia resteranno influenzate dalle questioni dibattute più che dai singoli candidati, ma questi ultimi hanno acquisito un peso mai avuto in precedenza. Il primo ministro Fredrik Reinfeldt, a guida della coalizione di Centrodestra che comprende Moderati (Moderaterna), Liberali (Folkpartiet Liberalerna), Centro (Centerpartiet) e Cristiano Democratici (Kristdemokraterna) conta su una popolarità forte soprattutto nelle città e basata sul fatto che la Svezia se l’è cavata molto bene in tempi di crisi globale. Nel Nord Europa, molte coalizioni moderate hanno raggiunto solo in tempi recenti la capacità di restare unite politicamente.

Un altro dato abbastanza accettato è che i Socialdemocratici (Socialdemokraterna) non guadagnano voti, anzi sembra che continuino a declinare sia pure leggermente. La sinistra, alleata dei Socialdemocratici, va bene, intorno al dieci per cento i Verdi (Miljopartiet de Grona) e poco più del sei per cento per il Left Party (Vansterpartiet) avanzato di un punto. Sinistra e Verdi andranno al voto insieme con il Partito dei Socialdemocratici, che unito a loro potrebbe superare le forze di governo, perchè il distacco è sottile. Il partito di estrema destra, Sweden Democrats (Sverige Demokraterna), continua a scendere nei sondaggi ed a vedere allontanarsi la possibilità di raggiungere lo sbarramento minimo, sempre che non si verifichi lo stesso effetto che ingenerò la sorpresa del Danish People Party in Danimarca nelle Europee del 2009 (silenzio con i sondaggisti e voto nelle elezioni). In ogni caso, la destra anti-immigrazione di cui stiamo parlando nel caso della Svezia è isolata dalle forze di governo e da quelle di opposizione.

Un aspetto della geografia elettorale di tutto il Nord Europa che sembra ormai consolidato è il venir meno dell’autosufficienza dei grandi partiti socialdemocratici, nei decenni precedenti spesso partiti-nazione in Svezia, Norvegia, Finlandia e molte volte anche in Danimarca, ma oggi in competizione con coalizioni conservatrici per la prima volta unite e tenaci nel portare avanti alternative di governo in paesi in cui il voto attualmente è meno stabile nel corso degli anni, più determinato dai programmi e dalle questioni in agenda. 

Le forze di sinistra, che sono sempre state forti in Scandinavia, diventano adesso anche forze che contano, perchè se i Socialdemocratici vogliono competere con gli avversari devono accordarsi con queste liste minori, che sono sia Verdi che gruppi di Sinistra e in entrambi casi hanno raramente meno del sei per cento e spesso più del dieci. Inoltre le liste alternative, ormai libere da schemi ideologici trascorsi, sono oggi in sintonia con gran parte della tradizione politica e dei diritti scandinava e capaci di dialogare efficacemente con le società di appartenenza. Al momento sia il premier Fredrik Reinfeldt che la coalizione di Centrodestra che lo ha eletto sembrano in vantaggio, situazione che è rimasta abbastanza costante anche durante i mesi precedenti.

Aldo Ciummo

Australia: governo nelle mani degli indipendenti

 Dopo giorni di operazioni di scrutinio è chiaro che la formazione di un esecutivo dipenderà dagli indipendenti mentre i due maggiori contendenti sono alla pari

 

 

Con il sorpasso dei Conservatori (The Coalition, ossia i Liberal Nationals) sui Laburisti a Brisbane, la capitale del Queensland (stato nordorientale della federazione) Teresa Gambaro ha portato a 72 il numero dei Liberal Nationals alla Camera dei Rappresentanti, pareggiando con i Laburisti della premier in carica, Julia Gillard. In teoria i Conservatori arrivano a 73 deputati con Tony Crook, eletto nell’Australia Occidentale, ma considerato indipendente e che non recede da una lunga lista di richieste in favore delle aree rurali dell’Australia Occidentale.

In pratica, anche i laburisti arrivano a 73 con l’appoggio dei Verdi di Adam Bandt, che hanno raggiunto quote superiori al dieci per cento dei voti (il sistema australiano di voto non è proporzionale, ma dominato da una serie di circoscrizioni che si potrebbero definire uninominali e che hanno come obiettivo la garanzia di territori molto diversi e distanti di poter essere rappresentati). Per governare comunque ci vogliono 76 deputati, gli indipendenti in questa storia elettorale hanno raggiunto un peso fantascientifico per l’esperienza politica australiana.

Degli indipendenti, che in questi giorni si sono mossi come un nuovo partito nella consapevolezza di detenere uniti un potere di negoziazione senza precedenti, Andrew Wilkie, che viene dalla Tasmania, è un ambientalista spostatosi successivamente verso il centro, Rob Oakeshott ha lanciato la proposta più inaudita per la tradizione australiana ipotizzando un governo di grossa coalizione, mentre Tony Windsor ha messo al centro la stabilità del sistema politico australiano. Nonostante le differenze, questi eletti hanno cominciato a prendere iniziative comuni, come la richiesta di trasparenza riguardo alle spese dello stato.

Bob Katter, rappresentante degli agricoltori del nord del Queensland, si è dimostrato finora il più riottoso, dichiarando nonostante la sua distanza culturale dai Laburisti, che i Conservatori non hanno fatto nulla di buono per l’interno dell’Australia. In possesso di un peso decisivo nella attuale situazione nazionale, Katter ha continuato ad esprimersi su una base locale. Il pezzo del Queensland che ha votato per Katter è politicamente ambivalente, storicamente popolato da lavoratori ed elettoralmente situato in un’ala destra del Labor che negli anni settanta ed ottanta si staccò dall’ALP e si unì ai Conservatori sotto il padre di Katter. Nell’attuale geografia politica nazionale queste peculiarità dei territori assumono peso, perchè ogni singolo deputato è necessario per arrivare alla governabilità.

La campagna elettorale è stata caratterizzata da una efficace comunicazione da parte di Julia Gillard, che però ha scontato le divisioni nell’ ALP ( Australian Labor Party) che avevano portato alla sua nomina a premier, in sostituzione di Kevin Rudd. I Laburisti hanno affrontato anche un crescente distacco dell’elettorato del Nuovo Galles del Sud (nel sudest dell’Australia, lo stato della metropoli Sidney) nei confronti del partito a livello nazionale. Il leader dei Conservatori, Tony Abbott, largamente sottovalutato dai critici del campo opposto, è riuscito ad erodere molto del vantaggio acquisito dall’ALP conducendo una propaganda focalizzata sulle divisioni e quindi sulla presunta inaffidabilità degli avversari.

Aldo Ciummo

In Finlandia alto grado di tutela delle minoranze linguistiche

 

La comunità svedese in Finlandia mantiene tuttora un articolato sistema di garanzie, mentre il ruolo dell’istruzione acquista peso nell’Europa unita

Due aspetti delle politiche consolidate in Finlandia si integrano nel panorama europeo attuale: il ruolo dell’istruzione, nel quale il paese nordico ha molti primati a cominciare dalla parità nelle opportunità di apprendimento, e la tutela storica della Comunità Svedese in Finlandia.

La Finlandia storicamente è stata unita alla Svezia per un secolo, prima delle vicende che duecentouno anni fa la portarono nell’ambito della Russia ed infine nel millenovecento all’indipendenza compiuta.

La comunità svedese ha mantenuto la sua identità ed ha ottenuto un grado molto elevato di tutela delle sue peculiarità, tanto che questo cinque per cento e mezzo di popolazione può contare su giornali, trasmissioni televisive, segnaletica stradale tradotta ovunque ed in sintesi su un vero e proprio riconoscimento di essere parte integrante della nazione finlandese.

Recentemente sono emersi dibattiti sull’insegnamento obbligatorio nelle scuole, dovuti alla considerazione delle mutate proporzioni delle comunità (oggi quella svedese annovera circa 300.000 membri in terra finnica, di cui 25.000 nell’arcipelago di Aland a ovest della Finlandia) ed all’accresciuta importanza globale di lingue straniere come l’inglese.

Lo svedese ha ancora molti titoli da vantare in Finlandia e questo ne assicura la permanenza al centro della cultura nazionale, per i legami che intrattiene con la storia dello stato e per l’arricchimento che porta agli studenti, facilitati in seguito nell’apprendimento di altri idiomi affini, come il tedesco.

Le dimensioni della comunità svedese agli inizi del 1900 arrivavano al 13 per cento, ma l’emigrazione durante il secondo conflitto mondiale e e le vicende demografiche ne hanno ridotto nel tempo la grandezza. Il gruppo però, perfettamente integrato nei secoli nella società finlandese, è tuttora parte importante dello stato, alle cui attività partecipa attivamente anche attraverso un partito (Svenska Folkpartiet i Finland) ed è un elemento che cementa le significative relazioni con il vicino, la Svezia.

La presenza della comunità di cui si parla inoltre è oggi parte della geografia umana finlandese e delle tradizioni di relazioni tra le popolazioni nordiche, tanto che nelle maggiori città, a cominciare dalla capitale, ci sono municipi e quartieri, ad esempio Sibbo a Helsinki, dove quasi la metà appartiene a questa componente della Finlandia, ormai diventata un esempio positivo di come diversi segmenti della cultura del territorio andrebbero valorizzati in Europa.

Aldo Ciummo

Nubifragi nel sud della Svezia oggi

  

La zona dello Skagerrat è quella maggiormente investita dal maltempo che sta attraversando il meridione del paese scandinavo

Autunno in anticipo quest’anno per la Svezia: pioggia e vento stanno battendo l’area dello stretto dello Skagerrat, tra Svezia e Norvegia, l’acqua si è fatta vedere spesso soprattutto nello Svealand e nel sud del Norrland nei giorni scorsi.

Da una parte, come nota lo Swedish Meteorogical and Hydrological Institute, questo è il normale tempo autunnale talvolta. D’altra parte però l’autunno quest’anno si sta facendo vedere presto nel nord della Ue.

Altre regioni che aspettano la loro razione di vento in questo giorni, sono il Vastra ed il sud del Gotaland, oltre alla costa di Bohuslan. Martedì la zona del Vanern ha registrato quaranta millimetri di precipitazioni.

Coloro che navigano nello Skagerrat hanno ricevuto informazioni sul maltempo per gestire meglio l’anticipato autunno. Qualche avvertimento è stato inviato dalle autorità preposte al meteo anche sul Baltico. La Svezia ha avuto una buona estate, che ha consentito ai numerosi visitatori di apprezzare una stagione ricca di eventi culturali e manifestazioni tradizionali.

Gli eventi atmosferici infatti hanno fatto parlare di loro soltanto in isolate occasioni, come le piogge sovrabbondanti a Malmo e nella Scania intorno al 15 agosto, episodi che peraltro non hanno causato eccessivi disagi.  Il sud della Svezia è stato anzi al centro di molti dei più graditi eventi culturali e folcloristici che hanno fatto del paese una delle mete più gettonate dell’anno.

Aldo Ciummo

Finlandia. Ambiente ed Energia al centro del prossimo bilancio

 

I partiti della coalizione di governo si sono accordati sulla proposta di bilancio di cinquanta miliardi di euro, una delle novità è la valorizzazione del Baltico

L’esecutivo guidato da Mari Kiviniemi ha raggiunto un accordo sul bilancio del prossimo anno, dove capitoli importanti sono consumi ed ecologia. Il bilancio è di più di cinquanta miliardi di euro, comprendenti tre milioni aggiunti per rafforzare la valorizzazione dell’area Baltica. Sono previsti anche aumenti consistenti (quaranta milioni di euro) nei fondi necessari a migliorare la ferrovia Seinajoki-Oulu.

I pensionati con introiti minori saranno agevolati e non si prevedendo aumenti dei costi per gli studenti. La manovra include spese maggiori per i cittadini: settecento milioni di euro infatti arriveranno dalle tasse sull’energia e il riscaldamento costerà quindi di più. Cento milioni dovrebbero venire da imposte sulle bevande. Deficit e disoccupazione stanno decrescendo e il vertice di governo di ieri ha ottenuto l’accordo di tutte le forze di governo.

Il Ministro delle Finanze, Jyrki Katainen, ha affermato che delle restrizioni nei consumi non sono assenti ma non limiteranno la ripresa economica, l’SDP, il maggiore partito di opposizione (Suomen Sosialdemokrattinen Puolue) invece ha sottolineato i limiti del bilancio, soprattutto in merito alla riduzione della disoccupazione.

Jutta Urpilainen, la quale presiede il partito socialdemocratico ha dichiarato che con questa manovra il conto della crisi viene passato al governo successivo. Le altre critiche al bilancio finlandese per il prossimo anno arrivano dalla federazione dei sindacati, la SAK (Suomen Ammattiliittojen Keskusjarjesto), e riguardano il taglio di sessanta milioni di euro alle misure di promozione dell’occupazione (rispetto all’anno corrente), mentre l’Associazione delle Autorità Locali e Regionali Finlandesi, che ha sottolineato i bisogni dei territori. Il bilancio sarà dibattuto in Parlamento, l’Eduskunta, il mese prossimo.

Aldo Ciummo

Nel 2010 nasce il liceo musicale e coreutico

 

 

Arriva a completare l’offerta formativa nelle scuole superiori italiane il Liceo Musicale e Coreutico, la novità di richiamo maggiore tra le nuove proposte previste

Conservatori ed accademie di danza sui territori saranno probabilmente chiamati a implementare la novità rappresentata dai licei musicali e coreutici, dal momento che non esistendo in precedenza scuole superiori con questa specifica identità e con la diffusione nel paese che adesso si richiede agli insegnamenti previsti in uno dei maggiori raggruppamenti didattici tra quelli istituiti dalla nuova riforma della scuola, non esiste nemmeno una “tradizione” didattica apposita.

Si parla per ora di una quarantina di sezioni musicali e di dieci per il coreutico in Italia. Nel primo caso gli studenti saranno impegnati sia nella musica, che nella teoria musicale e nello studio della storia della musica. Si impareranno anche due lingue straniere, l’inglese più un altra europea, ed il latino. L’impostazione generale ricalca quella del Liceo Classico, con una caratterizzazione incentrata sulla musica più marcata di quanto avvenuto in qualsiasi sperimentazione.

Alle materie di “esecuzione ed interpretazione” e di “teoria, analisi e composizione” si aggiungeranno ore dedicate a laboratori di musica ed alle tecnologie musicali. Le ore settimanali previste sono 32. Al Musicale come al Coreutico ci sarà Storia della Musica (nella seconda tipologia di liceo, anche della Danza). Nelle sezioni ad indirizzo Coreutico, nel triennio si lavorerà molto in laboratorio sulle coreografie e le ore di Tecnica e di Teoria per la danza sostituiranno in pratica esecuzione ed interpretazione; teoria analisi e composizione, rispetto al Musicale.

Le competenze che dichiaratamente sono oggetto dell’offerta didattica in questi nuovi licei (che raccolgono e fondono naturalmente esperimenti precedenti) comprendono l’utilizzo base degli strumenti, la conoscenza delle principali tecnologie relative alla musica, l’apprendimento dei codici della scrittura musicale, l’approfondimento delle tradizioni maggiori e l’analisi di opere riconosciute (musicale); l’analisi del movimento nelle attività coreutiche, la conoscenza della terminologia, la conoscenza delle tecniche principali relative alla danza, l’acquisizione dell’abitudine ad interagire collettivamente, lo studio della storia della danza (coreutico). Questi aspetti saranno ovviamente affrontati in maniera più articolata quando le scuole si confronteranno nel concreto con l’avvio delle sezioni.

Aldo Ciummo

Dalla Norvegia 347 milioni di euro all’anno per lo sviluppo in Europa

Lo stato scandinavo non è membro della UE però fa parte dello Spazio Economico Europeo che comprende una porzione più ampia del continente ed è sempre più vicino anche alla comunità

 

Non giungono soltanto notizie negative in tempi ancora appannati dagli strascichi della crisi in occidente: come è noto in questi giorni la crescita in Germania traina novità di rilancio in tutta l’Unione Europea e anche nello Spazio Economico Europeo, che include i paesi non ancora entrati nella comunità, le iniziative in favore dello sviluppo si moltiplicano.

Il 29 luglio è stato firmato il nuovo accordo sul Meccanismo Finanziario dello Spazio Economico Europeo, nel quadro del quale Norvegia ed Unione Europea prevedono contributi finanziari per circa quindici miliardi di corone norvegesi riferiti al periodo che dal trascorso 2009 andrà fino al 2014.

Il Ministro degli Esteri Jonas Gahr Store ha chiarito che la somma verrà impiegata per ridurre la disparità economica e sociale in Europa. In diversa misura nei vari paesi interessati, tra i quali figurano Grecia, Spagna e Portogallo più gli stati di recente ingresso nella Ue, i fondi mireranno a ridurre la disoccupazione attraverso programmi particolari, nella consapevolezza che lo sviluppo comune non soltanto della Unione Europea, ma anche degli stati dello Spazio Economico Europeo dipende dall’equilibrio sociale di tutto il continente.

La Norvegia nel periodo previsto contribuirà all’insieme di programmi di sviluppo con tre miliardi di corone (circa 347 milioni di euro) ogni anno per ridurre le disparità sociali ed economiche nei dodici stati membri di recente ingresso nell’Unione Europea più Spagna, Portogallo e Grecia e per promuovere la cooperazione in Europa, in settori dove questi fondi possono segnare una differenza strategica per gli interessi norvegesi ed europei.

Il Ministro degli Esteri norvegese Jonas Stohre ha dichiarato che i contributi dello Spazio Economico Europeo (SEE) sono una scelta di rafforzamento della collaborazione con i nuovi membri della UE e con paesi che affrontano una congiuntura difficile, perchè al di là delle diverse istituzioni nelle quali si armonizzano le politiche continentali aiutare queste nazioni a combattere la disoccupazione è negli interessi della Norvegia e di tutta l’Europa. I programmi saranno presentati nel dettaglio a partire dagli inizi del 2011.

I progetti riguardano la protezione dell’ambiente e lo studio dei cambiamenti climatici, innovazioni per l’industria ed i servizi, salute e ricerca, istruzione e beni culturali, giustizia e società civile. Una prova di lungimiranza senz’altro edificante in tempi che vedono crescere in molte aree di Europa tendenze contrastanti di chiusura nazionale e perfino locale.

Aldo Ciummo