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Finalmente la crudeltà contro gli animali sarà reato in Italia

Gli animali nella maggior parte delle loro inclinazioni sono incapaci di crudeltà e danno tutto per i loro amici, per noi, se trattati adeguatamente. Nuove norme sanciscono a livello continentale la protezione delle creature domestiche con le quali siamo abituati a vivere ma alle quali stranamente si pensa spesso di non dovere rispetto

Almeno su uno degli aspetti riguardanti la violenza contro gli animali, l’uccisione di un cane o un gatto domestico, la camera dei deputati e la comunità europea stanno avviando  una inversione di tendenza.

Però il percorso legislativo non si è concluso e poi ci sono tutti quegli animali con i quali siamo meno abituati a convivere e che ancora sono torturati per scopi scientifici ed economici.

Quasi all’unanimità, la camera ha accolto la richiesta della comunità europea di ratificare la convenzione per la protezione degli animali cosidetti da compagnia. Troppo spesso accade che i mici e i cani domestici vengano prima adottati per capriccio e poi maltrattati da gente che sfoga tendenze negative su creature che sono impossibilitate a difendersi. Ora il disegno di legge passa al senato per l’approvazione.

La pena (da tre a diciotto mesi di carcere, anche poco) se approvata giustamente condurrà al carcere anche chi uccide senza l’aggravante di avere commesso atti di crudeltà. La ratifica della convenzione UE in questione determinerà la galera per chi provoca volontariamente la morte di un animale. In base alle nuove norme, che andranno ora al vaglio del senato saranno vietate anche tutte le mutilazioni che non sono necessarie alla salute dell’animale.

Anche per i “semplici” maltrattamenti saranno previste pene da tre a quindici mesi di reclusione (pochi) e multe da tre a 18.000 euro, norma discutibile perchè la sanzione unicamente pecuniaria tratta l’animale come una proprietà e non come un essere animato e dotato di intelligenza che invece è. Verrà introdotta una aggravante per coloro che organizzano un traffico illecito di animali da destinare al combattimento, tipico esempio di comportamento violento tipico dell’uomo imposto ad animali innocenti addestrati a tale scopo.

Adesso c’è da augurarsi che l’Europa come istituzione ed i singoli paesi si adoperino per far cessare anche le altre violenze su animali domestici e non, mici, cani, topini e cavie di ogni specie che vengono utilizzati in laboratorio per progressi che interessano soltanto l’uomo e addirittura per scopi di avanzamento commerciale, per testare prodotti. Non si giustifica un divario di trattamento e di sensibilità così grande per questi esseri animati rispetto all’uomo.

Delle specie più vicine all’uomo ma anche di altre tradizionalmente meno considerate è accertata non solo l’intelligenza, nei diversi ambiti di vita cui appartengono, ma anche la sensibilità innata ed infatti è oramai un dato acquisito in medicina quanto gli animali aiutino terapeuticamente nell’alleviare il dolore e favorire la guarigione in tutta una serie di patologie, fatto in larga parte dovuto all’empatia di cui sono capaci gatti, cani ed altre creature.

Aldo Ciummo

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