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Aggressione al Pigneto nel fine settimana

Alcuni blog hanno riportato la denuncia di un episodio di violenza avvenuto tra venerdì e sabato in un quartiere noto per le iniziative sociali e piuttosto preso di mira da attacchi di stampo ultraconservatore

 

Pochi spazi su internet hanno riportato un fatto inquietante avvenuto nel quartiere romano del Pigneto, un ambiente abbastanza conosciuto per la sua ricchezza di iniziative sociali e progressiste e sotto attacco da parte delle tendenze ultraconservatrici che percorrono il Lazio. Una decina di persone sono scese da un hummer limousine (che sarebbe una sorta di macchina di lusso blindata o di blindato di classe, a vederlo) ed hanno pestato senza apparente ragione delle persone che avevano partecipato ad una festa di compleanno.

Il Pigneto fa parte di quei quartieri romani dove molti giovani ed associazioni ritessono dal basso una rete di iniziative sociali e culturali sfibrata dalla commercializzazione dell’esistente degli ultimi venti anni e in ultimo dal peso della crisi mondiale sulle fasce sociali meno garantite dalle corporazioni ideologico-sindacali e dalle concentrazioni economiche in Italia. Al Pigneto si sono svolte nel tempo anche importanti manifestazioni culturali di recupero della memoria della Resistenza, indicando che la cooperazione in funzione del futuro tra studenti, immigrati e gruppi civici porta alla luce anche l’attualità della storia in tempi di forti cambiamenti.

L’aggressione indiscriminata ad un gruppo di amici in strada in un quartiere del genere avviene a meno di due settimane dall’irruzione di vigilantes a minaccia dei lavoratori di un noto stabilimento romano di un’azienda con sede al Tiburtino, apparsa anche su queste pagine web, ed è circondata da una miriade di altre notizie di attacchi a persone costrette a dormire in strada, colpite per l’orientamento sessuale (o politico, ma i diversi gruppi radicati sul territorio in strutture occupate o simili sono da una parte e dall’altra più o meno vulnerabili in maniera alterna stando alla cronaca, anche se vi è una oggettiva maggiore frequenza di aggressioni contro le sedi di realtà antagonista progressista).

Nei pochi spazi che hanno riportato la notizia attraverso la denuncia delle stesse vittime dell’accaduto si legge qualche commento sulla situazione generale della città e sulle presunte responsabilità di chi amministra. La logica vuole che coloro che amministrano non possono essere considerati colpevoli a priori sulla base delle proprie opionioni. Anzi, gli ultimi anni hanno visto esempi di apertura da parte del Comune di Roma verso ambienti anche molto diversi per sensibilità dalla nuova giunta di Gianni Alemanno. Questa è la cronaca, non si può negare per il fatto che bisogna ripetere degli slogan.

Quello che è vero, che desta allarme, è che aumenta non soltanto il verificarsi di violenza (non a Roma ma in Italia e non quest’anno ma in questo decennio) ma l’ostilità di questo tipo. Gente che partecipa ad una festa di lusso che attacca altri che si stanno divertendo per strada. Persone che si sentono cittadini più di altri che aggrediscono immigrati. Il lavoro messo nell’angolo. Fatti culturali, l’ordine pubblico non li risolve, la sinistra non rivendica un’alternativa, i media non presentano idee differenti e la società reagisce poco. Il Pigneto, come molte altre vivaci aree romane, rappresenta, per chi vive il Lazio come territorio, un laboratorio dove è chiaro che la società cambia anche in positivo, valorizzando il lavoro, l’integrazione e gli scambi ben oltre le rigidità e delle proclamazioni con le quali l’area progressista si è resa irrilevante e museale in Italia. Si tratta di quartieri che rendono attuale l’antifascismo come sforzo di trasformazione della società.

Le spinte che al contrario perpetuano una visione di classe, razzista e ultraconservatrice rischiano di danneggiare Roma e la sua identità caratterizzata dall’apertura, anche perchè potrebbero stanare tendenze di segno apparentemente opposto, ma che non sono certo dirette a risolvere i problemi: difatti la mercificazione selvaggia, il girarsi dall’altra parte di fronte alle fasce in difficoltà e la violenza a Roma, sono in crescita da anni, non soltanto con una amministrazione che fa gravi sbagli ma episodicamente cerca di comprendere la realtà in cui opera, ma anche quando chi amministrava voleva bene a tutti, ma tra feste del cinema e inaugurazioni di mezzo metro di strada di fronte alle telecamere, concretizzava molto poco di questa benevolenza per le fasce di popolazione che vivono la vera città tutti i giorni.

Aldo Ciummo

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