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La comunità guarda ai Balcani

 
 

Centro di Bruxelles, capitale europea                                      FOTO di Aldo Ciummo

Centro di Bruxelles, capitale europea FOTO di Aldo Ciummo

Nel 2010 ci sarà una liberalizzazione dei visti attribuiti ai cittadini dei Balcani, Croazia vicinissima all’ingresso, le domande dei paesi candidati sono sotto esame

Nel 2010 le istituzioni comunitarie porteranno avanti una notevole liberalizzazione dei visti attribuiti ai cittadini dell’ est più vicino all’Italia. Oggi la Commissione ha adottato la strategia annuale sull’allargamento dell’Unione, sottolineando i progressi compiuti dai Balcani occidentali. Si è deciso di raccomandare l’apertura di negoziati per l’adesione con la Macedonia ma, soprattutto, ci sarà nel 2010 una notevole liberalizzazione dei visti.

Olli Rehn, Commissario all’allargamento ha dichiarato “in questo difficile contesto di crisi economica, le domande di adesione dell’Albania e del Montenegro sottolineano il costante potere d’attrazione dell’Unione ed il nostro ruolo nel promuovere stabilità”. Il fatto importante nel 2010 sarà l’esenzione dai dall’obbligo di visto per i cittadini dell’ex Repubblica iugoslava di Macedonia, del Montenegro e della Serbia, che sarà seguito da una proposta analoga per Albania e Bosnia-Erzegovina a patto che rispettino le condizioni stabilite.

Rehn si è espresso anche riguardo alla Turchia, affermando che il paese asiatico ha rinnovato il suo impegno nelle riforme politiche e che i progressi nel negoziato di adesione dipendono dalle novità nel campo dei diritti. Ci sarebbe da aggiungere che se è vero che la normalizzazione dei rapporti tra Turchia ed Armenia è importante, lo sarebbe altrettanto l’effettivo rispetto dei diritti politici dei curdi, e c’è da augurarsi che l’Europa non venga meno alla sua tradizione in materia di diritti umani a causa di considerazioni di carattere strategico che finora hanno pesato tristemente sulla questione curda, indimenticabile non soltanto per la sinistra, che finchè è ancora esistita in Italia ha messo in luce la questione, ma per tutti gli europei se come tali vogliamo chiarirci quali sono i diritti umani essenziali per tutti sui quali non si deve recedere.

La Crozia si trova molto bene nel raggiungimento dei parametri anche grazie ad un accordo con la Slovenia oltre che per il riordino del sistema giudiziario e della pubblica amministrazione. I negoziati dovrebbero concludersi l’anno prossimo. Il Montenegro ha chiesto di aderire alla UE nel dicembre 2008, la Commissione sta preparando un parere, come richiesto dal Consiglio dell’Unione Europea, ma le elezioni politiche hanno rispettato quasi tutti gli standard internazionali quindi sembra che il parere sarà positivo. Resta da consolidare lo stato di diritto.

L’Albania ha chiesto di aderire in aprile e le elezioni politiche si sono svolte in condizioni di sufficiente regolarità. Chi deve accelerare di molto le riforme fondamentali se vorrà accedere alla UE è la Bosnia Erzegovina, manca nella classe politica bosniaca una visione condivisa del rispetto dei requisiti richiesti dalla Commissione.

La Serbia ha cooperato con il Tribunale Penale Internazionale per la ex Yugoslavia, ma non ha dimostrato un atteggiamento lineare nelle questioni interne al Kosovo, dove la missione UE per lo stato di diritto Eulex è ormai operativa in tutto il paese. Il Kosovo è tuttora un groviglio dove la criminalità e la scarsa protezione dei diritti della minoranza serba rappresentano un ostacolo concreto. Non per niente la Commissione ha elaborato per un documento separato che propone di avvicinare alle Ue i cittadini kosovari tramite un dialogo sui visti e in prospettiva di un accordo commerciale, azioni che potranno vedere la luce solo dopo che le condizioni fissate risulteranno raggiunte.

Aldo Ciummo

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