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INTERNAZIONALE|Norvegia l’esperimento di coalizione a guida socialdemocratica riconfermato alle elezioni politiche

Il secondo governo Stoltenberg è stato il primo a vedere il Labour in squadra con la sinistra socialista e con il partito del centro, avrà 86 deputati su 169 nel parlamento

Ha rivinto la coalizione rossoverde formata dal Labour Party cui appartiene il premier Jens Stoltenberg (Der Norske Arbeiderparti, al 35%, in crescita di tre punti percentuali rispetto al 2005), dal partito di sinistra Socialist Left Party (Sosialistik Venstreparti, al 6%, in flessione di due punti nel consenso espresso nel voto) e dal partito di centro (Senterpartiet, 6% stabile). Il Labour non era mai stato in coalizione, anche se questo sarà il terzo mandato di Stoltenberg, inoltre dal 1993 questa è la prima volta che un governo viene riconfermato, considerando appunto i partiti e non soltanto il primo ministro). La posizione della coalizione è stata contraria ad ipotesi di forti riduzioni nella tassazione ed a favore invece del mantenimento dell’attuale impostazione dello stato sociale.

Il più grande partito di opposizione, il Progress Party (Fremskrittpartiet), ha raggiunto il 23%, senza sfondare come molti prevedevano, a seguito della campagna della leader Siv Jensen, favorevole a forti riduzioni delle tasse ed a politiche restrittive riguardo all’accesso dei migranti. Sono andati bene invece i conservatori (Hoeyre) cresciuti di tre punti al 17%.
E’ andato male il partito liberalsocialista (Venstre), antichissima presenza nella politica norvegese, attivissimo nel campo della tutela ambientale e dei diritti ma anche del sostegno alla libera impresa, il maggiore rappresentante Lars Sponheim ha annunciato che si dimetterà dalla guida del partito dopo aver perso anche nel suo collegio di riferimento. Il gruppo è riuscito comunque ad eleggere due rappresentanti ma ha perso due punti, scendendo al 4%.

All’interno dello Stortinget, il parlamento unicamerale norvegese (formato da 169 rappresentanti eletti), ci saranno 86 deputati per la maggioranza e 83 per l’opposizione.
64 per il Labour (che ne aveva 61), mentre il Progress Party, di destra, ne avrà 41 (38 nella precedente legislatura), 11 seggi per il Socialist Left Party (meno quattro), 11 seggi come prima per il Senterpartiet. I Conservatori prendono 30 posti (sette in più) e i liberalsocialisti soltanto due (otto in meno). Ci sono da aggiungere i cristiano democratici, Kristelig Folkeparti, che si sono assicurati dieci seggi (uno in meno).

La Norvegia è un paese che pur non facendo parte dell’Unione Europea coopera strettamente con noi all’interno dello Spazio Economico Europeo, essendo parte culturalmente del continente. Nel 1972 anche la Norvegia firmò contestualmente a Regno Unito, Irlanda e Danimarca per aderire alla Comunità, ma nel 1973 soltanto questi ultimi entrarono perchè in Norvegia il referendum ebbe un esito sfavorevole di stretta misura all’adesione a causa della particolarità dell’economia norvegese, caratterizzata ad esempio da un grande peso della pesca. Nel 1992 la Norvegia chiese di nuovo di far parte dell’Unione, a conferma dei forti legami con i paesi contraenti, nel 1994 però i votanti al referendum diedero ancora una indicazione negativa, ma il paese resta uno degli interlocutori naturali dell’Unione Europea e dei soggetti principali dell’Europa come paese.

Aldo Ciummo

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