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IN ITALIA|Pd verso il congresso. Finocchiaro: “Rischio scontro”. A Chianciano i mille di Pannella

di Simone Di Stefano/Dazebao, l’informazione on-line

La Direzione del Pd ha dato il via libera al prossimo congresso, che avrà luogo a ottobre. Per un partito che ancora non compie i suoi due anni di vita parlare di svolta sarebbe fuorviante. Ma tra chi è in cerca di conferme e chi ne farebbe volentieri a meno, salta subito all’occhio la quasi unanimità dei voti favorevoli a fissare le prossime tappe congressuali.

Solo 7, su un totale di 150, il numero di quanti hanno votato no, avendo preferito far slittare il congresso e quindi anche le primarie alla segreteria del partito al 2010, data in cui sono fissate le prossime elezioni regionali. La Direzione Pd ha anche fissato le tappe cruciali che porteranno il 10 ottobre alla selezione dei candidati alla segreteria, i quali si presenteranno alle primarie che si svolgeranno il 24 ottobre. Prossima direzione del partito, il 24 luglio, quando verranno vagliate e approvate le candidature. Se nessun candidato raggiungerà la maggioranza assoluta, i due più votati andranno al ballottaggio con voto segreto all’Assemblea nazionale. Nonostante ci sia stata la quasi unanimità dei consensi, in molti hanno espresso diverse perplessità sulla tenuta del regolamento. Farà senz’altro discutere quindi la regola secondo cui potranno votare anche i non iscritti al partito, con il pericolo di eventuali “voti-fantoccio” dall’esterno.

Hanno dunque fatto breccia le parole spese da Dario Franceschini durante la sua relazione ai membri della Direzione. Il segretario ha messo l’accento sull’utilità congressuale, «senz’altro farà bene al Pd. Lo dico perchè non ci siano ambiguità». Franceschini ha chiuso il suo intervento rivolgendosi a sindaci, amministratori, consiglieri comunali, segretari di circoli, giovani parlamentari impegnati sul campo: «Quando parlo di rinnovamento penso di investire sulle forze straordinarie del nostro territorio. Loro devono essere messi nelle condizioni di crescere verso ruoli sempre più alti nel partito nazionale». Divenuto leader pro-tempore, come traghettatore del partito per il dopo Veltroni, Franceschini ha sciolto le ultime riserve che lo attanagliavano e ha deciso di candidarsi. Hanno fatto discutere però le parole con cui ha annunciato la sua decisione, un attacco frontale alla gerontocrazia interna al Pd e ai cosiddetti «vecchi» del partito. E se Bersani ha annunciato di non stare contro nessuno ma di pensare solo a «ripartire dai giovani per fare del Pd un partito popolare», Anna Finocchiaro preferisce mantenere una linea soft sull’idea di accorpare congresso ed elezione alla segreteria.

Il presidente dei senatori Pd avverte il pericolo di uno scontro interno e non si nasconde. «Serve un congresso vero, profondo, senza reticenze e paure – ha riferito la Finocchiaro – ma si è messa in moto una dinamica potenzialmente pericolosa. Una competizione per la leadership che ha le caratteristiche di una mera conta interna, che rischierà di oscurare l’oggetto del congresso, cioè il Pd e questa Italia». La competizione ovviamente è quella tra Bersani e il suo nuovo sfidante Dario Franceschini. Ad Anna Finocchiaro non sono piaciuti gli argomenti utilizzati dal segretario nell’annunciare la sua candidatura. «Quelli utilizzati da Franceschini – secondo la ex ministro alle Pari Opportunità – sono argomenti che io trovo inutilmente depressivi del valore e della sua esperienza come segretario e che rischiano di trasformarsi in una resa dei conti». Chi invece dal Pd se ne è andato è il Partito dei Radicali, impegnato da oggi in una tre giorni di congresso a Chiusi Chianciano Terme. «La straordinaria capacità di tenuta dimostrata dai Radicali alle elezioni europee – si legge nel comunicato profuso dagli organizzatori – rappresenta un capitale da investire: vogliamo rilanciare con forza il nostro progetto riformatore europeo e candidarci a guidare l’alternativa a una partitocrazia sempre più oligarchica e distruttiva».

Si chiama Assemblea dei Mille Autoconvocati e da oggi, fino a domenica, vedrà alternarsi, oltre agli interni al partito, numerose personalità esterne ai Radicali che avevano dato il benestare alla loro presenza da prima delle ultime elezioni, tra i quali spiccano il rieletto sindaco di Padova, Flavio Zanonato (Pd), Francesco Rutelli (Pd), Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi), Gennaro Migliore (Sl), Filippo Rossi (Fare Futuro) e tanti altri tra politici, attivisti e giornalisti. «Tre questioni saranno centrali – ha spiegato Emma Bonino – la riforma della giustizia, le riforme economiche e la laicità come elemento cardine delle nostre istituzioni repubblicane, in un contesto in cui lo ‘Stato di diritto’ è sempre più, per molti, un elemento marginale del convivere civile».

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