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IN ITALIA|Effetto Gelmini. Moria di studenti non ammessi agli esami. Rimedia la scuola privata

Aumentano i somarelli, causa del giro di vite del decreto Gelmini. Colpa anche del voto in condotta, ma non per i privatisti.

di Simone Di Stefano/Dazebao, l’informazione on-line

ROMA – Ricordate il dibattito sui voti in condotta? E ricordate le polemiche sulla media del sei per l’ammissione agli esami di maturità? Già da quest’anno nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, con il 5 in condotta si è bocciati e basta anche un solo voto rosso per far saltare la media e portarla al di sotto del sei, quindi alla non ammissione alle prove finali. Sarà pure un caso ma il giro di vite c’è subito stato. Sarà pure un caso ma il giro di vite c’è subito stato.

Cinquecentomila sono gli studenti che da giovedì inizieranno gli esami di maturità che chiuderanno il ciclo scolastico, ma i dati che arrivano dal Ministero dell’Istruzione suonano da vero campanello d’allarme per il numero sempre più crescente di ragazzi che subiscono la stangata all’ultimo atto. Anche perché, condotta in rosso a parte, sono proprio i numeri delle materie che stentano a decollare, relegando i nostri studenti, anche quelli migliori, a un livello di istruzione tra i più bassi in Europa.

E le stime sarebbero potute essere ancor più terrificanti se il ministro Gelmini non avesse rivisitato il decreto e fatto valere nella media anche la condotta e il voto di Educazione Fisica.

Se le cifre non sono ancora definitive – il cervellone elettronico di viale Trastevere è tuttora in fase di analisi e mancherebbero nel computo complessivo ancora la metà dei dati riguardanti gli studenti in procinto di diplomarsi – si tratta comunque di un trend negativo rispetto agli anni passati, con circa il 6% degli studenti non ammessi alle prove finali, rispetto a una cifra che lo scorso anno si aggirava attorno al 4 – 4,3%. In termini spiccioli significa, al momento, bocciatura immediata per circa 27 mila studenti.

Ragazzi indisciplinati e quindi meritevoli di una severa punizione forse, ma vittime comunque di una disparità di trattamento.

Infatti, se per i meno disillusi la scuola è pur sempre un baluardo di imparzialità, una palestra di vita, quest’anno invece, con la reintroduzione della regola che prevede almeno la media del sei per sostenere le prove, si è creata anche una disparità di trattamento.

Infatti la nuova norma, un filtro di selezione molto rigido, riguarda esclusivamente i ragazzi iscritti alle scuole pubbliche che sosterranno quindi gli esami da interni. Non riguarda invece gli studenti privatisti, coloro cioè che, pagandosi professori privati, si presentano agli esami senza aver frequentato neanche un’ora di lezione in classe. Questo grazie a un buco della normativa, non ancora sanato, che nel 2007 reintrodusse l’ammissione agli esami, ma solo per gli interni.

I “privilegiati” sono circa 25 mila e 600, quasi la stessa cifra dei loro colleghi non ammessi. Inoltre c’è da considerare la situazione di quanti sono rimasti vittime di cinque o quattro in condotta frutto delle occupazioni scolastiche di protesta contro il decreto Gelmini. La linea del governo sembra essere sempre quella celodurista, con l’impietoso commento che si sarebbe lasciato scappare nel corso di una treasmissione radiofonica il consigliere politico  del ministro Maristella Gelmini, Giorgio Stracquadanio, alla richiesta su cosa pensasse dei ragazzi penalizzati in condotta, definiti “facinorosi”, magari per aver occupato un aula per tenere un’assemblea: “Dovrebbero ringraziare perchè, avrebbero meritato anche una denuncia penale».Dicono che sia il ghost writer del Presidente del Consiglio, se così fosse si spiegherebbero diverse cose.

Tra i tanti cambiamenti che ci sono stati, infine, non è rientrata una revisione della regola sugli “ottisti”, rimasta così invariata. Una norma curiosa e da pochi conosciuta che consente, a coloro che si presentano al quarto anno di studi con almeno tutti otto in pagella e senza aver contratto debiti formativi nei due anni precedenti, di essere ammessi agli esami di maturità con un anno di anticipo. Viene da chiedersi se in Italia ne esista ancora qualcuno, ma anche se fosse, con quale grado di preparazione questi “genietti a metà” si presenterebbero all’Università dopo aver saltato l’ultimo e decisivo anno di studi secondari? Ce lo spieghino magari i privatisti…

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