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INTERNAZIONALE|Influenza suina. L’Oms: “Il virus continua la sua avanzata”

Quasi un decimo dei casi nella sola giornata odierna

di Simone Di Stefano/Dazebao, l’informazione on-line

ROMA – Il virus A/H1n1 avanza e si avvicina a quota 10mila casi di contagio e 79 morti in tutto il mondo. Un ritmo che nelle ultime ore ha registrato un’inquietante accelerata, perché solo oggi si sono verificati ben 1001 nuovi casi di febbre suina, praticamente quasi un decimo del totale da quando ha iniziato a fare la sua comparsa. Tra questi ci sono anche cinque morti, quattro in Messico e uno negli Stati Uniti.

È quanto emerge dai dati pubblicati nell’ultimo rapporto dell’Oms, l’organizzazione mondiale della Sanità, che ogni giorno stila un dossier riepilogativo circa la ormai temibile malattia. Dati che certificano, oltre ai decessi, anche i paesi in cui si sono verificati i nuovi casi di contagio. Il numero maggiore di nuovi ammalati lo si trova in Messico, con 545 contagi nelle ultime 24 ore, seguono gli Usa, con 409 e dove qualche giorno fa si è verificato il primo caso di decesso nella città di New York. Nuovi casi anche in Perù, Regno Unito, Cile e Cina.
Il caso del Giappone merita un discorso a parte, perché se è vero che l’Oms parla di 34 casi di contagio solo oggi, su un totale di 159 affezioni, il governo nipponico, in barba al rischio di psicosi collettiva, gonfia ulteriormente le cifre portando i nuovi casi odierni a 41 unità su un totale di 176 casi. I nuovi contagi sarebbero da registrarsi, sempre secondo le fonti giapponesi, nelle città portuali di Osaka e Kobe.
Il nuovo caso cinese invece, l’ottavo complessivamente, in realtà sarebbe da attribuire a una turista italiana trovata positiva al virus durante un suo soggiorno in Tibet. La donna, che era arrivata in Cina la settimana scorsa in compagnia di un gruppo di turisti italiani, ora si trova in ospedale nella località tibetana di Zhangmu, vicino al confine col Nepal. I suoi compagni di viaggio invece sono stati confinati in un hotel e posti sotto stretta osservazione. Dal report dell’Oms appare sempre più chiara comunque la via di trasmissione del virus, che dal Messico si è propagato verso gli Usa, paese che svolge evidentemente un ruolo di crocevia, convogliando lungo le rotte transatlantiche il virus in tutto il resto del globo.
Colpiscono inoltre i moltissimi casi di contagio di paesi insospettabili o molto vicini all’Italia. Oltre al Canada, con ben 496 casi totali e un decesso, tra i paesi europei la palma di nazione maggiormente appetita dall’H1n1 va alla Spagna, con ben 103 casi, seguita dal Regno Unito con 102 casi. In entrambi i paesi dell’area Euro, tuttavia, nessun caso si è rivelato mortale.
Nel frattempo, in data odierna, si è tenuto a Ginevra un incontro tra i vertici delle principali compagnie farmaceutiche, tra le quali Roche e Novartis, e presieduto dal Segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon e dal direttore generale dell’Oms, Margaret Chan. Oggetto del vertice la possibilità in tempi brevi di mettere in commercio il vaccino sull’influenza suina. La stessa Margaret Chan, già alla direzione dell’Oms durante l’epidemia della febbre aviaria, ha messo in guardia sul rischio di un incrocio delle due malattie, tanto che recentemente è stato alzato il livello di pericolosità del nuovo virus da 1 a 5. Ma prima di alzare il livello di guardia molti paesi chiedono di tenere un profilo basso e studiare tutte le possibilità per evitare un rischio di pandemia, che però secondo alcuni sarebbe già in atto.
Sempre oggi a Ginevra sono giunti i rappresentanti sanitari di tutto il mondo per discutere sulle modalità con cui affrontare la malattia. Stando a quanto riferito da un documento reso pubblico dalla France Press secondo l’Oms potrebbe essere possibile produrre in un anno 4,9 miliardi di dosi di vaccino contro la nuova influenza, anche se la produzione del nuovo antivirale potrebbe mettere a rischio quella del vaccino contro l’influenza stagionale, che ogni anni miete tra le 250.000 e le 500.000 vittime. Si tratterebbe, in ogni modo, di una produzione pari a circa 94,3 milioni di dosi alla settimana. Proprio oggi il laboratorio svizzero della Novartis, ricevuto un campione del virus H1n1, ha chiesto all’Oms il via libera per mettere a punto la produzione del vaccino.
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