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INTERNAZIONALE|I conservatori di David Cameron sfidano Gordon Brown

La crescente innovazione all’interno dei Tories lascia intravedere la possibilità di un ricambio ai vertici del Regno Unito

di Aldo Ciummo, inviato a Dublino

UK – I conservatori guidati da David Cameron sfidano in maniera crescente l’esecutivo di Gordon Brown, destinato ad affrontare la conflittualita’ crescente fra l’ala pre-blair, sociale e propensa a far pagare la crisi ai redditi elevati e l’ala pro-blair, convinta della priorità rappresentata dalla crescita delle imprese private.

Il partito dei Tory non e’ piu’ quello della legge e dell’ordine e soprattutto per iniziativa di Cameron ha assunto tratti liberali innovativi rispetto alla sua tradizione e passibili di laicizzare il voto gia’ poco ideologizzato dei cittadini del Regno Unito. Cameron, anche se con una fuga in avanti rispetto alla maggioranza del suo partito, ha appoggiato il governo laburista su misure in favore delle coppie omosessuali. Un altro tema che ha veduto il leader dei conservatori forzare la sua base e’ stato l’ambiente, messo al centro delle campagne dei Tory con lo scopo di presentarli come un partito verde nelle finalita’.

Se e’ vero che una larga parte dei candidati muove dalle file degli allievi della Thatcher i conservatori inglesi stanno facendo uno sforzo per acquisire appeal verso il centro dell’elettorato studiando l’inclusione nelle liste di molti volti
nuovi: Priti Patel siede gia’ in parlamento, eletta nell’Essex, e’ la prima deputata asiatica ed e’ a favore di un referendum non soltanto sul trattato di Lisbona ma sulla relazione complessiva del Regno Unito con l’Unione Europea. Jacob Rees Mogg, candidato nel Noth East Somerset a volte critico con la dirigenza, rappresenta una apertura dei Tories verso i settori colti della societa’; Philippa Stroud, direttrice del Centro per la Giustizia Sociale, che si propone in Sutton e Cheam, ha lavorato alla riabilitazione delle fasce degradate della societa’ ad Hong Kong e simboleggia la parte attenta al sociale del partito. Wilfred Emmanuel-Jones, imprenditore originario della Giamaica che dovrebbe correre nel Chippenam, ha la faccia del personaggio indisciplinato, noto per essere cresciuto nei bassifondi di Birmingham ed anche per avere prodotto un programma televisivo sulla BBC prima di fare fortuna con un marchio di prodotti alimentari.

Nick Boles, autore della modernizzazione dei Tories, ha lavorato molto all’attuale team del partito ed ha collaborato con Boris Johnson, altro nuovo volto del gruppo di Cameron. Considerato un asso nella manica e’ Frank Zacharias Goldsmith, l’ambientalista. Goldsmith nel 2004 ha vinto il Michail Gorbachev’s Green Award, si tratta insomma di un esponente di punta del pensiero verde. Nell’attuale periodo di difficolta’ economiche molti osservatori considerano probabile un cambio alla guida di quello che resta  nel bene e nel male un paese che fa da faro a molta della civilizzazione occidentale. In questa situazione si inquadrano le manovre interne alla principale forza di opposizione, tese a renderla realisticamente in grado di affrontare al di la’ della demagogia elettorale questioni vitali nel Regno Unito quali la partecipazione all’Unione Europea (che dovra’ andare avanti ma presenta aspetti che la gente e’ desiderosa di discutere anche al di fuori delle nazioni che hanno votato in maniera diversa dalle altre o che avrebbero voluto a maggioranza dei propri cittadini farlo), l’immigrazione, che continuera’ a essere indispensabile in UK, la devoluzione, sulla quale ci potrebbero essere contrasti con il leader dello Scottish National Party, Alex Salmond.

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