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IN ITALIA|Bersani: «Il piano anti-crisi? Un bluff»

E Tito Boeri su La Repubblica di oggi avanza gli stessi dubbi dell’ex ministro

di Simone Di Stefano/SG

Il piano anti-crisi del governo lascia perplessi in molti, politici e tecnici esperti di economia. Il coniglio fatto uscire dal cilindro dal ministro Tremonti più che una magia sembra essere puro illusionismo. Almeno stando a quanto ha detto stamattina a “Panorama del giorno”, su Canale 5, Pierluigi Bersani (Pd).

A proposito degli ottanta miliardi che il governo si è impegnato a stanziare per far fronte alla crisi economica globale che ha portato l’Italia in recessione tecnica, Bersani si è detto scettico: «Ho sempre il sospetto delle cifre tonde – ha dichiarato l’ex Ministro dello Sviluppo Economico del governo Prodi -, ottanta miliardi: se poi andiamo a vedere dentro, sono in grandissima parte soldi già stanziati, bloccati nella programmazione da questo Governo adesso risbloccati nella  programmazione. Tutte parole difficili che però ci dicono che non stiamo parlando di soldi che domani mattina diventano effettivamente investimenti come avremmo bisogno».

Sempre stando a quanto riferito da Bersani, il governo «sta spostando carri armati di cartone per la parata. Parlano di risorse già stanziate, anzi meno di quanto già c’era». Secondo Bersani «grazie allo spazio concesso da Bruxelles c’è un margine di 7-8 miliardi di interventi a favore delle famiglie e dei più deboli».

Che i soldi messi sul banco dal governo siano frutto di un’invenzione, di una trovata degna di un ritorno al mercato creativo – alla Ricucci, per intenderci – lo sostiene anche il noto economista Tito Boeri in un editoriale pubblicato oggi sulle pagine de La Repubblica.

Dopo quindici anni di stagnazione, l’Italia è entrata da poco in recessione tecnica (segno negativo per due trimestri consecutivi), gli altri paesi fanno sul serio, programmano piani efficaci, reali. Invece il nostro governo, dopo una prima fase in cui aveva dimostrato grande audacia nel programmare fin dall’estate il piano anti-recessione e una finanziaria triennale, ora dorme e rischia di dilapidare quanto di buono (poco) aveva fatto.

Per saperne di più visitate LaVoce.info

di Simone Di Stefano/SG

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