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IN ITALIA|Padre contro la riforma Gelmini: «Non mangio più per mio figlio»

Lettera di un genitore disperato che ha iniziato uno sciopero della fame per protesta contro la “riforma” Gelmini

Mi chiamo
Marco Spitella, ho quarantasette anni, tre figli in età scolare, e sono
molto preoccupato per il loro futuro.

Sono preoccupato perchè se il
piano Tremonti-Gelmini-Aprea dovesse giungere a compimento, il loro
sarà un futuro con pochissime scelte.

Io voglio una scuola pubblica
eccellente, che formi persone eccellenti, che dia a ciascuno gli
strumenti per crescere e non solo per imparare.

Voglio una scuola che
insegni a tutti la differenza tra dovere & diritto e sottomissione &
favore.

Voglio una scuola i cui docenti siano motivati e motivanti,
una scuola che insegni che i migliori vanno avanti, una scuola per
tutti ma non per forza, in cui chi non ha il desiderio o le capacità
possa arrivare dove può e non oltre.
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IN ITALIA| Acqua in bocca – Vi abbiamo venduto l’acqua

Il capitalismo si appropria della nostra acqua. Di seguito l’articolo di Rosaria Ruffini che spiega la situazione attuale, le mosse dell’indisturbato governo Berlusconi e gli scenari futuri, plausibilmente con una possibile cessione dei beni idrici, diritti fondamentali dell’uomo, alle multinazionali private

di Rosaria Ruffini/liberacittadinanza

Il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell’acqua pubblica


Mentre nel paese imperversano annose discussioni sul grembiulino a scuola, sul guinzaglio per il cane e sul flagello dei graffiti, il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell’acqua pubblica. Il Parlamento ha votato l’articolo 23bis del decreto legge 112 [si tratta in realtà della legge 133/08. N.d.r.] del ministro Tremonti che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica.

Così il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l’acqua non sarà più un bene pubblico, ma una merce e, dunque, sarà gestita da multinazionali internazionali (le stesse che già possiedono le acque minerali). Già a Latina la Veolia (multinazionale che gestisce l’acqua locale) ha deciso di aumentare le bollette del 300% Ai consumatori che protestano, Veolia manda le sue squadre di vigilantes armatati e carabinieri per staccare i contatori.

La privatizzazione dell’acqua che sta avvenendo a livello mondiale provocherà, nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei paesi più poveri. L’acqua è sacra in ogni paese, cultura e fede del mondo: l’uomo è fatto per il 65% di acqua, ed è questo che il governo italiano sta mettendo in vendita.

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SPORT|Sconfitta e contestata, la Roma non c’è più

Prosegue la caduta libera della Roma di Spalletti. Ieri contestazione davanti a Trigoria, con la squadra in ritiro in vista della sfida di mercoledì prossimo contro la Sampdoria

di Simone Di Stefano/SG

La Roma si ritira in casa per superare il momentaccio. «Onorate la maglia in segno di rispetto ai tifosi», ha tuonato il presidente Rosella Sensi che da domenica ha sigillato la squadra nelle segrete stanze di Trigoria con un solo diktat: uscire dalla crisi più nera della gestione Spalletti.

Ma al centro sportivo “Fulvio Bernardini” ieri non è stata certo una giornata serena. Giocatori, tecnico e società, non si è salvato nessuno dalla contestazione messa su con cori e striscioni («Io non tifo Italpetroli», «Tirate fuori le …», per citarne alcuni), da parte di una trentina di tifosi che hanno chiesto, invano, di poter parlare con uno tra Spalletti e Totti. Se ne sono andati soltanto in tarda mattinata dopo che a mobilitarsi era stata anche la Polizia, dopo alcuni lanci di uova.

La squadra ha dovuto rinunciare anche all’allenamento mattutino per tornare in campo solo nel pomeriggio. E come ogni lunedì di recente memoria nei bar della capitale si discute su cosa stia accadendo alla Roma e cosa ci si deve attendere ancora. Invertire la rotta innanzitutto e Spalletti lo ha capito, tanto che dopo il naufragio di Udine è stato lui il primo a riconoscere le proprie responsabilità e la necessità, questa è la notizia, di cambiare metodo di lavoro.

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