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INTERNAZIONALE|Il Nord Irlanda fa i conti con la criminalità di quartiere

Il parlamento di Stormont esaminera’ la proposta di coinvolgere le famiglie nella lotta alla violenza giovanile

di Aldo Ciummo

I genitori dei minorenni responsabili di reati potrebbero essere costretti per legge a frequentare corsi per familiari, col presupposto che la comunità dovrebbe prendersi carico della riduzione dei comportamenti antisociali che affliggono larga parte di Belfast e del Nord dell’Irlanda.

La proposta che verrà presa in esame dal parlamento autonomo di Stormont, che rappresenta l’Ulster, prevede anche sanzioni finanziarie per le famiglie dei ragazzi coinvolti in aggressioni e danneggiamenti vari. Il problema della criminalità comune, delle intimidazioni e del bullismo rende più difficili situazioni urbane che gia’ sono appesantite dal persistere del controllo settario, delle estorsioni e dell’economia illegale (spaccio, contrabbando, produzione non autorizzata di vodka e sigarette) ereditate dal conflitto e mantenute in vita dalle organizzazioni paramilitari di ambo le parti, protestante e cattolica.

Dopo l’accordo del 1998, il Good Friday Agreement (Accordo del Venerdi’ Santo), il disarmo dell’Ira nel 2005 e la formazione di un governo di coalizione tra le maggiori parti in causa nella primavera del 2007, la maggior parte dei problemi legati al conflitto “guerreggiato” sono stati ammorbiditi in maniera significativa. Persiste invece una diffusa criminalita’, dovuta sia all’annoso sottosviluppo di buona parte della popolazione che ad una cultura fortemente caratterizzata da un discutibile spirito di controllo del territorio da parte dei suoi abitanti. Chiunque conosce Belfast (escludendo il centro turistico) ha presente l’atteggiamento dei gruppi di giovani e di abitanti che stazionano ad angoli delle strade che demarcano il passaggio da un’area ad un’altra.

Una proposta inoltrata oggi all’esame della politica locale prevede la possibilita’ per le forze dell’ordine di disperdere gruppi di due o piu’ persone il cui atteggiamento possa risultare intimidatorio. Altri poteri presi in esame potrebbero permettere di chiudere pub, club ed evacuare case che siano oggetto di fondato timore per gli abitanti della zona. Si tratta naturalmente di misure controverse, che possono ricordare famigerate leggi che vennero usate ed abusate negli anni ’70 ed ’80 in questo territorio, ma che traggono adesso origine e consensi anche dalla volonta’ degli abitanti delle citta’ di passare ad una esistenza libera da minacce fisiche persistenti.

Per questi motivi il progetto si accompagna alla proposta di creare un centro che metta in relazione tribunali, associazioni di volontariato, organizzazioni dei giovani, parenti delle vittime di aggressioni, permettendo un continuo scambio di vedute sulle esigenze di buon vicinato.

di Aldo Ciummo

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