• i più letti

  • archivio

  • RSS notizie

    • Si è verificato un errore; probabilmente il feed non è attivo. Riprovare più tardi.
  • fin dove arriva la nostra voce

  • temi

SPORT|Il calcio si oscura. Slitta l’accordo su diritti televisivi

Le società hanno rifiutato tutte le offerte. Le azioni della prima giornata solo ai Tg

NIENTE Controcampo, niente Domenica Sportiva e nemmeno le radiocronache dei match di Serie A e B. Oscurato il calcio agli italiani che, fin da sabato prossimo, al fischio di inizio della nuova stagione calcistica, non potranno più vedere in tv i gol e le migliori azioni (highlights) del campionato, a meno che questi non posseggano un abbonamento pay per view. I club fanno muro contro le televisioni e così, tra il vendere i diritti tv in chiaro degli highlights di serie A, ricavando meno, e l’alternativa di ritirarli dal mercato, in attesa del miglior offerente, ha prevalso la seconda ipotesi.

Dagli uffici milanesi dove ieri si è riunita l’assemblea generale straordinaria della Lega Calcio è emerso che l’offerta di Rai e Mediaset, per l’acquisizione dei diritti in chiaro delle partite di campionato, non è sufficiente. «L’assemblea – recita il comunicato – ha respinto all’unanimità le offerte per i diritti radiofonici e televisivi del calcio, che sono quindi rimasti invenduti».

All’assemblea non hanno preso parte il presidente della lega, Antonio Matarrese, il suo vice, Massimo Cellino, il presidente della Juventus, Giovanni Cobolli Gigli, quello dell’Inter, Massimo Moratti, oltre all’ad della Roma, Rosella Sensi. In assenza dei quali, a presiedere la seduta, composta dai dirigenti dei quarantuno club interessati (assente solo il Catania), su proposta del vicepresidente di Lega per la B, Gianfranco Andreoletti, è stato l’amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani.

L’ad rossonero era stato tra i primi, assieme al dg della Sampdoria, Giuseppe Marotta, a preannunciare l’esito di una trattativa tutt’altro che districabile: «Temo che domenica non si vedrà il chiaro – aveva spiegato Galliani, prima della riunione – ma non sarebbe certamente colpa nostra se ciò avvenisse». In sintesi, ha proseguito Galliani «è impossibile che un prodotto venduto a 75 milioni di euro in esclusiva a Mediaset più, alle altre emittenti possa essere valutato 20,5 milioni di euro non in esclusiva con uno sconto del 75%». Ma la Rai ha fatto sapere che la sua offerta sarebbe pari a 30,6 milioni, lontani dai 20,5 preannunciati da Galliani, lontani anche dai 40 circa richiesti dalle società. L’unico a essere possibilista, a fine giornata, è il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini: «Abbiamo detto no alle offerte delle tv, ma da qui a sabato si fa in tempo a fare molte cose, un pò all’italiana…».

Già, all’italiana, perché una sorta di compromesso già c’è e questo lascia presagire una piccola rischiarita: otto minuti di immagini che solo i telegiornali potranno utilizzare, quattro per i gol di Serie A e quattro per quelli di B, ma solo dopo le 20.30 per gli highlights delle partite delle 15.00 e dopo mezzanotte per quelli delle gare in serale, giocate alle 18 e alle 20.30. L’unico accordo di ieri ha riguardato l’elezione del vicepresidente del Lecce, Mario Moroni, alla carica di consigliere federale, al posto del dimissionario Maurizio Stirpe.

All’ordine del giorno c’era anche il tema della mutualità per i club di serie B, la cui entità dipende in misura proporzionale da quanto la Lega riuscirà ad incassare dalle trattative con le emittenti. Tutto slittato, quindi, anche se un ultimo spiraglio d’intesa è rappresentato dalla mediazione del governo, «con un tavolo senza buste chiuse – ha spiegato il sottosegretario alle Comunicazioni, Paolo Romani – . e senza la necessità di riunire l’assemblea, nella piena logica di mercato, con una certa attenzione in più al servizio pubblico».

Simone Di Stefano – Pubblicato su L’Unità del 27-08-2008

 

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: