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IN ITALIA|Primi giorni con i militari per strada

La misura che rende le città militarizzate divide il mondo della politica. La Russa: «prolungare di altri sei mesi e poi più poteri alla Polizia». Alemanno: «Sembrano usciti da un film». Chiamparino:«E’ solo una misura di facciata». E nella capitale distribuiti volantini antimilitari ai turisti

«Ogni scarrafone è bello a mamma sua», recita il detto partenopeo ormai trapiantato in tutto lo stivale. E allora il day after dell’avvio all’impiego dei militari nelle città a più alto rischio sicurezza ha visto il ministro della difesa Ignazio La Russa e il suo collega agli Interni, Roberto Maroni, compiacersi della creatura messa in piedi pochi giorni fa. Numeri e testimonianze di un «provvedimento indispensabile per la sicurezza», secondo loro.

Vista dagli occhi del responsabile del Viminale è questa «la strada giusta per garantire maggior sicurezza ai cittadini e per far capire ai delinquenti che lo stato c’è e non arretra». E La Russa spera che «l’esperimento», almeno per quanto riguarda le pattuglie a piedi, possa diventare permanente. Ma con una significativa novità: «Senza soldati, perché i compiti di polizia spettano alle forze dell’ordine».

Anche il Ministro Maroni è sembrato entusiasta del nuovo assetto «l’operazione – ha detto ieri il ministro – ha avuto un’ottima accoglienza e il dispositivo ha dato subito i suoi frutti». Previsto nel frattempo l’impiego di tremila soldati interamente schierati entro due, o al massimo 3 giorni. Con gran parte degli italiani nei luoghi di villeggiatura, con le grandi città a tratti semi deserte, i militari rischiano di vedere il loro impiego ridimensionato a inutili guardie armate sotto il sole cuocente. Come nel caso del piantone davanti all’ambasciata palestinese a San Giovanni in Laterano, a Roma, che mai aveva acuto bisogno di così tanta attenzione.

Entro sei mesi il primo il governo attuerà il primo “check” sui risultati raggiunti con il provvedimento, per valutare se prorogarlo a ulteriori sei mesi, come previsto. Secondo La Russa non solo i sei mesi possono diventare un anno ma la misura dei pattugliamenti dovrebbe diventare permanente. Il ministro della Difesa, che ieri ha incontrato il capo della Polizia Antonio Manganelli – «sono estremamente soddisfatto del primo giorno di test», ha dichiarato Manganelli – ha detto di  «sperare ed augurarsi che l’esperimento delle pattuglie a piedi, di giorno e di notte, sia messo a regime, ma gli organici rinforzati di polizia e carabinieri dovrebbero fare in modo che non ci sia bisogno dei militari un domani», ha spiegato La Russa.

Dalle città arrivano le prime dichiarazioni dei compiacenti sindaci, soprattutto quelli che avevano condotto una campagna elettorale tutta incentrata sui problemi della sicurezza. Da Roma, Gianni Alemanno, sempre favorevole all’impiego dei militari in città, aveva avuto a che dire sulla possibilità di vedere le mimetiche in pieno centro storico, auspicando al contempo un massiccio impiego soprattutto nelle zone periferiche. Ecco cosa ne pensa il primo cittadino capitolino: «Sono perfetti. Sembrano usciti da un film». Per il sindaco di Verona Flavio Tosi, i militari arrivati nella città scaligera «dovranno coprire le zone più critiche: i giardini cittadini, i bastioni, la stazione, l’area San Giacomo, Veronetta e Golosine».

Chi critica, invece, il piano del Governo, è il sindaco di Torino, Carlo Chiamparino. «E’ un’iniziativa di facciata. Servono provvedimenti strutturali: più uomini e mezzi alle forze dell’ordine, la certezza della pena». Il pensiero che accomuna anche l’Italia dei valori, che vede l’iniziativa solo come uno «specchietto per le allodole», mentre per il Pd (Pinotti) la questione sicurezza si affronta «dando maggiori risorse alle Forze dell’ordine e non con la propaganda». Secca la replica del sottosegretario alla presidenza del consiglio, Paolo Bonaiuti (Pdl): «la decisione di dislocare i soldati nelle città non è un’operazione di facciata ma una cosa che vuole la gente».

Ma il popolo si divide e la maggioranza delle persone non sembra aver apprezzato lo “sforzo” del governo. Nuovi volantini sono stati distribuiti ieri ai turisti in visita nella Capitale, nelle stazioni della metro ed in altri luoghi, dai Collettivi giovanili contro la precarietà, per promuovere «una campagna contro l’esercito per le
strade ed il patto per Roma sicura». Nella prima giornata di presenza dei militari nella capitale, domenica scorsa, i collettivi avevano esposto uno striscione con la scritta «Free Rome», in rosso e nero su sfondo grigio, sul ponte pedonale in via Annibaldi, di fronte al Colosseo, dove ogni giorno passano centinaia di turisti diretti all’anfiteatro.

Perché i primi a scappare dalle città militarizzate sono proprio loro, i turisti, che rappresentano la più alta fonte di guadagno per le casse cittadine e Alemanno lo sa bene. Mentre i malfattori anche se con più difficoltà restano a guardare la messa in scena, certi che anche se colti nel fatto, potranno sempre contare su una legge, quella italiana, che lascia liberi di far cadere processi in prescrizione, insufficienza di prove o dall’influenza degli avvocati difensori. L’altra faccia della medaglia che al governo fa comodo ignorare.

Simone Di Stefano

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