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SPORT|Onta azzurra. Per ora l’Italia è prima nel doping

Trovato positivo il campione di fioretto Baldini «È tutto un complotto». Ma il Coni è furioso

ANCORA E l’italia sale a quota tre. Non di medaglie vinte ma di sospensioni per doping, quindi di medaglie perse alle prossime olimpiadi. Pesa soprattutto perdere credibilità per farmaci di poco conto o spesso inutili. A farne le spese è l’immagine dello sport azzurro ormai identificato in siringhe e pastiglie proibite. Dopo Riccò e la Bastianelli, ieri è stata la volta del fiorettista Andrea Baldini, positivo al furosemide. Nel giro di pochi giorni l’Italia ha bruciato così tre potenziali medaglie alle prossime Olimpiadi, mandando su tutte le furie il Coni che senza pensarci un attimo ha subito provveduto a sostituire l’atleta con Andrea Cassarà.

Baldini è stato trovato positivo durante gli Europei che si sono tenuti a Kiev dal 5 al 10 luglio scorsi. Il controllo è stato effettuato dal laboratorio antidoping di Praga, su incarico della Confederazione europea. La Federscherma ha subito chiesto le controanalisi, che si terranno lunedì, e per voce del suo presidente, Giorgio Scarso, ha espresso grande rammarico «pur riconoscendo la correttezza sempre manifestata in passato dall’atleta». Sconvolto, ma sicuro di sé l’azzurro: «Cammino a testa alta perché sono pulito. Non ho dormito tutta la notte. Vengo privato ingiustamente di una partecipazione olimpica, è una botta tremenda perchè non è una sconfitta maturata sulla pedana».

Anche se non esplicitamente Baldini avanza l’ipotesi di un complotto e il nome che per primo viene in mente è quello della prima riserva, Andrea Cassarà: «Mi rendo conto – dice Baldini – che è un nome che può venire in mente, perché è quello che prenderà il mio posto. Ma io non posso puntare il dito». Andrea Baldini, invece, perde il biglietto per Pechino, una città che gli portava fortuna, visto che vi si era da poco laureato campione del mondo a squadre. Suo compagno in quell’occasione fu Salvatore Sanzo che si è detto solidale con il ventiduenne schermidore livornese: «Non crederò mai alla colpevolezza di Baldo. Anche se le controanalisi dovessero confermare la sua positività, per me resterà sempre un atleta pulito, vittima però di non so cosa».

Questa volta la sostanza incriminata si chiama furosemide ed è un principio attivo del Lasix, un potente farmaco diuretico che, se usato in eccesso e senza controllo medico, può provocare disidratazione, ipotensione e aritmie cardiache. In casi estremi può portare alla paralisi o ancor peggio alla morte. Gli atleti che lo assumono lo fanno per eludere i controlli antidoping o per perdere peso, ma rispetto alla più evoluta Epo o al Cera di Riccò, il Lasix è un medoto dopante considerato ormai arcaico, tanto da destare perplessità in chi ne fa ancora uso per fini di doping. Anche Antonio Diciolo. uno dei primi maestri di fioretto di Baldini alla Fides di Livorno si è detto incredulo: «Non credevo che ci fosse il doping anche nella scherma. Forse Andrea ha commesso una ingenuità. Vivo molto male questa cosa». Leggerezze che non si possono permettere di certo gli staff medici che conoscono i loro atleti e ben li dovrebbero monitorare.

Simone Di Stefano – Pubblicato su L’Unità del 02-08-2008

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