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ECONOMIA|Lavoro: cresce il divario

Le buone notizie si confondono con un divario sempre più vistoso tra la crescita del lavoro al nord e il blocco del sud. Santini (Cisl): «Promuovere politiche anticicliche»

Alla presentazione del rapporto Cnel, sul mercato 2007 – 2008, presente anche Giorgio Santini, Segretario confederale CISL che ha sottolineato: «In un quadro positivo del mercato del lavoro italiano nel 2007 si evidenziano quattro criticità: un tasso di attività che si riduce nonostante l’aumento del tasso di occupazione (sintomo di scarsa trasparenza e di scoraggiamento di chi è in cerca di lavoro), un crescente divario nel tasso di occupazione tra Nord e Sud (aumentato negli ultimi 10 anni, di 9 punti percentuali), le difficoltà dell’occupazione femminile e le criticità nei percorsi di transizione tra scuola e lavoro».

Santini ha poi proseguito con il tema delle politiche da dover affrontare: «Sono temi che dobbiamo mettere quindi al centro del dibattito. l’Italia è in difficoltà e proprio per questo dobbiamo promuovere politiche di tipo anticiclico e di sostegno alla produttività cui devono essere affiancate misure per l’emersione dal lavoro sommerso. Esse devono incidere su segmenti specifici del mercato del lavoro: immigrati, agricoltura, edilizia, terziario e servizi e lavoro di cura (sull’esempio dell’esperienza francese). Rispetto all’occupazione femminile- ha sottolineato Santini- richiediamo l’incentivazione dei part time “lunghi” (25-30 ore lavorative) e la piena attuazione delle deleghe contenute nel Protocollo del 23 luglio 2007. Tali deleghe devono essere sviluppate anche nell’ottica della promozione di una via italiana alla flexicurity con l’estensione a tutte le tipologie di lavoro e dimensioni di impresa di ammortizzatori sociali finalizzati al reimpiego».

Per concludere uno sguardo ai giovani e alla stabilizzazione dell’economia: «Rispetto al Mezzogiorno notiamo – ha concluso Santini- la necessità di promuovere strumenti di incentivazione alla stabilizzazione e all’occupazione, in particolare dei giovani, non discontinui, ma di sistema. L’ultimo punto, è il necessario miglioramento dei percorsi di transizione tra scuola e lavoro e lo sviluppo dell’istruzione tecnica e professionale, in particolare nel regioni del Sud».

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