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SPORT|Simoncelli, «il cugino di campagna» re delle 250

PERSONAGGIO. L’emiliano ancora leader: «vinco il titolo e cambio categoria, come dice Rossi»

Una cima delle due ruote, nel senso che è uno dei più alti di sempre nel suo mestiere. A vederlo, Marco Simoncelli, non sembra proprio uno che in moto va forte. Tolto il casco la sua testa esplode di riccioli che lo rendono simile al suo amico Valentino Rossi, ma sovverte le apparenze non appena monta sulla sua Gilera. Come ieri, dove al Sachsenring è stato di nuovo il più veloce nella classe 250 cc, la cara «quarto di litro».
 
Dopo le vittorie in Italia e Spagna è arrivato il terzo trionfo, ma questa volta sulla moto ufficiale, quella che gli era stata tolta la scorsa stagione. Ne ha fatta di strada il gigante emiliano e ieri ha fatto capire una volta per tutte che per il titolo c’è anche lui. È il tempo della raccolta per Simoncelli e non potrebbe essere altrimenti. Il lavoro svolto sotto la guida tecnica di Deganelli lo ha fatto crescere, anche se i risultati sono arrivati solo da poco. Ora può dirsi noto motociclista alla pari di quanto lo era come personaggio. Le vittorie a Barcellona e al Mugello lo avevano infatti proiettato in copertina e lui era stato al gioco. Mentre però i rotocalchi italiani lo hanno simpaticamente accostato a un «cugino di campagna» per via della sua folta chioma, gli spagnoli Marca e As lo hanno definito un «Barbaro e antisportivo».

Agli iberici non sono piaciuti alcuni contatti avvenuti tra lui e i loro idoli, Bautista e Barbera, ai Gp di Jerez, Estoril e Donington. Ora li osserva dall’alto al basso della classifica, Simoncelli. Senza alcuna vergogna, perché fu lui il primo ad andare a chiedere scusa ai suoi colleghi e soprattutto perché in testa al mondiale ci è arrivato con una moto non ufficiale e meno competitiva dei suoi avversari. Vetrina non da poco il primato, tanto che ora viene accostato alla Moto Gp: «Il mio amico Valentino – spiega Simoncelli – mi ha consigliato di vincere il titolo prima di passare di categoria. Non escludo nulla comunque, neanche un’altra stagione in 250 cc». Provare ad accontentare il Dottore però non costa nulla e lui ce la metterà tutta.

Simone Di Stefano – Pubblicato su L’Unità del 14-07-2008