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ROMA|«Centri anziani a rischio chiusura»

Allarme dei cittadini di Tor Bella Monaca: il Comune ha stanziato fondi solo fino al 31 luglio

C’è preoccupazione attorno al futuro dei servizi sociali del Municipio VIII, in particolar modo per i centri anziani diurni, luoghi di ritrovo e punti di riferimento importanti per gli “over 65”. L’allarme è stato lanciato da una lettera pubblicata ieri su l’Unità, in cui un nostro lettore denunciava che «la giunta di destra nell’intento di risparmiare si accinge a chiudere i centri anziani, adducendo come scusante che il comune è a corto di fondi» .

I primi a temere il peggio sono i centri anziani Belleville, nel quartiere di Torre Spaccata e Fata Carabina, nel quartiere di Tor Bella Monaca, entrambi gestiti dalla cooperativa sociale Iskra. Sebbene per il primo il Comune abbia provveduto all’affidamento aggiuntivo fino a fine luglio, «data oltre il quale – dice il presidente di Iskra, Maurizio Simmini – nulla è certo e per il momento siamo fermi a una rassicurazione verbale sulla volontà di dare continuità a questo tipo di servizi», riguardo al centro anziani Fata Carabina, i fondi termineranno entro la fine dell’anno.

Questa vicenda si inserisce però entro un quadro più complesso che vede a rischio tutti i servizi sociali del Municipio VIII. Sono novecento mila euro i soldi che può investire il Comune contro una spesa prevista di 2 milioni e centomila euro: «Esattamente la stessa situazione dello scorso anno – dice l’ex presidente del Municipio VIII, Fabrizio Scorzoni – che noi avevamo risolto attraverso lo stanziamento di circa un milione e mezzo di euro previsto dall’assestamento di bilancio e di altri 600 mila euro successivamente».

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LETTERATURA|La rivoluzione di Abbate? Un paradosso da ridere

Stasera alla Festa de L’Unità di Roma, verrà presentato l’ultimo libro di Fulvio Abbate, Quando è la rivoluzione

Un pretesto per raccontare gli anni settanta con ironia. Stasera alle ore 21, Fulvio Abbate presenterà il suo ultimo libro, Quando è la rivoluzione (ed. Baldini Castoldi Dalai), alla Festa de l’Unità, presso lo stand di Rinascita. In una Roma a cavallo tra gli anni ’60 e gli anni ’70, militanti dell’Unione dei comunisti italiani, Servire il popolo, occupano un ristorante, l’Antico Girarrosto, in cui si sta per svolgere una festa nuziale. Tra gli invitati al convitto, anche Drupi, l’idolo di tante fanciulle dell’epoca, e anche della giovane sposa Serena. La rivoluzione si consuma a partire dal Bandiera rossa intonato da Claudio Villa.

Alberto Moravia, Ugo Tognazzi, il fantasma di Ornella Muti e Mario Schifano, le altre figure evocate da questo spassoso spaccato dell’epoca, offerto da un Abbate impegnato, originale e ironico,che in passato aveva affrontato altre tematiche legate alla capitale. Quando è la rivoluzione, è una storia comica, che giungerà a una paradossale conclusione quando tutta la comitiva si sposterà all’interno degli stabilimenti di Cinecittà. L’incontro di stasera offrirà la possibilità di affrontare con l’autore, in compagnia di Stefano Ferrante, non solo argomenti toccanti e di grande centralità storica come il terrorismo, male imperante di quel decennio, ma anche entrare nel merito della vita quotidiana, delle illusioni e le speranze di quella generazione ribelle.

Simone Di Stefano – Pubblicato su L’Unità del 01-07-2008