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INTERNAZIONALE|Corea del Nord, cade la torre della centrale di Yongbyon

Abbattuta la torre del reattore nucleare di Yangbyon. Gli auspici del G8 sulla Corea del Nord si intrecciano con le preoccupazioni per il programma iraniano che continua ad andare avanti 

di Simone Di Stefano

Il programma di denuclearizzazione della Corea del Nord ha preso avvio oggi con l’abbattimento della torre del reattore atomico della centrale di Yongbyon (nella foto vista dal suo interno). A questo atto faranno senz’altro seguito nuovi interventi di demolizione fino al completo disfacimento della centrale. Ieri infatti era stata consegnata al governo cinese, seppure con sei mesi di ritardo rispetto a quanto pattuito in origine, la solenne dichiarazione concernente le attività di Pyongyang nei campi dell’arrichimento di plutonio e uranio, e della proliferazione nucleare.

In tutto sono stati 16 i giornalisti, tutti di nazionalità degli stati interessati ai negoziati (Cina, Stati Uniti, Russia, Giappone e Corea del Sud) che hanno potuto prendere parte all’esplosione e alla demolizione della torre del sito nucleare più importante dello stato coreano. Dalle autorità è poi giunta l’indicazione alle televisioni di riprendere esclusivamente l’esplosione della torre di raffreddamento. L’abbattimento è avvenuto alle ore 17,05 locali, le 10,05  italiane.

E’ stata la Cina a ribadire attraverso la propria agenzia di stampa ufficiale ‘Xinhuà che la torre era stata abbattuta . La stessa ‘Xinhuà ha citato al riguardo la testimonianza di uno dei suoi inviati, che ha assistito alla scena. La demolizione della struttura era già stata in precedenza annunciata dall’emittente televisiva sudcoreana Mbc, una cui troupe era anch’essa presente; la Mbc si era tuttavia limitata a riferire che nel sito era risuonata un’esplosione, collegata verosimilmente all’abbattimento della torre. La notizia non era stata peraltro confermata dal ministro degli Esteri di Seul, Yu Myung-hwan, il quale aveva precisato di non essere in grado di farlo poichè non esistono comunicazioni dirette con Yongbyon.

Le immagini mandate in onda dall’emittente statunitense Cnn e dall’emittente britannica Bbc, hanno poi fugato ogni dubbio, mostrando la struttura fatta saltare in aria con l’esplosivo: la torre si è ripiegata su se stessa nel mezzo di una fitta coltre di fumo, polvere e detriti. La trasmissione in origine sarebbe dovuta avvenire in tempo reale, ma i vari mass meda hanno spiegato di essere sati costretti a rinunciare alla diretta per via dei problemi tecnici incontrati.

All’operazione ha assistito, come da patti, un rappresentante dell’amministrazione americana: Sung Kim, alto funzionario del Dipartimento di Stato, di origini coreane. «È stato un passo significativo e di importanza estrema», ha commentato. «Per quanto ho potuto vedere, la demolizione della torre è stata completa». La centrale atomica di Yongbyon si trova 96 chilometri a nord di Pyongyang: è qui che era prodotto il plutonio arricchito, utilizzato infine per il test nucleare sotterraneo annuniato dalla Corea del Nord, a cose ormai fatte, nell’ottobre di due anni fa.

L’affaire nordcoreano è stato inevitabilmente al centro del dibattito del G8 che si sta tenendo a Kyoto in queste ore.  «Ci sono ancora tanti passi da compiere per la deneuclearizzazione – dice il capo della diplomazia Usa, Condoleeza Rice – saremo ben attenti affinché la Corea del Nord rispetti gli impegni presi con la comunità internazionale».

Gli otto grandi del pianeta, Stati Uniti, Giappone, Germania, Gran Bretagna, Francia, Italia, Canada e Russia hanno infine sottolineato la «seria preoccupazione» per i rischi legati al programma atomico iraniano e invitato «fortemente» Teheran a «cooperare pienamente con la comunità internazionale senza ulteriori ritardi.  Dopo aver invitato al dialogo con l’Aiea gli otto ministri si dicono «convinti di raggiungere la  soluzione diplomatica» con il doppio binario della pressione della comunità internazionale e il pacchetto di incentivi.

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