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TEATRO|Narrate, oh donne, la vostra storia

Una musica, un film, un’emozione, soprattutto teatro, da quando dieci anni fa la dottoressa Anna Berni, allieva di Franco Basaglia, decise di sperimentare questa disciplina artistica nell’ex-manicomio del Santa Maria della Pietà

Articolo scritto da Maurizio Mequio e Lucio Della Luna 

La voce della luna, una musica, un film, un’emozione, soprattutto teatro, da quando dieci anni fa la dottoressa Anna Berni, allieva di Franco Basaglia, decise di sperimentare questa disciplina artistica nell’ex-manicomio del Santa Maria della Pietà. Un laboratorio che con il tempo ha dato i suoi frutti, un’idea rischiosa, ma che è riuscita a sbalordire tutta la psichiatria classica italiana. Arte come cura, cura di sé e della società che abbiamo attorno, non teatro-terapia, ma un progetto serio di preavviamento al mestiere dell’attore.

Allievi della scuola tutti i cittadini che hanno voluto cimentarsi col difficile gioco del teatro, conduttore del laboratorio in questione il regista Raffaele Castria. Lo spettacolo che andrà in scena il 25 e 26 giugno 2008 alle ore 21, presso il Teatro Stabile del Giallo di Roma, si intitola “Narrate, oh donne, la vostra storia” ed ha l’ambizione di aprire un dibattito sul non detto del mondo femminile. Uno sfogo, un’apertura, un consenso ed un silenzio. Varcare quel muro senza utilizzare la violenza, o la richiesta obbligata di spiegazioni, entrare in punta di piedi nel loro intimo. Nella sfera della sensibilità femminile.

Donne che sopportano pesi enormi, pesi di una società tradizionalmente maschilista, che si trascinano dietro le sofferenze e le fatiche, che hanno rammendato gli strappi ed ora ritessono i legami, le vite dei loro cari. Donne che costruiscono e tengono viva la società. Donne meridionali dello scorso secolo che rimediano le disgrazie con la superstizione, con lavori sommersi, con l’apprensione e con il coraggio di andare avanti. E donne, sempre sensibili, chiuse in se stesse, avvolte nei propri pensieri e costrette a raccontarsi solo sulle pagine di un diario. Donne maledette dalla borghesia, condannate all’inchino, al sorriso dovuto e alle formalità. Donne a cui non è stato riconosciuto il diritto di amare.

Donne alla Simone de Beuvoire, e donne che sprigionano la loro forza, la propria sensualità, lasciando l’uomo impotente e disarmato. Vanno in scena con la loro danza, con la loro gestualità e con i loro sospiri. Sospiri che lasciano comprendere che questo discorso non si esaurisce con uno spettacolo. E’ un inizio, una descrizione di paesaggio femminile, un’ora di ascolto di immagini, storie e rumori in rosa. Basta per regalare all’evento una sua intensità artistica, si dimena nella profondità dell’argomento e segna un percorso percorribile, ma non può esaurirlo in sé. E’ uno spettacolo spezzato, che corre emotivamente tra cambi di scena e monologhi interrotti, pronunciati a fil di voce oppure strillati, ma interrotti. E’ volutamente uno spettacolo spezzato che suona le corde degli spettatori lasciandogli di volta in volta il tempo di deglutire le proprie ombre. De Filippo, Marquez, alcuni degli autori citati nello spettacolo raccontano queste ombre: donne emancipate, ma anche sottomesse. La scena -spoglia, senza orpelli- è interamente sostenuta dalla sola forza ed energia di un numeroso gruppo di ottimi attori.

Narrate, oh donne, la vostra storia

 Compagnia Teatrale del Centro Diurno Sperimentale Integrato della ASL RME

La  Voce della Luna

Regia di Raffaele Castria. Teatro Stabile del giallo, Via Sesto Miglio, 78 – Roma. 25 e 26 giugno 2008 alle ore 21.00. Tel. 06-33246869/06-33262799

 

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