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SOCIALE|La fatica di vivere di Carletta: peso 37 chili e tutti mi ignorano

«Nessuno mi dà lavoro e la gente del palazzo mi evita, aspetto l’aiuto del Comune ma chissà se arriverà».

Simone Di Stefano – Pubblicato su L’Unità del 08-06-2008

Nel frigo solo due bottiglie d’acqua. Nel bagno una vasca incrostata e macera di acqua stagnante. Due stanzini, chiusi e con le serrande basse, conservano vecchia mobilia, inutile mercanzia impolverata, se non fosse per il suo valore affettivo. Carla Cardone, 46 anni, “Carletta” per quei vicini che non la hanno ancora abbandonata, vive in un appartamento in via delle Canapiglie, zona Torre Maura. Il complesso di palazzine è quello di proprietà dell’Ater.

Lei la sua casa l’aveva ottenuta nel lontano 1983, e lì ci ha vissuto con la mamma, malata di diabete e con un’infermità del 100%. 1000 euro di pensione di invalidità della madre per mantenersi entrambe, anche se con stenti, senza altre fonti di guadagno: «Sono stata 20 anni ad accudirla, rinunciando ad affermare me stessa professionalmente». Lei vorrebbe vivere con le sue forze, senza fare elemosina o chiedere pacchi di cibo alla Caritas, ma non ci riesce perché da anni soffre di “anoressia nervosa”, che le impedisce di svolgere lavori di fatica.

A vederla Carletta fa impressione: «Io vorrei lavorare – dice – ma mi vedete che aspetto che ho? Certo, non posso fare sforzi, peso 37 chili e non ho forza, ma alcuni lavori li posso fare. Ai colloqui, dopo avermi vista, mi dicono sempre ‘le faremo sapere’, ma è chiaro che non gli interessa». Emaciata e scheletrica, certo non il migliore dei biglietti da visita. Come riuscire a vivere in simili condizioni? Molti vicini ormai la ignorano o la evitano: «Alcuni mi hanno aiutato in passato, ma da quando è morta mia madre per me è più difficile restituire i soldi e così molti mi evitano». Continua a leggere

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ROMA|Ostiense da 15 giorni intasata per un buco

Il Pd: Comune e Municipio che aspettano per intervenire?

«Ma che è successo? Sai che ce sta’ più avanti? Ma che è tutta ‘sta fila?». Percorrendo la via Ostiense all’altezza di Casalbernocchi colorite considerazioni fuoriescono dai finestrini degli automobilisti fermi in coda al semaforo. In direzione Ostia quello che si vede è un semplice semaforo mobile e un cartello che indica la deviazione, immettendo così il traffico in via Giuseppe Fagnano, nel bel mezzo del centro abitato di Casalbernocchi. Gli sventurati che al volante provengono dall’altro senso avranno invece la “fortuna” di ammirare la causa della loro attesa. Un cedimento del terreno sul ciglio destro della strada, transennato in attesa di essere rinforzato, rende inagibile una parte della corsia. I lavori di rifacimento della palificata a sostegno del tratto compromesso non sono ancora iniziati, ma al contempo aumenta il disagio per gli abitanti della frazione interessata alla deviazione.

A distanza di 15 giorni dallo smottamento della più importante arteria stradale del Municipio XIII, i consiglieri del Pd chiedono al Sindaco di Roma Alemanno e al Presidente del Municipio Giacomo Vizzani di adoperarsi per sbloccare la situazione di stallo: «Si tratta di lavori urgentissimi – lamentano iconsiglieri Pd – di competenza dell’Assessorato dei Lavori Pubblici del Comune di Roma nell’ambito dell’appalto sulla grande viabilità. Ma il progetto relativo ai necessari lavori di ripristino giace ancora sulle scrivanie dell’Assessorato».

Superato l’ostacolo l’Ostiense torna a essere nuovamente percorribile in ambo le direzioni. Da un lato ad attendere gli automobilisti il traffico estenuante della capitale, dall’altro il litorale di Ostia superaffollato nei giorni festivi. Durante i week end, lungo tutta la litoranea che percorre il lido una giungla di lamiere incastrate in pochi metri, auto parcheggiate in tripla fila secondo le volontà degli autorevolissimi parcheggiatori abusivi e della Polizia Municipale neanche l’ombra.

Simone Di Stefano – Pubblicato su L’Unità del 08-06-2008