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REPORTAGE|Un cantiere a cielo aperto. Bruxelles, delitti e virtù dell’eurocapitale (1)

Un viaggio alla scoperta della capitale dell’Unione Europea. Una città dalle due facce, in continua evoluzione, con cantieri, gru e uomini al lavoro in ogni angolo della strada per costruire il volto di domani. Una città che dovrebbe servire da esempio a tutte le metropoli del continente unito, dove quello che funziona sono la multiculturalità e i servizi, ma che troppo spesso cade nelle sue stesse contraddizioni. proviamo a spiegare perché.

Davanti alla Cattedrale di Bruxelles, a Sinter-Goedelevoorplein, si è riunito sotto una pioggia battente uno sparuto gruppo di manifestanti. Tra striscioni e slogan ripetuti reiteratamente al ritmo dei tamburi, quello che colpisce particolarmente è un brano cantato a gran voce dall’uomo al microfono, vicino al furgoncino parcheggiato proprio sotto la scalinata in marmo della chiesa, di fronte a lui gli striscioni, uomini, donne e qualche bambino, molti vestiti in abiti tradizionali di qualche paese del sud del mondo.

«Una mattina – cantava il tipo – mi son svegliato, po po po, oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao. Una mattina, po po po, mi sono svegliato, po po po, ed ho trovato l’invasor». I manifestanti sono quelli dell’Udep (Union De Defense des Personnes Sans Papierse); il cantante è un omone belga, alto, biondo, sulla cinquantina; probabilmente nostalgico dei canti partigiani italiani e non solo.

Tutti riuniti per far blocco contro l’arresto di dodici clandestini, “sans-papiers” da queste parti, che avevano protestato a loro volta contro le autorità belghe, ree di aver “indotto” alla disperazione un loro compagno, un altro clandestino, un giovane camerunense di 32 anni che, costretto a lasciare il paese, si è impiccato all’interno della toilette del campo in cui soggiornava dallo scorso mese di aprile, situato a pochi chilometri da Anversa.

Tutto il Belgio si era sollevato dopo questo accadimento e davanti all’Ufficio Stranieri della capitale fiamminga immediata l’ondata di protesta si era propagata per le piazze riversandovi centinaia di persone. Tra quelle proteste anche molti scontri con la Polizia e altrettanti arresti, tra cui anche i famosi dodici, la cui scarcerazione ora è reclamata a gran voce.

Martedì 29 aprile, ore 16. Ufficio degli stranieri di Bruxelles. Dovunque grida e scene di violenza. Tre furgoni vengono riempiti, 130 persone vengono arrestate, di cui 90 sans-papiers, tra i quali numerosi bambini, 10 studenti dell’ULB (ndr. Università Libera di Bruxelles) e altre 30 persone in situazione irregolare.

Questa la ricostruzione di quanto accaduto in quell’occasione e le testimonianze dei protagonisti, raccolte dal quotidiano on line Le soir :

I manifestanti si erano assemblati davanti all’Ufficio degli stranieri, su iniziativa del collettivo di difesa dei sans-papier, per chiedere un dialogo riguardo la politica di regolarizzazione. Ogni settimana, le autorità, li lasciano fare. Ma non questa volta. «Normalmente – afferma il portavoce del sindaco di Bruxelles -, se possiamo, autorizziamo le manifestazioni . Ma in questo caso non ne abbiamo ricevuto la richiesta. I manifestanti hanno piantato le loro tende con l’intenzione di restarvi per 24 ore. Le condizioni della sicurezza e della sanità non erano rispettate». Il movimento dei sans-papier afferma di aver fatto domanda di autorizzazione al comune e alla polizia e denuncia i metodi di arresto violenti nonostante la manifestazione fosse assolutamente pacifica.

Tutte le persone arrestate sono state immediatamente trasportate nelle celle situate nel Palais de Justice. Tra queste, Alain Adriaens, consigliere comunale Ecologista e anziano deputato. Dice di essere scandalizzato: «Siamo stati presi in agguato. La polizia non ci ha mai chiesto di disperderci.

E una volta nella cella, ho visto che la polizia faceva lo smistamento tra chi aveva i documenti, e quindi poteva uscire, e i sans-papiers. Secondo Alain Adriaens, «il comune di Bruxelles ha inizialmente promesso la liberazione di tutti i manifestanti, poi ad un tratto ha affermato di non aver più il numero di manette necessario ma che sarebbe stato l’Ufficio degli stranieri ad avere il controllo delle operazioni».

All’ufficio degli stranieri dicono che si tratta esclusivamente di arresti amministrativi ma che i sans-papier di cui è stata decisa l’espulsione, verranno portati nei centri e che i dossier saranno trattati caso per caso . I militanti del movimento di difesa dei sans-papier dicono che si tratta di una “razzia” e di un tentativo di stroncare il movimento «Siamo quattro porta parola dell’Udep, su cinque a essere stati arrestati, di cui tre sans papiers», afferma, dalla sua cella, Gerardo Cornejo, iniziatore dello sciopero della fame iniziato da qualche mese in rue Royale.

Il resto del gruppo si è riassemblato, in serata, all’esterno del Palais de Justice ed ha tentato di mettersi in contatto con l’Ufficio degli stranieri. Invano. Una delegazione dovrebbe essere ricevuta da un consigliere dell’Institut Emile Vandervelde. Secondo l’Ufficio degli stranieri, dodici sans papier, per la maggior parte di origine africana sarebbero stati condotti ai centre fermé. Alcuni di loro sarebbero sconosciuti allo stesso Ufficio stranieri che durante la notte avrebbe esaminato la situazione di novanta sans papier.

La polizia martedi ha proceduto all’arresto di 143 persone in totale« Vogliamo spiegazione dal PS ( Partito socialista). Denunciamo inoltre il differente trattamento che è stato applicato a seconda se le persone fossero o meno sans papier », ha dichiarato Thibault Delexhe, studente all’Université Libre de Bruxelles (ULB) e membro di un comitato di sans-papiers.

Probabilmente non ci sarà nulla da fare per questi sans-papiers, che così saranno rimpatriati per la gioia dei conservatori e degli eurburocrati, che proprio ieri hanno approvato il nuovo provvedimento in materia di immigrazione clandestina. La Presidenza dell’unione Europea ha annunciato infatti che gli stati membri hanno approvato un disegno di legge che istituisce regole comuni in materia di espulsione degli immigrati privi di documenti, i sans-papiers per l’appunto.

Unico Parlamento europeo a non aver ancora approvato tale provvedimento quello sloveno, di cui si attende una risoluzione a breve. L’accordo è stato approvato dai 27 Ministri degli interni nel corso di una riunione a Lussemburgo. Mercoledì scorso gli Stati membri avevano dato il loro placet all’ultima versione del testo, nel corso di una riunione che i loro ambasciatori avevano tenuto a Bruxelles, proprio in concomitanza con la manifestazione di protesta organizzata dall’Udep davanti alla Cattedrale.

Ora è attesa l’approvazione definitiva del testo che dovrà avvenire in riunione plenaria del Parlamento europeo, prevista tra il 16 e il 19 giugno prossimi, nella sede di Strasburgo. In questo provvedimento probabilmente risiede il triste fallimento della “libertà di movimento di persone, di merci e di capitali” che si era sbandierata per il mondo come l’avanguardia della democrazia, per costruire allora quello che è poi diventato il mercato unico europeo.

Simone Di Stefano

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