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REGIONE LAZIO|Un miliardo di euro per il Lazio agricolo

Venti bandi per il Piano di Sviluppo Rurale: dalle fattorie didattiche e sociali agli agriturismo alla novità degli «agrinido».

Concluso e presentato ieri, dall’Assessore all’Agricoltura della Regione Lazio, Daniela Valentini, il nuovo Piano di Sviluppo Rurale, frutto di un accordo tra la Regione, le Province, i Comuni, le organizzazioni sindacali e il mondo ambientalista. Il Piano prevede 20 bandi che attivano tutte le 32 misure del Psr: «Per la prima volta – precisa Valentini – i bandi escono tutti insieme, dando la possibilità agli agricoltori di entrare in graduatoria, mentre in passato, con i bandi che scadevano, molti agricoltori perdevano i finanziamenti». 655 milioni di investimento pubblico, 333 milioni di investimenti privati e 500 milioni di indotto, per un totale di 1 miliardo e mezzo di euro da elargire nei prossimi 7 anni alle oltre 100 mila aziende che coprono l’80% dell’intero territorio laziale. Oltre allo snellimento dei processi (i bandi sono accessibili già da oggi sul sito www.agricoltura.regione.lazio.it), le priorità della Regione Lazio sono rivolte a una maggiore attenzione verso i giovani e le donne: «Abbiamo dedicato il 12% del totale ai giovani, una novità in Europa. Ora aspettiamo i progetti».

Un occhio particolare all’agricoltura biologica, all’agroalimentare e alle multifunzionalità, per creare fattorie, didattiche e sociali, agrinido e agriturismo. «Verranno inoltre premiate le imprese che rispetteranno i contratti nazionali di lavoro e sono previsti fondi i informazione: «Ci sono ancora troppi incidenti e macchinari obsoleti da rinnovare», sostiene l’Assessore Valentini. Attraverso accordi con le banche verranno agevolati prestiti agli agricoltori vogliosi di vestire in nuovi macchinari. Soddisfatti anche Massimo Pallottini (Arsial), Mario Perilli (commissione Agricoltura della Regione Lazio), assieme a tutti i rappresentanti sindacali, che, rivolgendosi alla Regione e all’Arsial hanno evidenziato l’ importanza del sostegno e dei progetti integrati, per evitare che parti del territorio ne rimangano estranee.

Simone Di Stefano – Pubblicato su L’Unità del 31-05-2008

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