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INTERNAZIONALE|Un blog contro i “fiamminghi”

Un appello ai giovani immigrati di Bruxelles per dare una lezione ai “bianchi di Anderlecht”. Tutto frutto di scontri precedenti e di tanta intolleranza. Esito degli scontri, 200 arresti e 26 feriti.

«Puniremo i fiamminghi». Questo il grido di battaglia di un centinaio di giovani immigrati nord africani di Anderlecht, uno dei più popolosi comuni tra i 19 che compongono Bruxelles. All’appello hanno risposto, fieri e con tanto razzismo a infervorare le loro teste (di cui molte rasate), altrettanti giovani belgi, tifosi dell’Anderlecht, una delle squadre più popolari del campionato belga, che armati di bastoni e spranghe verso le sei del pomeriggio di ieri sono apparsi nei pressi del Costant Vanden Stock, situato all’interno del Parc Astrid, gridando «codardi» agli immigrati che non si sono presentati. Solo un’ora e dall’altro capo di Place Saint-Guidon eccoli che arrivano, anche loro molto adirati e volenterosi di dare inizio a quella che da queste parti viene detta “bagarre”.

Detto fatto. Peccato che all’appuntamento per la mega rissa erano presenti in gran numero anche molti poliziotti della capitale, giunti su ordine del sindaco liberale, Gaetan Van Goidsenhoven. Infatti la rissa, a questo punto solo sfiorata, è frutto di precedenti “scaramucce” che si erano venute a materializzare domenica scorsa, di fronte alla stazione Saint-Guidon, tra i sostenitori dell’ Anderlecht e dei giovani della zona dopo la finale della coppa del Belgio, che ha prodotto la chiamata alla violenza sul blog. Predisposta immediatamente al chiusura del blog e individuazione dei proprietari, che molto probabilmente erano anch’essi stranieri e residenti all’estero. Gli stessi proprietari dell’host che ospitava il blog si erano detti d’accordo con le forze dell’ordine nel predisporre la chiusura del diario on line. Resta il fatto che ormai l’appuntamento era fissato e molti giovani immigrati hanno risposto positivamente al rendez-vous.

Complessivamente la polizia belga ha arrestato 200 giovani tra nord africani e ultras. Secondo il portavoce della polizia, Gerald Noon, almeno 26 persone, tra cui 14 risultano essere agenti, sono rimaste ferite durante gli scontri. La presenza preventiva degli agenti ha in questo modo evitato che le due frange venissero a contatto, in modo tale da disperdere la rissa in tanti piccoli focolai che a poco a poco sono andati concludendosi evitando danni maggiori.

Le immagini della tv mostrano la polizia che lancia lacrimogeni e impiega cannoni ad acqua per difendersi da un lancio di pietre e bottiglie durante i tafferugli. Gli scontri hanno provocato la chiusura di 4 stazioni metro e di tanti negozi per evitare di essere saccheggiati. Alcuni non ce l’hanno fatta. Molti immigrati, frustrati dal fatto che la polizia negava loro di venire a contatto con “i bianchi di Anderlecht” si sono dati al saccheggio sfrenato delle botteghe di zona, causando diversi danni. «Abbiamo fermato 114 persone, delle quali sette saranno arrestate e andranno a processo», dice ancora il portavoce della Polizia belga.

Nonostante il grande dispiegamento di forze dell’ordine i disordini sono durati ben quattro ore, prima che circa 240 agenti riuscissero a riprendere il controllo della situazione. Tutto finito? Il comune di Anderlecht, di quasi 100.000 abitanti, è uno di quelli con il maggior numero di immigrati extracomunitari di tutto il Belgio. Da ieri il sindaco Van Goidsenhovenha proibito gli assembramenti con più di cinque persone. Resta il fatto che l’insofferenza nei confronti dei nord africani da parte delle frange più estreme di destra non si è andato affievolendo con questo episodio. Anche da queste parti si fanno i conti con il razzismo e la discriminazione, né più né meno di quanto stiamo vivendo noi a pochi passi da casa con i recenti fatti del Pigneto, a Roma, o con il pestaggio di Verona.

Skapegoat continuerà a seguire la vicenda del quartiere di Bruxelles. La settimana prossima saremo inviati per due giorni nella capitale fiamminga cui farà seguito un ampio reportage dove metteremo a nudo le due facce del Belgio, quella dell’Unione Europea, centro della democrazia più avanzata del mondo e quella di un paese dai forti connotati secessionisti, scanditi a ritmo di “fiamminghitudine” e di “morte allo straniero”.

Simone Di Stefano

 

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