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LETTERATURA|Giovani, italiani e semplici i libri del Premio Berto

Presentata ieri a Roma la cinquina finalista della XX edizione del Premio di Letteratura “Giuseppe Berto”

«Leopardi sosteneva che gli anniversari sono un’occasione». Così Marcello Staglieno ha voluto ricordare il 30° anniversario della scomparsa di Giuseppe Berto, in apertura della conferenza di presentazione dei cinque finalisti, su 160 opere selezionate, del Premio Letterario intitolato all’omonimo scrittore, vincitore nel 1964 dei premi Viareggio e Campiello con Il male oscuro. Giunto quest’anno alla sua XX edizione, il premio, vinto in passato da nomi illustri come Elena Stancanelli e Francesco Piccolo, verrà assegnato il prossimo 7 giugno in piazza del Municipio a Ricadi (Vv), terra adottiva di Berto. Questi i nomi dei finalisti: Francesco Ceccamea (Silenzi vietati), Benedetta Cibrario (Rosso Vermiglio), Paolo Giordano (La solitudine dei numeri primi), Vincenzo Latronico (Ginnastica e rivoluzione) e Veronica Raimo (Il dolore secondo Matteo).

Obiettivo del concorso, tornato da quest’anno a essere aperto solo ad autori italiani, incoraggiare gli esordienti e valorizzare i talenti sconosciuti al pubblico. Linea comune tra le opere in finale la giovane età degli autori e uno spiccato senso dell’io, tutte caratterizzate da uno stile narrativo sobrio e leggibile. Un’occasione in più per ricordare Giuseppe Berto nella città che lo accolse a lungo: «Un uomo schivo – ricorda Marcello Staglieno, che lo intervistò per Il Giornale – e fortemente creativo. Scrittore neorealista ma che seppe rinnovarsi».

Simone Di Stefano – articolo scritto su L’Unità del 23-05-2008

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