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I CONTI IN TASCA|Silvio è tornato e io…speriamo che me la cavo

Nuove misure escono dal cdm di Napoli: taglio dell’Ici sulla prima casa e detassamento degli straordinari. Ma è proprio questo quello che serve all’Italia?

Napoli ieri ha vissuto un giorno da leone. Per un giorno la città partenopea è stata considerata per la sua bellezza e per quello che rappresenta al mondo e per l’Italia. Di Napoli ieri si è parlato dopo tanto, troppo tempo passato all’addiaccio, di qualcosa che non aveva a che fare assolutamente con le sue rughe di vecchia signora malata e pusciescente, di camorra e di rifiuti. O meglio lo si è fatto, ma con stile. Tanto che per un giorno siamo riusciti a ridar voce ai poveri ed esausti cittadini napoletani, attraverso le loro manifestazioni di protesta, sit-in e cortei che per tutto il giorno hanno presenziato la zona limitrofa al palazzo reale dove Silvio Berlusconi e i suoi ministri, se ne stavano raccolti a discutere, sentenziare, decidere del futuro nostro e di quanti erano lì sotto a gridare con forza, che non serve tanto per restituire il sorriso a un popolo oppresso, non dal nemico ma dalla puzza. Passeggiando per le vie di Napoli è facile trovare i manifesti con su scritto: «Silvio santo subito se ci togli la monnezza». E lui, il principe degli istrioni non ci ha pensato due volte e portare il cdm qui. «Dovremmo fare più spesso i cdm itineranti, se solo non pesassero sull’economia del paese».

Beh, la notizia credo sia proprio questa: ora Berlusconi sta anche attento all’economia del paese. E a chi gli rinfaccia da piazza del Plebiscito che è stato lui a rovinare il lavoro in Italia facendoci diventare «tutti disoccupati», lui risponde con nuove misure economiche. «Grazie a Tremonti che con le sue soluzioni ci ha salvato spesso, anche se deve fare i conti con una coperta più corta del letto», più p meno recitava così il requiem del Cavaliere verso il suo tesoriere.

Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti sottolinea che le decisioni di ieri non sono “un miracolo” ma Ksicuramente un sollievo, togliamo l´angoscia alle famiglie». E il ministro insiste definendo “una trappola” la situazione per la quale i mutui sono aumentati mentre i redditi sono rimasti al palo. Un pacchetto, al momento, di 2,6 miliardi di euro. Ma da qui a giugno si vedrà. Tremonti infatti sembra non volere chiudere la partita banche con la sola convenzione sui mutui e annuncia che nel giro di qualche settimana ci sarà un provvedimento «per rimodulare la base imponibile delle banche ma anche di tutti i settori che hanno conseguito profitti di congiuntura», come per esempio i petrolieri.

Il pacchetto, tra fisco, sicurezza e rifiuti ha già la copertura per 2,6 miliardi ma «l´Ici che vale di più verrà coperta da altro». A coprire le misure saranno «esclusivamente tagli alla spesa», ribadisce il governo nella conferenza stampa. Che vuol dire: volete pagare di meno la casa? Nessuno problema, poi tanto pagheremo di più ospedali, scuole, e tutti i servizi sociali di prima necessità. Questo si che è un miracolo.

Ricapitolando: Il Governo fa una campagna elettorale quasi totalmente incentrata sul problema dei rifiuti, una volta aver vinto le elezioni indice subito un cdm straordinario a Napoli, dove il problema è cronico. Ma di rifiuti viene toccata solo la questione dei treni e dei siti, che “dovrebbero” essere 8, ma non si sa dove sono. Ecco le misure straordinarie del Governo Berlusconi .

Eppure i napoletani saranno ben contenti di poter beneficiare di straordinari detassati e taglio dell’ici anche sulla prima casa. Per carità sono entrambe misure molto incisive, ma è come andare in un campo nomadi e promettere che gli verranno cambiate le gomme delle roulotte dove abitano. Parliamo infatti di misure che definire chimere è poco. Da una recente ricerca del Sole 24 Ore, infatti si apprende che a seguito di questa misura un metalmeccanico, per le 250 ore annuali di straordinario previste dal contratto (quindi il limite massimo)  incasserebbe 2.183 euro rispetto alle attuali 1.594, ovvero 589 euro in più rispetto alla normativa vigente. Un impiegato dell’edilizia che guadagna 1.500 euro  lordi, incasserebbe per gli straodinari 2.657 euro, contro gli attuali 1.939, cioè 718 in più.

Invece che intervenire sul lavoro precario, che lo stesso Berlusconi ha concluso di confezionare su misura per gli italiani nelle precedenti legislature, il Cavaliere sta cercando di meravigliare i sudditi con effetti speciali. La sua dote migliore. Sull’Ici vale lo stesso discorso. Niente da dire, per carità. Niente tasse per le prime case, buona normativa e molto rivolta al sociale. Ma lo sa il Presidente che una buona parte della popolazione non possiede una casa propria e che un’altra buona parte del paese deve ricorrere a mutui impossibili, rischiando di portare l’economia al tracollo come negli Stati Uniti con i subprime. E lo sa Berlusconi, sempre lui, che ai napoletani interessa tornare a essere una città “respirabile”?

Ora. Ce n’è anche per loro. Napoli e l’intera Campania sono una roccaforte del centrodestra che qui ha fatto man bassa di voti. Ma lo sanno i napoletani che il problema dello smaltimento dei rifiuti deriva proprio da colui che hanno votato in gran massa alle ultime elezioni? Infatti la causa di tutti i loro problemi e tra un po’ anche di molte altre città (facciamo presente che il problema è sentitissimo anche in altre zone del sud, Roma compresa) fu l’intervento del Cavaliere sulla normativa, la legge 152/2006, introducendo un limite minimo di capacità, di efficenza e di conseguenza di capitale che le società di reciclaggio e smaltimento devono possedere. I requisiti sono diventati talmente restringenti che la maggior parte delle piccole e medie imprese di questo settore dovettero chiudere. Una vera e propria legge ad hoc per i suoi interessi. Sul mercato dello smaltimento si creò una lobby, cosiddetta delle «conque sorelle»: la West Management di Milano, la Genesu di Perugia, la Devizia di Torino, la Manutencoop e la Biancamano sempre di Milano.

Fatte fuori la piccole aziende che costituivano l’universo dello smaltimento e del riciclaggio italiano, resta da fare i conti se questa legge ha poi dato i suoi frutti. Si voleva dare l’accesso a questo mercato soltanto alle multinazionali e alle aziende “meritevoli”, quanto a grandezza almeno. Credo che i risultati parlino da soli e a Napoli, come a Gela, come a Roma e come in tutto il centro sud Italia non resta che piangere sulle lacrime versate. Silvio è tornato e io…speriamo che me la cavo!

Simone Di Stefano

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