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MEDIO ORIENTE|I paesi arabi si raccolgono a Doha per decidere il futuro del Libano

Vicino l’accordo che potrebbe porre fine all’occupazione di Beirut e scongiurare la guerra. Merito anche dell’Italia

La crisi che da diciotto mesi sta paralizzando la vita politica del Libano si appresta a giungere alla tanto attesa conclusione. Da tempo ormai i carri armati di Hezbollah avevano occupato i quartieri sunniti di Beirut e recentemente l’aria che si respirava nella capitale del vecchio paese dei fenici era quella di un’imminente quanto mai prevista guerra civile.

Guerra scongiurata? Crisi politica risolta? Macchina del governo libanese finalmente efficiente? Vedremo. Per sapere se i carri armati di Hezbollah faranno marcia indietro da Beirut bisognerà attendere l’effettiva fumata bianca dell’accordo raggiunto mediante l’intervento della Lega araba.La delegazione araba si era recata a Beirut per mediare tra maggioranza e opposizione e uscire dalla crisi in corso in Libano, invitando tutti i leader politici del paese a Doha, in Qatar, con l’obiettivo raggiungere un accordo sulla scelta del capo dell’esercito, Michel Suleiman, come presidente della Repubblica e dar vita a un governo di unità nazionale.

Sembra che una parte del merito vada attribuita anche all’Italia e nella fattispecie al ministro degli esteri Franco Frattini. L’Italia infatti, auspica che il dialogo annunciato tra le fazioni politiche libanesi porti «al piu’ presto» all’elezione di Michel Suleiman alla presidenza della Repubblica. Così ha commentato le buone notizie provenienti dal Medio Oriente, Franco Frattini, esprimendo anche «soddisfazione» per l’accordo mediato dalla Lega Araba.

«Il governo, in particolare, e le forze politiche -ha detto Frattini- hanno dato prova in questo frangente di grande responsabilita’. Come tutti i Libanesi, hanno mostrato di avere a cuore il proprio Paese e di rifiutare la violenza quale strumento per risolvere controversie politiche». Con una serie di telefonate al premier libanese Fouad Siniora, il ministro Franco Frattini ha confermato il sostegno all’iniziativa della Lega araba, riservandosi il diritto di intervenire. Lo ha fatto, per esempio, in un colloquio con il segretario generale della Lega, Amr Moussa, promuovendo la candidatura del generale Michel Suleiman alla presidenza della Repubblica.

«La Lega Araba – ha continuato il Ministro – conferma il suo ruolo prezioso di stabilizzazione che l’Italia ha sempre sostenuto. E’ ora indispensabile che il dialogo che prenderà avvio già a partire da domani a Doha sia condotto in maniera costruttiva». Per l’elezione alla presidenza del generale Suleiman, capo delle Forze Armate sembra quindi che si sia una sostanziale condivisione di tutte le parti.

Intanto il sottosegretario Stefania Craxi è stata delegata dallo stesso Franco Frattini ai rapporti con il medio oriente. Se poi l’Italia si può considerare il paese che vanta i migliori rapporti con i 22 paesi della lega araba questo forse è anche merito del ministro degli esteri uscente, Massimo D’Alema, che Prima di lasciare la Farnesina, aveva infatti indicato nel ruolo di “Formal Liaison officer” l’ambasciatore al Cairo Claudio Pacifico, delegato permanente presso il segretario generale Amr Moussa. Pacifico è il primo diplomatico di un paese europeo a essere accreditato presso l’organizzazione degli stati arabi. Per verificare la concretezza del processo di stabilizzazione, Frattini volerà in Libano e in Israele prima dell’estate.

Simone Di Stefano

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