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INTERNAZIONALE|Amsterdam chiude col passato

Niente più vetrine con donne nude, niente più alcolici e consumo di tabacco nei locali pubblici.

di Simone Di Stefano

Il numero di telefono è sempre quello da tempo, con il prefisso 0031. Il “The Bulldog”, storico coffe shop di Amsterdam, riceve decine di chiamate al giorno dall’Italia da clienti nostri connazionali preoccupati di non trovare più quello che avevano lasciato l’ultima volta: la famosa libertà olandese, l’anticonformismo e l’opposizione a qualsiasi cliché europeo che si rispetti riguardo a droga, sesso e prostituzione. Amsterdam si sta rifacendo il look da tempo e in prossimità dell’estate che sta arrivando si fa il calcolo del business da ricondurre alla voce turismo, con un occhio particolare alle perdite, che rischiano di essere alte quest’anno.

L’Olanda era l’esempio del paese multiculturale per eccellenza. Dopo il tragico omicidio di Theo Van Gogh, nel novembre del 2004, sembra che l’Olanda stia percorrendo un cammino a ritroso in materia di diritti e integrazione.

Diversi provvedimenti messi a punto dal ministro della Giustizia, Ernst Hirsch Ballin, potrebbero far lievitare le cifre del turismo culturale e allo stesso tempo far colare a picco questo magnifico vascello della libertà cui è stata da un paio di decenni la capitale del paese dei tulipani.

Capitolo bordelli. Chiunque sa che ad Amsterdam esiste un quartiere a luci rosse. Nel Wallen, il quartiere dell’eros, si alternano night e vetrine contenenti ammiccanti donne tirate al limite, seminude e pronte a passare la notte o soltanto qualche minuto con chiunque voglia assaggiare il brivido della trasgressione. Il Wallen si chiamerà, dopo un’attenta operazione di marketing, “Red Light Fashion”, dove la parola d’ordine è: «portati a casa il vestito anziché la donna». Sono già 350 le vetrine chiuse dalla fine di gennaio nel Red District di Achterburgwal con l’intento di convertire il turismo sessuale in turismo della moda. Apprezzabile sforzo da parte delle autorità che hanno iniziato da tempo a stipulare accordi con diverse case di moda, anche se l’obiettivo sembra piuttosto ambizioso. Ma ecco la contraddizione: una recente legge permette di poter praticare sesso nei parchi, purché dietro alle aiuole e dopo si pulisca tutto senza lasciare traccia. Come avrebbe detto il rocker Johnny Winter: «one step forward and two steps back», un passo avanti e due indietro…

Da marzo inoltre , il ministro della Giustizia ha annunciato anche il divieto della vendita di semi di cannabis e ogni strumento per la coltivazione domestica. Amsterdam città della trasgressione, ma anche delle ambiguità e dei controsensi, come quello di vietare il consumo di tabacco all’interno dei locali pubblici. Amsterdam la città dei coffe shop, dove ogni tre negozi ce n’è uno con un menu a base di hashish e marijuana. Ebbene, sentite a cosa dovranno andare incontro fin dai prossimi mesi: «È da 12 anni che noi siamo aperti, ma è da due anni che il vento è cambiato per i 250 coffee shop di Amsterdam – affermano i gestori italiani del coffee shop The Bush Doctor nella centralissima Rembrandtplein -. Dal 2006 non si possono più somministrare alcolici nei nostri locali e dal primo luglio entrerà in vigore la legge antifumo. Per noi sarà dura. Prima era tutta un’altra vita».

Sia ben chiaro, l’Olanda resta il paese europeo con il più basso tasso di morti per droga, a seguito di una attenta campagna di differenziazione tra le droghe leggere e quelle pesanti, come extasy, cocaina ed eroina, che invece sono perseguite penalmente. Suddetto provvedimento non servirà di certo a fermare il turismo della droga ma certo servirà a diminuirlo drasticamente e potrebbe diventare anche una spinosa spirale. Pensate che non si potranno fumare sigarette nei coffee shop, ma si potrà per esempio fumare un “purino”, cioè una canna di sola marijuana o hashish, che “stravolge” chi la fuma almeno tre volte di più di un semplice spinello. Insomma, l’impressione che se ne deduce è che gli olandesi cercano in tutti i modi di adeguarsi a quelli che sono gli standard di salute europei, ma cadono in continuazione nelle contraddizioni volute proprio in passato per distinguersi dal mondo.

Da oggi pensare ad Amsterdam come la città della droga e della prostituzione verrà meno facile, magari si penserà ad altre mete più esotiche come Cuba o l’Indonesia, ma resta pur sempre una delle città più belle d’Europa e del mondo. Con molteplici risorse artistiche e ambientali, dal museo della birra Heineken al museo di Van Gogh, quello degli impressionisti e la casa di Anna Frank.

di Simone Di Stefano

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