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SALUTE|Legge 40: aggiornate le linee guida

Con un provvedimento in extremis il ministro uscente Livia Turco aggiorna la legge sulla procreazione assistita

Il nuovo governo di centrodestra si sta per insediare e a breve inizierà il lavoro riformista che da tempo va sbandierando. Nel frattempo, come un malato terminale che aspetta che gli venga staccata, in via definitiva la spina, il vecchio esecutivo ha ancora la forza di dettare le ultime e quanto mai importanti modifiche alla legge 40, quella che detta le linee guida sulla fecondazione assistita.

Il ministro della salute, Livia Turco, ha deciso, diremmo finalmente, di emanare le fatidiche linee guida. Apriti cielo, il dibattito è destinato in queste ore ad arroventarsi più di quanto non lo abbia già fatto in passato, rischiando di diventare un boomerang pericoloso per la nuova maggioranza di governo, che dovrà in qualche modo rispondere al suo elettorato, che su temi quali l’eugenetica, l’eutanasia, la legge 194, Dico e chi più ne ha più ne metta, si è sempre dimostrato in via di principio duro e categorico.

Le linee guida della Turco servono a mettere ordine a una legge che lasciava ancora dei vuoti sul tema del diritto alla salute. La procreazione medicalmente assistita (pma) è consentita per risolvere problemi di sterilità o infertilità e solo se non ci sono altri metodi terapeutici efficaci; sterilità e infertilità devono essere documentate e certificate dal medico (le nuove linee guida permettono l’accesso anche alle coppie in cui l’uomo è affetto da malattie virali sessualmente trasmissibili).

I medici a questo punto potranno effettuare diagnosi preimpianto degli embrioni, così come sarà possibile ricorrere alle tecniche di fecondazione assistita per quanto riguarda i portatori di malattie infettive come l’Hiv o Epatite B e C. Restano comunque validi i divieti di ricorrere a diagnosi per fini eugenetici, come sancisce l’articolo 13 della stessa legge e la cosiddetta fecondazione eterologa, cioè la possibilità di impiantare seme di persona estranea alla coppia.

«Abbiamo dato una risposta – ha detto Livia Turco – a quanti richiedevano chiarezza sulla possibilità di effettuare diagnosi preimpianto, chiarendo che le linee guida, in quanto tali, non possono prevedere divieti che non siano già contemplati nella legge stessa». Un messaggio chiaro anche a quanti non perderanno l’occasione di scagliarsi sul ministro. Tra questi si annoverano le associazioni cattoliche e di bioetica. Adriano Pessina, direttore del centro di ateneo di Bioetica dell’università Cattolica, ha commentato: «Le novità introdotte di fatto stravolgono lo spirito e la lettera della stessa legge, contrastano l’intento terapeutico che la legge tentava faticosamente di conservare, e introducono una chiara impronta eugenetica».

Duro anche il commento della senatrice Laura Bianconi del Pdl: «Siamo davanti ad un provvedimento gravissimo ed anche scorretto da parte del ministro Turco», e la pensa allo stesso modo il deputato del Pdl, Domenico Di Virgilio, che considera il provvidimento un vero e proprio «sgarbo politico».

Contrari al provvedimento anche i teodem Paola Binetti e Emanuela Baio Dossi: «La diagnosi preimpianto sull’embrione appare in contraddizione con la ratio dell’articolo 1 della legge 40. Questa diagnosi permette indirettamente test genetici non osservazionali. Si potranno così prelevare cellule dall’embrione, danneggiandolo. Ma non solo, si stravolgono le finalità della legge che ha come obiettivo quello di rispondere al desiderio di paternità e maternità di coppie sterili o infertili. Le nuove linee guida è come se rendessero ereditaria la sterilità, senza affrontarla e risolverla»

Le linee guida della legge 40 arrivano dopo una serie di sentenze che annullavano per eccesso di potere proprio alcune parti delle vecchie linee guida limitando le indagini sullo stato di salute dell’embrione proprio a quelle di tipo osservazionale. In merito si attende anche che si pronunci la Corte Costituzionale.

Esultano invece le associazioni laiche, quelle per la tutela del diritto alla salute, così come le associazioni di pazienti «Amica Cicogna», «Madre Provetta», «L’Altra Cicogna» e «Cerco un bimbo». Soddisfatti anche i medici degli ospedali pubblici. Massimo Cozza, segretario nazionale della Fp Cgil medici ha dichiarato: «Si potranno così effettuare la diagnosi preimpianto e la fecondazione assistita, quando il futuro padre sia portatore di malattie virali sessualmente trasmissibili»

Le nuove linee guida saranno pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale con la data di oggi e andranno ad aggiornare il precedente decreto, pubblicato in Gazzetta il 16 agosto 2004.

di Simone Di Stefano

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