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		<title>Vàclav Havel riassume le lotte per la libertà in Europa</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 08:46:06 +0000</pubDate>
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In occasione della seduta plenaria che ancora oggi si sta svolgendo in Parlamento Europeo, l&#8217; Ex presidente della Repubblica Ceca ha insistito perchè l&#8217;Unione Europea non ponga gli interessi quotidiani della politica al di sopra della necessità di libertà dei suoi vicini e dei suoi interlocutori.
&#160;

Vàclav Havel più che un nome ed una persona, per [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=skapegoat.wordpress.com&blog=3525854&post=1448&subd=skapegoat&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div><span style="color:#800000;"><strong> </strong></span></div>
<div><span style="color:#800000;"><strong></strong></span></div>
<p><span style="color:#800000;"><strong></p>
<div id="attachment_1449" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://skapegoat.files.wordpress.com/2009/11/vaclav-havel-2_1255863958.jpg"><img class="size-medium wp-image-1449" title="Vaclav Havel" src="http://skapegoat.files.wordpress.com/2009/11/vaclav-havel-2_1255863958.jpg?w=300&#038;h=195" alt="Vaclav Havel" width="300" height="195" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;ex presidente ceco Vàclav Havel, simbolo di una parte d&#39;Europa la cui riunificazione politica al resto del continente rappresenta l&#39;esito di un lungo processo di autodeterminazione</p></div>
<p>In occasione della seduta plenaria che ancora oggi si sta svolgendo in Parlamento Europeo, l&#8217; Ex presidente della Repubblica Ceca ha insistito perchè l&#8217;Unione Europea non ponga gli interessi quotidiani della politica al di sopra della necessità di libertà dei suoi vicini e dei suoi interlocutori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p></strong></span></p>
<p><span style="color:#000000;">Vàclav Havel più che un nome ed una persona, </span><span style="color:#000000;">per la maggior parte degli europei che ne </span><span style="color:#000000;">conoscono la storia, è un simbolo della </span><span style="color:#000000;">lunga marcia dei diritti e della libertà </span><span style="color:#000000;">nella parte d&#8217;Europa (l&#8217;Est) che ne era priva. </span><span style="color:#000000;">Il presidente del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek, </span><span style="color:#000000;">ha presentato lo scrittore e drammaturgo, </span><span style="color:#000000;">che è stato presidente dal 1993 al 2003 </span><span style="color:#000000;">dopo la caduta del regime che aveva  </span><span style="color:#000000;">combattuto, come un elemento che ha </span><span style="color:#000000;">unificato tutte le persone normali che si </span><span style="color:#000000;">erano opposte ai regimi.</span></p>
<p><span style="color:#000000;">Havel ha ricordato come l&#8217;esito della transizione dal totalitarismo alla democrazia sia stato </span><span style="color:#000000;">qualcosa che non era scontato, perchè i </span><span style="color:#000000;">nazionalismi avrebbero potuto prendere </span><span style="color:#000000;">il sopravvento. Anche per questo l&#8217;Ex presidente ceco ha invitato </span><span style="color:#000000;">il Parlamento Europeo a non permettere che l&#8217;Unione </span><span style="color:#000000;">diventi un soggetto disposto a trattare con </span><span style="color:#000000;">la negazione della dignità umana, ma raccolga </span><span style="color:#000000;">le esigenze di quanti si sforzano di portare </span><span style="color:#000000;">avanti i diritti in Birmania, Iran e Bielorussia </span><span style="color:#000000;">ed in molti altri paesi.</span></p>
<p><span style="color:#000000;">&#8220;L&#8217;Europa è la patria delle nostre patrie - ha dichiarato Vàclav Havel &#8211; </span><span style="color:#000000;">mi sento europeo senza rinunciare alla mia identità&#8221;. Tutto il discorso dell&#8217;ex dissidente si è concentrato sulla necessità di andare al di là della politica economica e proseguire nella promozione delle caratteristiche della cultura europea, sia di quelle nate dalle religioni che hanno partecipato alla costruzione del senso comune nel continente che di quelle radicate a partire dall&#8217;illuminismo.</span></p>
<p><span style="color:#000000;">Si potrebbe aggiungere che occorre prestare molta attenzione anche al contatto tra economia e ideali, perchè se è vero, come riportava la stampa internazionale ieri, che in Bulgaria metà della popolazione esprime nostalgia per i tempi andati ciò non deve indurre a giustificare regimi brutali e sistemi inefficienti ma portare alla luce la necessità di assicurare anche i diritti sociali e la cooperazione che serve alla coesione anche nei paesi che hanno fatto parte della sfera di influenza sovietica. Il tentativo di superare il passato attraverso eccessi liberisti ha dimostrato i suoi drammatici limiti, emersi con le diverse tensioni anche militari nei Balcani prima ed il preoccupante exploit delle estreme destre nelle ultime elezioni europee.</span></p>
<p><span style="color:#000000;">Però è vero che il modello europeo in quanto </span><span style="color:#000000;">tale è un episodio unico di integrazione </span><span style="color:#000000;">che può sopravvivere alla celebrazione </span><span style="color:#000000;">sterile delle proprie forme istituzionali soltanto se </span><span style="color:#000000;">trova nuovi modo per essere fonte di  </span><span style="color:#000000;">ispirazione per il resto del mondo, </span><span style="color:#000000;">dando risposte ai bisogni di libertà delle aree del pianeta che sono in relazione con noi e qui il politico ceco ha toccato un nervo fondamentale, quando ha detto che è il Parlamento Europeo a poter spronare questo processo, essendo l&#8217;unico organo eletto, ed a questo proposito sarebbe auspicabile un maggiore dibattito proprio sulla democratizzazione delle strutture e delle politiche europee e sulla necessità che la gente trovi la direzione per imprimere all&#8217;Unione Europea la propria agenda politica.</span></p>
<p><span style="color:#000000;"><strong>Aldo Ciummo</strong></span></p>
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		<title>Mentre i partitini di sinistra se le danno tra loro qualcuno attacca i lavoratori</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 15:56:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;aggressione di ieri ai lavoratori dello stabilimento Agile dell&#8217;Ex Eutelia da parte di un gruppo di vigilantes dell&#8217;impresa riempie le pagine dei giornali e allarma sulle conseguenze del vuoto creatosi a sinistra
Ieri, una sede di una società in procinto di licenziare gran parte dei suoi dipendenti e nella quale molti  lamentano un mancato pagamento degli stipendi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=skapegoat.wordpress.com&blog=3525854&post=1442&subd=skapegoat&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="color:#008000;"><strong>L&#8217;aggressione di ieri ai lavoratori dello stabilimento Agile dell&#8217;Ex Eutelia da parte di un gruppo di vigilantes dell&#8217;impresa riempie le pagine dei giornali e allarma sulle conseguenze del vuoto creatosi a sinistra</strong></span></p>
<p>Ieri, una sede di una società in procinto di licenziare gran parte dei suoi dipendenti e nella quale molti  lamentano un mancato pagamento degli stipendi prolungatosi per mesi, è stata teatro di un&#8217;irruzione da parte di vigilantes privati dell&#8217;azienda, che in questo modo ha cercato di sgomberare lo stabile dall&#8217;occupazione di una ventina di dipendenti che protestavano contro la situazione di disagio creatasi. I promotori della protesta hanno chiamato le forze dell&#8217;ordine che hanno mediato tra le parti.</p>
<p>L&#8217;episodio avvenuto in zona Tiburtino, al di là delle considerazioni sulle forme di protesta adottate, evidenzia la condizione di debolezza in cui si sono venuti a trovare i lavoratori (di un&#8217;azienda che fornisce consulenza nel trattamento di dati sensibili ad organismi istituzionali), che infatti non ricevendo retribuzione ed essendo messi in mobilità hanno agito nell&#8217;obiettivo di autotutelarsi.</p>
<p>Al di là delle modalità intimidatorie utilizzate da coloro che rappresentavano l&#8217;azienda e che sono state riportate dai mezzi di comunicazione, (i dettagli saranno probabilmente da accertare) si può però notare chiaramente la grave situazione venutasi a creare in Italia ed in molti altri paesi, dove interessi contrapposti si scontrano senza più mediazioni, in alcuni casi (quando a prendere l&#8217;iniziativa sono lavoratori precari o immigrati, ad esempio) per assenza di alternative, in altri, quando ad attaccare sono i soggetti che detengono i meccanismi decisionali e finanziari, perchè si è delineato un panorama sociale che offre mano libera contro i soggetti che hanno meno forza contrattuale.</p>
<p>Questa situazione viene sancita in modo crescente da indicazioni istituzionali (la trasformazione dell&#8217;immigrato clandestino in bersaglio dell&#8217;azione giudiziaria e della ostilità pubblica, la normalizzazione della flessibilità a senso unico in cui la duttilità è solo da parte del lavoratore ecc&#8230;) ed esplode in episodi eclatanti in tutta Europa (si ricordi la terribile notizia delle squadracce di poveri pagate per attaccare gli immigrati sindacalizzati in Grecia).</p>
<p>La compressione dei diritti  è conseguenza di un contesto globale che vede la marginalizzazione del lavoro come una caratteristica dell&#8217;epoca. Laddove la crisi economica ed i ritardi decennali rendono la situazione sociale più dura, la difficoltà delle fasce più colpite è aggravata dalla divisione e dall&#8217;astrazione delle rappresentanze politiche di sinistra, più impegnate a combattersi tra loro ed a difendere simboli fuori dal tempo che a mettere il naso per strada.</p>
<p>L&#8217;Europa occidentale ha incluso il lavoro nei suoi capisaldi ed ha sempre cacciato quelli che lo volevano sottomettere, da una parte all&#8217;altra del continente. In Francia la mobilitazione popolare nel &#8216;34 ed in Inghilterra la difesa operaia dei quartieri umili nel &#8216;36 hanno bloccato colpi di stato, e dove i regimi corporativi sono caduti molto più tardi come in Spagna, i fascismi si erano affermati con il supporto militare di governi esterni, tra questi c&#8217;era l&#8217;Italia, che ha dei motivi storici in più degli altri per fare attenzione al deprezzamento dei princìpi democratici, come il diritto alla difesa del lavoro e della libertà.</p>
<p><strong>Aldo Ciummo</strong></p>
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			<media:title type="html">Simone Di Stefano</media:title>
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		<title>Turchia: approda in Parlamento la proposta di pace con i Curdi</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 17:01:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sidistef</dc:creator>
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Potrebbe trattarsi di un passo fondamentale per avviare l&#8217;emancipazione di un popolo di trenta milioni di persone che vivono in un&#8217;area compresa tra Turchia, Iraq, Iran, Armenia e Siria. La maggior parte vivono proprio nel territorio della Turchia orientale
 
 
di   Michele Vollaro

È una curiosa coincidenza di date, quella che fa cominciare proprio il 10 novembre – data che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=skapegoat.wordpress.com&blog=3525854&post=1429&subd=skapegoat&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div><span style="color:#800000;"><strong><a href="http://skapegoat.files.wordpress.com/2009/11/getattachment-1-aspx.jpg"></a></p>
<div id="attachment_1436" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><a href="http://skapegoat.files.wordpress.com/2009/11/getattachment-3-aspx.jpg"><img class="size-medium wp-image-1436" title="getattachment-3-aspx" src="http://skapegoat.files.wordpress.com/2009/11/getattachment-3-aspx.jpg?w=225&#038;h=300" alt="getattachment-3-aspx" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Manifestazione dei parenti dei caduti del Pkk a Diyarbakir, il Pkk è la principale organizzazione armata curda, FOTO di Michele Vollaro</p></div>
<p>Potrebbe trattarsi di un passo fondamentale per avviare l&#8217;emancipazione di un popolo di trenta milioni di persone che vivono in un&#8217;area compresa tra Turchia, Iraq, Iran, Armenia e Siria. La maggior parte vivono proprio nel territorio della Turchia orientale</strong></span></div>
<div><span style="color:#800000;"><strong> </strong></span></div>
<div><span style="color:#800000;"><strong> </strong></span></div>
<div><strong>di   Michele Vollaro</strong></div>
<div>
<p>È una curiosa coincidenza di date, quella che fa cominciare proprio il 10 novembre – data che in Turchia viene celebrato l’anniversario della morte di Mustafa Kemal Atatürk, fondatore della Repubblica – il dibattito parlamentare sulla questione curda.</p>
<p>Da mesi al centro dell’attenzione dei mezzi d’informazione e dell’opinione pubblica turchi, il tema di una normalizzazione dei rapporti tra la popolazione curda e il governo turco è oggetto di indiscrezioni, smentite e annunci di una proposta del primo ministro Recep Erdogan e di una parallela “road map” preparata da Abdullah Ocalan, fondatore del Partito dei lavoratori curdi (Pkk) che dal 1985 ha cominciato una lotta armata contro lo Stato e segregato dal 1999 in un carcere nell’isola di Imrali, nel mar di Marmara. E proprio oggi, in occasione del 71° anniversario della scomparsa di Atatürk, il governo guidato da Recep Tayyip Erdogan ha presentato al Parlamento di Ankara la sua proposta per porre fine al conflitto che da quasi 25 anni oppone lo Stato ai militanti curdi in lotta per il riconoscimento della loro identità come popolo.</p>
<p>Abolizione dei limiti all’insegnamento della lingua curda e al suo utilizzo nelle trasmissioni radio e tv, rafforzamento dei governi locali, riforma dei programmi scolastici che negano l’esistenza del popolo curdo e ripristino dei nomi tradizionali dei villaggi del sudest: sono gli aspetti principali del piano presentati dal ministro degli Interni, Beşir Atalay, che però non ha fatto nessun accenno alla possibilità di disarmo e reintegrazione politica dei membri del Pkk, considerato ancora un’organizzazione terroristica nonostante l’iniziativa a inizio novembre di far tornare in Turchia dal nord dell’Iraq dei “gruppi di pace” composti da miliziani disarmati.</p>
<p>Nettamente contrari a “qualsiasi contatto con i terroristi che possa minare l’unità dello Stato” è stata espressa dai parlamentari  dei due partiti nazionalisti e conservatori Partito del Movimento Nazionalista (Mhp) e Partito Repubblicano del Popolo (Chp), entrambi all’opposizione. La cosiddetta “questione curda” riguarda più di 30 milioni di persone che vivono in un’area compresa tra Turchia, Iraq, Iran, Armenia e Siria, la maggior parte dei quali vive nel territorio della Turchia orientale. In seguito al disgregarsi dell’impero ottomano dopo la prima guerra mondiale, i curdi combatterono sotto il comando di Atatürk durante la guerra d&#8217;indipendenza turca, con la promessa di costruire una repubblica federale, in cui fosse rıconoscıuta la loro identità. Una promessa tradita dal futuro &#8220;Padre della Turchia&#8221;, che optò per una forte ideologia nazionalistica e la costruzione dı uno stato centralizzato.</p>
<p>Da allora i curdi combattono per la loro autodeterminazione. Una lotta che si è intensificata quando nel 1974 Ocalan fondò il Pkk e nel 1985 – pochi anni dopo l’ultimo colpo di stato realizzato dai militari turchi – quando si è optato per la lotta armata. Fino a oggi sono più di 45.000 le vittime del conflitto, in un susseguirsi continuo di tregue ed escalation belliche, più di 6.000 i detenuti politici curdi nelle carceri turche, dove negli anni passati hanno subito gravissime torture, paragonabili secondo numerose associazioni per i diritti civili solo a quelle subite dai prigionieri dei campi di concentramento nazisti.</p>
<p>Ultima in ordine di tempo, una massiccia campagna militare contro basi del Pkk nel nord dell’Iraq, cominciata all’inizio del 2008 e che la settimana scorsa il Parlamento di Ankara ha prorogato per un altro anno; incursioni che non hanno avuto altro effetto se non quello di moltiplicare il numero dei morti tra civili, militari e ribelli, inasprendo gli animi e le tensioni al punto che lo stesso capo di stato maggiore turco, Ilker Basbug, ha dovuto ammettere che i mezzi militari da soli non possono risolvere il problema curdo. </p>
<p>Per la maggioranza dei turchi trovare una soluzione al conflitto con i curdi rimane, per ora, solo una questione d&#8217;immagine, funzionale al processo di adesione della Turchia all&#8217;UE. Sebbene il governo stia spingendo per un&#8217;inversione di tendenza rispetto alla retorica del nemico che ha coinvolto curdi e turchi per decenni, questi ultimi sono ben lontani dall&#8217;aver accantonato i fantasmi del passato e, più che sostenere attivamente il dialogo inaugurato da Erdogan, non vi si oppongono. Ad Ankara, dopo la presentazione del progetto di pace da parte del ministro degli interni, il dibattito parlamentare è stato aggiornato a giovedì, quando interverrà il primo ministro Erdogan, che in ogni caso ci ha tenuto a specificare che il suo governo non ha nessuna intenzione di garantire l’amnistia ai guerriglieri del Pkk, né tanto meno di minare l’integrità statuale.</p>
<p>Da parte sua, il Pkk ha diffuso un comunicato affermando che non abbandonerà la lotta armata fintantoché il governo di Ankara proseguirà le sue operazioni militari nelle regioni curde: “Discutere la questione curda in Parlamento – si legge nel comunicato del Pkk – è un’opportunità per risolvere il problema, ma compito del parlamento è discutere il modo per raggiungere la pace, non affrontare la questione per ottenere altri risultati politici”. </p>
<div id="attachment_1437" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://skapegoat.files.wordpress.com/2009/11/getattachment-1-aspx1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1437" title="getattachment-1-aspx" src="http://skapegoat.files.wordpress.com/2009/11/getattachment-1-aspx1.jpg?w=300&#038;h=225" alt="getattachment-1-aspx" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">La manifestazione curda a Diyarbakir, FOTO di Michele Vollaro</p></div>
</div>
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		<title>La Finlandia al primo posto per l&#8217;inclusione sociale nella scuola</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 20:29:34 +0000</pubDate>
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Oggi a Palazzo Marini a Roma è stato presentato il rapporto europeo sulla scuola dell&#8217;obbligo, si è svolto un dibattito sulla costruzione dell&#8217;identità europea attraverso l&#8217;istruzione

&#160;
 
A Roma, nel pomeriggio di lunedì 9 novembre, è stato presentato il rapporto sull&#8217;istruzione di Giorgio Allulli,  parte di un progetto della  Foundation of Europea Progressive Study, un gruppo legato all&#8217;area Socialista nella [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=skapegoat.wordpress.com&blog=3525854&post=1423&subd=skapegoat&ref=&feed=1" />]]></description>
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<div id="attachment_1440" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://skapegoat.files.wordpress.com/2009/11/helsinki.gif"><img class="size-medium wp-image-1440" title="Helsinki" src="http://skapegoat.files.wordpress.com/2009/11/helsinki.gif?w=300&#038;h=196" alt="Helsinki" width="300" height="196" /></a><p class="wp-caption-text">Helsinki, i risultati raggiunti nel campo dell&#39;istruzione e le conseguenze positive che ne sono derivate nella coesione sociale e nell&#39;economia inducono a riflettere sull&#39;opportunità di fare dell&#39;istruzione una base per il futuro dell&#39;Europa e delle relazioni culturali tra le nazioni che la stanno costituendo</p></div>
<p>Oggi a Palazzo Marini a Roma è stato presentato il rapporto europeo sulla scuola dell&#8217;obbligo, si è svolto un dibattito sulla costruzione dell&#8217;identità europea attraverso l&#8217;istruzione</p>
<p></strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#800000;"><strong> </strong></span><br />
A Roma, nel pomeriggio di lunedì 9 novembre, è stato presentato il rapporto sull&#8217;istruzione di Giorgio Allulli,  parte di un progetto della  Foundation of Europea Progressive Study, un gruppo legato all&#8217;area Socialista nella Ue, la discussione è stata coordinata da Heidi Giusto,  della &#8220;Fondazione Italiani Europei&#8221;, che ha coordinato l&#8217;incontro, sottolineando il ruolo dell&#8217;educazione nella costruzione della identità europea.  Sono intervenuti l&#8217;ex primo ministro italiano Giuliano Amato, l&#8217;ex ministro delle Finanze in Svezia Par Nuder, Mauro Palma, consulente scientifico della Treccani per i temi dell&#8217;istruzione.</p>
<p>Allulli, nel suo rapporto, ha rilevato come le differenze sociali di base non influenzano in maniera rilevante il percorso degli studenti in Finlandia, permettendo una emancipazione uniforme attraverso l&#8217;istruzione e che ciò attribuisce un primato al paese nord europeo nella funzione sociale dell&#8217;istruzione. Giuliano Amato ha sottolineato il ruolo sociale della scuola nell&#8217;inclusione dei più svantaggiati.</p>
<p>L&#8217;istruzione nel suo complesso ha l&#8217;occasione di riequilibrare il disagio di bambini cresciuti in situazioni difficili attraverso il lavoro di gruppo. L&#8217;ex ministro delle finanze svedese Par Nuder ha affermato che per i socialdemocratici in Europa l&#8217;istruzione è il mezzo con il quale gli umili possono cambiare il mondo e Mauro Palma ha parlato della necessità di armonizzare le politiche europee. Regno Unito e Olanda hanno avviato efficaci strumenti di valutazione della qualità dell&#8217;offerta scolastica  e tutti i paesi d&#8217;Europa sperimentano grandissime differenze. Gli studenti italiani delle università ad esempio dimostrano un grande interesse e anche conoscenza della storia del resto d&#8217;Europa piu&#8217; dei loro colleghi stranieri. Nel Mondo, Nuova Zelanda, Irlanda e Australia fanno moltissimo per  l&#8217;emancipazione dei cittadini di origine straniera attraverso l&#8217;educazione, in linea con la tradizione di democrazia del mondo anglosassone.</p>
<p>Sui vari aspetti del rapporto europeo sull&#8217;istruzione e sulla educazione pure qui in Italia, Skapegoat tornerà nel dettaglio, così come sul legame tra partecipazione femminile e qualità della vita democratica di cui il sito aveva annunciato (in articoli sullo stesso argomento) un servizio costituito da diverse interviste  a qualificati osservatori: i tempi di risposta sono stati più lunghi del previsto e ciò, unitamente alla piccola struttura di questo spazio web, ha determinato uno slittamento di tali argomenti, che però non sono stati dimenticati e su cui vi terremo aggiornati.</p>
<p><strong>Aldo Ciummo</strong></p>
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		<title>Salute per tutti negli Usa, l&#8217;America è ancora più libera</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 10:29:48 +0000</pubDate>
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Il voto favorevole della Camera ha avviato stanotte la legge che darà agli americani un diritto la  cui assenza pesava come un macigno nella società, adesso toccherà al Senato. Ted Kennedy si battè tutta la vita perchè la salute fosse garantita ai suoi concittadini
&#160;

 
di    Aldo Ciummo
 
La Camera dei deputati degli Stati Uniti questa notte ha votato [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=skapegoat.wordpress.com&blog=3525854&post=1407&subd=skapegoat&ref=&feed=1" />]]></description>
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<div><span style="color:#008000;"><strong></strong></span></div>
<p><span style="color:#008000;"><strong></p>
<div id="attachment_1408" class="wp-caption alignleft" style="width: 218px"><a href="http://skapegoat.files.wordpress.com/2009/11/statua-della-liberta2.jpg"><img class="size-medium wp-image-1408" title="la statua della libertà" src="http://skapegoat.files.wordpress.com/2009/11/statua-della-liberta2.jpg?w=208&#038;h=300" alt="la statua della libertà" width="208" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Per molti degli immigrati che arrivavano negli Usa, questa è stata la prima tappa di un tragitto spesso tragico, ma da quel percorso è nata una società aperta. La stessa duttilità è scarsa in altre parti del mondo sviluppato ed oramai manca del tutto nelle culture politiche che per lungo tempo furono all&#39;avanguardia nella promozione della tolleranza ma che ora sono impotenti a promuoverla nella realtà fuori dal chiuso delle loro sedi ufficiali, perchè intente a dividersi ed estinguersi attraverso riti sclerotici.</p></div>
<p>Il voto favorevole della Camera ha avviato stanotte la legge che darà agli americani un diritto la  cui assenza pesava come un macigno nella società, adesso toccherà al Senato. Ted Kennedy si battè tutta la vita perchè la salute fosse garantita ai suoi concittadini</p>
<p>&nbsp;</p>
<p></strong></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><strong> </strong></span></p>
<p><strong>di    Aldo Ciummo</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>La Camera dei deputati degli Stati Uniti questa notte ha votato 220 a 215 per la riforma sanitaria promossa da Barak Obama. Nancy Pelosi, la speaker della Camera ha ricordato lo sforzo di una vita di Ted Kennedy, l&#8217;americano di origine irlandese che per anni ha lavorato all&#8217;introduzione del diritto alla salute per tutti negli Stati Uniti.</p>
<p>La riforma prevede assistenza sanitaria nei confronti di 36 milioni di cittadini  americani che non godevano di alcuna copertura, e che non ne godono tuttora, perchè la legge deve passare anche al Senato e lì sarà più difficile dato che la maggioranza democratica è sul filo del rasoio.</p>
<p>Se la proposta passerà, potrebbe coprire il 96% della popolazione nell&#8217;arco di dieci anni. Il costo stimato è di 1200 miliardi di dollari. I datori di lavoro avranno l&#8217;obbligo di assicurare i dipendenti e sarà vietato alle assicurazioni alzare il prezzo delle polizze per le persone anziane e malate.</p>
<p>Apparentemente &#8220;settoriale&#8221;, questa notizia è, dopo l&#8217;elezione a Presidente degli USA di un cittadino di colore senza perenni appoggi di partito alle spalle, l&#8217;annuncio di forti trasformazioni nella nazione che assieme al Regno Unito tenne ferma per l&#8217;Europa la garanzia della libertà dal 1915 (inizio della Prima guerra mondiale) al 1989 (caduta del muro di Berlino).</p>
<p>L&#8217;elezione del rappresentante di una minoranza a presidente di tutti e l&#8217;introduzione di un importante diritto sociale tradizionalmente estraneo al sistema politico e istituzionale statunitense appaiono chiaramente come una pietra tombale sull&#8217;immagine di una società immutabile, immagine largamente imposta dalla ripetizione ad nauseam in una parte consistente della società italiana ed europea.</p>
<p>Nata da argomenti fattuali come alcune strategie economico militari dell&#8217;ultimo decennio e squilibri effettivamente esistenti, la critica agli Usa ha assunto negli ultimi anni caratteri legnosi difficilmente sopportabili da una società aperta, specialmente se si avversa senza riserve ogni tipo di razzismo.</p>
<p>Il voto del novembre 2008 dei cittadini americani e quello della Camera di ieri lasciano davvero pochi argomenti per sostenere, per ragioni arcaiche di avversione ideologica riguardo agli Stati Uniti e al mondo anglosassone, che negli Usa vi sia una società chiusa, che non vi sia spazio per significativi cambiamenti o, sfiorando l&#8217;assurdo, che manchi la coesione sociale.</p>
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		<title>ROGER BALLEN: UNA MACCHINA FOTOGRAFICA AL CIVICO DELLA PAZZIA</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 15:07:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ 


Immagini quadrate per stanze chiuse. Luoghi nei quali l’obiettivo di Roger Ballen ha messo sotto vuoto una dimensione inquieta e sinistra confinandola nello spazio asfittico delle sue fotografie, recentemente raccolte in un nuovo lavoro, “Boarding House”.
&#160;

 
di   Claudia Papaleo
 
Ballen nacque nel 1950, nella New York in cui i barattoli di “Tomato”  si apprestavano a passare dal [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=skapegoat.wordpress.com&blog=3525854&post=1393&subd=skapegoat&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div><span style="color:#800000;"><strong> </strong></span></div>
<div><span style="color:#800000;"><strong></strong></span></div>
<p><span style="color:#800000;"><strong></p>
<div id="attachment_1394" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://skapegoat.files.wordpress.com/2009/11/roger-ballen_dresie-cassie-twins-western-transvaal-1993-from-platteland.jpg"><img class="size-medium wp-image-1394" title="Roger Ballen: dresie cassie twins western transvaal 1993 from platteland" src="http://skapegoat.files.wordpress.com/2009/11/roger-ballen_dresie-cassie-twins-western-transvaal-1993-from-platteland.jpg?w=300&#038;h=299" alt="Roger Ballen: dresie cassie twins western transvaal 1993 from platteland" width="300" height="299" /></a><p class="wp-caption-text">Uno degli scatti più famosi di Roger Ballen: all&#39;epoca della sua svolta stilistica il grande fotografo abbandonò gli spazi aperti per rivolgere la sua attenzione al mondo nascosto del disagio, dell&#39;emarginazione e della follia</p></div>
<p>Immagini quadrate per stanze chiuse. Luoghi nei quali l’obiettivo di Roger Ballen ha messo sotto vuoto una dimensione inquieta e sinistra confinandola nello spazio asfittico delle sue fotografie, recentemente raccolte in un nuovo lavoro, “Boarding House”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p></strong></span></p>
<p><span style="color:#800000;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color:#800000;"><strong><span style="color:#000000;">di   Claudia Papaleo</span></strong></span></p>
<p><span style="color:#800000;"><strong><span style="color:#000000;"> </span></strong></span></p>
<p>Ballen nacque nel 1950, nella New York in cui i barattoli di “Tomato”  si apprestavano a passare dal carrello della spesa alla serigrafia, e dove da un pennarello a vernice, imboscato dentro una tasca di jeans sbrindellata, sarebbe saltato fuori un quadro da milioni di dollari. Sin da ragazzino, oltre a respirare l’aria di cambiamento che attraversava l’arte, poté vivere a stretto contatto con la fotografia. Durante gli anni ’60, sua madre lavorò per la Magnum e fondò una delle prime gallerie fotografiche della grande mela. Di più, Ballen poté scorrazzare tra le gambe di monna lise come Cartier Bresson, Eliot Erwitt, Paul Strand e soprattutto Andre Kertesz. Il lavoro di quest’ultimo, infatti, è spesso rievocato nelle  immagini del fotografo, anche solo da piccoli accorgimenti aggiunti come  si aggiunge una punta di sale nella pentola. <em> </em></p>
<p>Pure, nei primi anni ’70 la macchina da foto si trasformò in un giocattolo da prendere sul serio. Tra bandiere schiaffate addosso al cielo, ammucchiate di capelli rincalzati nei pantaloni, e zeppe che marciavano per le strade come palazzi a portata di ratto, Ballen documentò la rivolta, arraffando le sue immagini succulente con qualche lazo di pellicola.</p>
<p>Diversi anni più tardi,  l’Africa del sud;  il suo sole tremulo e avvampato che scrosciava calore costante, fondendo le zone rurali in cui il fotografo cominciò a passare il tempo libero. Qui, la svolta.</p>
<p>Ballen abbandonò improvvisamente lo spazio aperto, i paesaggi ossigenati che lo circondavano, per intrappolare se stesso e la sua Rolleiflex 6X6 negli ambienti chiusi. Quello che doveva fare, infatti, era fotografare la trappola. Alcuni emarginati bianchi del posto accettarono di smezzare con lui l’aria delle loro camere scarne, marchiate dai segni di mobili estinti. Allora le sue foto, con tocco lapidario, ritrassero volti sconditi di qualunque serenità. Uomini e donne dai sorrisi ebeti, che fissano l’obiettivo con sguardi stranianti e corpi anomali, sui quali, a volte, cola qualche vestito smunto. Immagini che creano corrispondenze arbitrarie tra persone e animali, ponendoli in una realtà alterata che respinge e attrae, corrodendo qualsiasi controllo razionale in chi guarda. E ancora esseri umani spesso legati da lampanti vincoli sanguigni, di cui Ballen raffigura il lato sottilmente difettoso con una franchezza a tratti fastidiosa. Una serie di scatti disarmanti per la loro autenticità, in cui l’imperfezione punta i piedi di fronte alla macchina fotografica con dignità e coraggio.</p>
<p>Presto le stanze dalle mura ulcerate, che perdevano grumi di vernice su pavimenti dall’aria tombale, divennero i luoghi di strane fantasie dal retrogusto angosciante, e la macchina fotografica l’occhio che sembra guardare il fondo di una scatola degli scherzi, in cui gli oggetti vengono disposti secondo accoppiamenti ostili. Ballen, infatti, prese ad arredare gli spazi di cui disponeva assecondando le logiche di intuizioni visive minacciose, che tendono a snaturare le cose per come le conosciamo, caricandole di isteria.</p>
<p>Mani nodose, gambe spolpate, volti preda di urla eccessive, fanno da comparsa sbucando da vecchi scatoloni o da pile di materassi pregni di polvere, mentre qualche resto di bambola giace crudamente a terra senza possibilità di innocenza. Il tutto amplificato dalla presenza di stampelle ritorte, graffiti infantili e pelli zebrate di animali scuoiati.</p>
<p>Immagini psicotiche quelle di Ballen, lo scolo di un incubo che fa sgranare gli occhi e ti lascia con un battito accelerato, mentre allontani lo sguardo a braccetto della follia.</p>
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		<title>Giornalista danese arrestato a Tehran</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 12:13:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sidistef</dc:creator>
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La Associated Press della Danimarca stanotte ha dato notizia dell&#8217;accaduto. Il reporter avrebbe partecipato ad una manifestazione che si opponeva al regime dittatoriale
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Un giornalista europeo si trova in una cella a Tehran. L&#8217;Unione Danese dei Giornalisti ha detto che si chiama Niels Krosgaard e che pare sia detenuto per la partecipazione ad una dimostrazione mercoledì scorso, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=skapegoat.wordpress.com&blog=3525854&post=1386&subd=skapegoat&ref=&feed=1" />]]></description>
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<div><strong><span style="color:#008000;"></span></strong></div>
<p><strong><span style="color:#008000;"></p>
<div id="attachment_1387" class="wp-caption alignleft" style="width: 283px"><a href="http://skapegoat.files.wordpress.com/2009/11/teheran_4_roadside_tree_planting.jpg"><img class="size-medium wp-image-1387" title="Teheran" src="http://skapegoat.files.wordpress.com/2009/11/teheran_4_roadside_tree_planting.jpg?w=273&#038;h=300" alt="Teheran" width="273" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Teheran, capitale di un vasto paese attraversato da altrettanto profonde caratteristiche e contraddizioni. L&#39;Europa non può sostenere le legittime aspirazioni di libertà e di autodeterminazione degli abitanti delle aree limitrofe come Iran, Mediterraneo e Medio Oriente senza affermare i princìpi di diritto positivamente affermatisi in Occidente in una maniera quantitativamente e qualitativamente maggiore di quanto non avvenga nei regimi teocratici, collettivisti o a democrazia controllata (Iran, Cina e Russia)</p></div>
<p>La Associated Press della Danimarca stanotte ha dato notizia dell&#8217;accaduto. Il reporter avrebbe partecipato ad una manifestazione che si opponeva al regime dittatoriale</p>
<p>&nbsp;</p>
<p></span></strong></p>
<p>Un giornalista europeo si trova in una cella a Tehran. L&#8217;Unione Danese dei Giornalisti ha detto che si chiama Niels Krosgaard e che pare sia detenuto per la partecipazione ad una dimostrazione mercoledì scorso, l&#8217;altroieri. I colleghi hanno realizzato che Krosgaard era stato arrestato grazie all&#8217;impegno della Federazione Internazionale dei Giornalisti che ha sede a Bruxelles.</p>
<p>Mercoledì in Iran si sono registrati scontri tra polizia ed attivisti per i diritti civili, in occasione di celebrazioni governative per il trentesimo anniversario della crisi dell&#8217;ambasciata statunitense e delle contromanifestazioni che ne sono seguite. I giornalisti però stavano seguendo gli avvenimenti per fare il loro lavoro, sempre più difficile a Tehran.</p>
<p>La celebrazione di mercoledì, indicativa della mentalità promossa dai regimi autocratici in Medio Oriente e purtroppo anche del consenso di una parte consistente della popolazione, ricordava il sequestro di cittadini americani da parte di fondamentalisti religiosi il 4 novembre 1979. L&#8217;evento però è stato occasione di contestazioni da parte dei dissidenti iraniani, ormai rappresentativi di larghe fasce della popolazione e defraudati del diritto ad elezioni dal regolare svolgimento.</p>
<p>Questa mattina i blog dei curdi emigrati in UK hanno riportato in evidenza anche l&#8217;avvenuto arresto di due giornalisti canadesi e di un giapponese, di cui l&#8217;agenzia Fars aveva dato notizia. A loro si aggiunge Farhad Pouladi, reporter della AFP. Immagini meno estreme ma che riportano alla mente i rapimenti di giornalisti occidentali nei conflitti di cui tuttora si subiscono gli strascichi e le conseguenze sociali in Medio Oriente e di cui l&#8217;antioccidentalismo alla Amadinejad rappresenta un volto meno discusso (rispetto alle disastrose strategie economico-militari che hanno portato ai conflitti), ma da affrontare e condannare ugualmente perchè si tratta di una violenta forma di razzismo anche se ad alcuni può apparire alternativo a quello &#8220;tradizionale&#8221;.</p>
<p><span style="color:#000000;"><strong>Aldo Ciummo</strong></span></p>
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		<title>L&#8217;artista norvegese Haakon Gullvaag espone a Roma opere sulla caduta del Muro</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 13:13:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sidistef</dc:creator>
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La Galleria Tondinelli da lunedì 9 novembre fino al 4 novembre espone le opere del pittore, una riflessione non scontata sulla violenza umana
&#160;

Il 9 novembre si apre una mostra dell&#8217;artista norvegese  Haakon Gulvaag presso la Galleria Tondinelli, che si trova a via delle Quattro Fontane, numero civico 128, nel complesso barocco di San Carlino che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=skapegoat.wordpress.com&blog=3525854&post=1380&subd=skapegoat&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div><span style="color:#800000;"><strong> </strong></span></div>
<div><span style="color:#800000;"><strong></strong></span></div>
<p><span style="color:#800000;"><strong></p>
<div id="attachment_1381" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://skapegoat.files.wordpress.com/2009/11/muro-di-berlino.jpg"><img class="size-medium wp-image-1381" title="Muro di Berlino" src="http://skapegoat.files.wordpress.com/2009/11/muro-di-berlino.jpg?w=300&#038;h=225" alt="Muro di Berlino" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Graffiti sul muro di Berlino, eretto a difesa della mutua diffidenza tra persone dello stesso paese e dello stesso continente, militarmente protetto dalla naturale spinta al ricongiungimento da parte dei cittadini separati dalle scelte di stato, è diventato nel tempo il simbolo della artificiale separazione delle persone da parte della collettività organizzata. Oggi è solo un ricordo e dovrebbe essere anche un ammonimento contro tragiche scelte ripetute per motivi diversi, come la barriera tra Usa e Messico.</p></div>
<p>La Galleria Tondinelli da lunedì 9 novembre fino al 4 novembre espone le opere del pittore, una riflessione non scontata sulla violenza umana</p>
<p>&nbsp;</p>
<p></strong></span></p>
<p><span style="color:#000000;">Il 9 novembre si apre una mostra dell&#8217;artista norvegese  Haakon Gulvaag presso la Galleria Tondinelli, che si trova a via delle Quattro Fontane, numero civico 128, nel complesso barocco di San Carlino che fu progettato da Borromini. L&#8217;esposizione è dedicata alla libertà ed alla sua compressione da parte delle strutture sociali, in particolare la collettività e lo stato, nel caso specifico il regime totalitario basato sull&#8217;ideologia.</span></p>
<p><span style="color:#000000;">Questo è il ventesimo anno dalla caduta del Muro </span><span style="color:#000000;">di Berlino, la fine di un dramma storico </span><span style="color:#000000;">di cui ancora troppo poco si discute per </span><span style="color:#000000;">l&#8217;evidente uso politico quotidiano che </span><span style="color:#000000;">se ne fa da una parte e che lo ha banalizzato </span><span style="color:#000000;">ma anche per il grave ritardo e superficiali</span><span style="color:#000000;">tà nell&#8217;autocritica dalla parte concorrente. Oggi in Europa c&#8217;è libertà e si ricorda l&#8217;evento che diede forza alla speranza di tanti studenti, operai e di tante altre persone, purtroppo poi in gran parte compressa dall&#8217;affermarsi di un liberismo che all&#8217;inizio del secolo ha assunto anche tratti militari e assai poco rappresentata dalle forze liberali e progressiste che quando non si sono lasciate assimilare si sono spesso rifugiate in un ruolo di testimonianza.</span></p>
<p><span style="color:#800000;"><span style="color:#000000;">Ma la caduta del muro di Berlino significa </span></span><span style="color:#800000;"><span style="color:#000000;">ancora adesso la capacità di un contatto </span></span><span style="color:#800000;"><span style="color:#000000;">tra gli uomini e mantiene vivo nel ricordo </span></span><span style="color:#800000;"><span style="color:#000000;">il fatto che non sono soltanto le disparità </span></span><span style="color:#800000;"><span style="color:#000000;">a generare le ingiustizie, ma anche la viol</span></span><span style="color:#800000;"><span style="color:#000000;">enza collettiva della morale pubblica, </span></span><span style="color:#800000;"><span style="color:#000000;">specialmente quando sostenuta dall&#8217;ideolo</span></span><span style="color:#800000;"><span style="color:#000000;">gia e dallo Stato.</span></span></p>
<p><span style="color:#000000;">Il norvegese Haakon Gullvaag è un artista sensibile al tema dell&#8217;oppressione e della sua sconfitta, nella mostra  che si terrà a Roma dal 9 novembre al 4 dicembre saranno esposti 16 lavori di medie dimensioni sul Muro di Berlino, di cui il pittore, coinvolto fin da ragazzo nella vicenda che considera il simbolo di ogni condizione di solitudine e di isolamento imposta dalla società all&#8217; individuo in nome di una norma collettiva, conserva ancora un frammento, un mattone.</span></p>
<p><span style="color:#000000;">Nell&#8217;opera di Gulvaag ricorrono nani armati fino ai denti, rinchiusi dentro armature, metafore della spersonalizzazione che Gulvaag porta a Roma dopo aver ricevuto incarichi artistici dal municipio di Oslo e dall&#8217;ambasciata di Norvegia a Londra. L&#8217;esposizione che si apre a Roma è curata da Costanzo Costantini e Floriana Tondinelli.</span></p>
<p><strong><span style="color:#000000;">Aldo Ciummo</span></strong></p>
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		<title>Skapegoat oltre l&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 17:43:00 +0000</pubDate>
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Il sito ritrova  alcuni dei suoi collaboratori &#8220;storici&#8221; e nuove leve per una maggiore completezza degli argomenti trattati
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Lo spazio di informazione che avete davanti ha attraversato un periodo di rallentamento, dovuto al fatto che una delle maggiori risorse che aveva trovato, la collaborazione di molti giovani giornalisti impegnati a cavallo del 2007 e del 2008 [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=skapegoat.wordpress.com&blog=3525854&post=1376&subd=skapegoat&ref=&feed=1" />]]></description>
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<p><span style="color:#0000ff;"><strong></p>
<div id="attachment_1377" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://skapegoat.files.wordpress.com/2009/11/terra_003.jpg"><img class="size-medium wp-image-1377" title="Mondo" src="http://skapegoat.files.wordpress.com/2009/11/terra_003.jpg?w=300&#038;h=230" alt="Mondo" width="300" height="230" /></a><p class="wp-caption-text">I giornalisti nati nell&#39;Unione Europea si trovano ad esplorare un continente che ormai diventa un paese ed un panorama internazionale dove tutto l&#39;occidente si confronta con un mondo in trasformazione: le superpotenze sono finite e la qualità delle relazioni che UE, Cina, Stati Uniti, Brasile, Russia, India intrattengono nel globo definisce le loro possibilità di crescita</p></div>
<p>Il sito ritrova  alcuni dei suoi collaboratori &#8220;storici&#8221; e nuove leve per una maggiore completezza degli argomenti trattati</p>
<p>&nbsp;</p>
<p></strong></span></p>
<p><span style="color:#000000;">Lo spazio di informazione che avete davanti ha attraversato un periodo di rallentamento, dovuto al fatto che una delle maggiori risorse che aveva trovato, la collaborazione di molti giovani giornalisti impegnati a cavallo del 2007 e del 2008 nell&#8217;esperienza del Corso di Giornalismo della Fondazione Lelio Basso, si era interrotta per impedimenti oggettivi (ad esempio l&#8217; insediamento di queste persone in diverse realtà comunicative o anche in attività del tutto estranee ai mass media). <em>Skapegoat</em> adesso potrà ripartire: i suoi promotori sono tornati ed a loro si stanno aggiungendo altri ragazzi che contano su di un forte radicamento del loro interesse giornalistico in diverse aree geografiche e tematiche.</span></p>
<p><span style="color:#000000;">Il sito è da sempre attento all&#8217;Europa, ma non pensiamo che l&#8217;Unione Europea sia un fenomeno di chiusura, è un&#8217;avventura che si apre alla storia del continente inteso in senso più ampio, entrando a far parte della sua vicenda ed attraendone nuove aree. L&#8217;Europa come paese, oltre i confini attuali della UE, partecipa ai  progetti di tutto l&#8217;Occidente, dialoga con tutto il pianeta attraverso il Commonwealth e per mezzo di tutte le Comunità che nel mondo sono tradizionalmente legate alle nazioni costituenti l&#8217;Europa e che ne arricchiscono il cammino.</span></p>
<p><span style="color:#000000;">E, non meno importante, l&#8217;Europa sposta la politica dell&#8217;Occidente in direzione di un approccio paritario con i giganti e gli emergenti di un contesto internazionale che non è più pensabile in termini di superpotenze che costituiscono centri direzionali assoluti delle sorti delle popolazioni. Le nazioni a noi più legate come Stati Uniti e Canada, i nuovi protagonisti (Brasile, Cina, India) e quelli che riemergono, come la Federazione Russa, più altri, sono altrettanti soggetti fondamentali della scena del millennio da poco apertosi e l&#8217;Europa, lungi dall&#8217;essere un punto di riferimento obbligato, è quanto gli altri un attore indotto a ridimensionare il proprio spazio in base alla realtà ed a conquistare il proprio ruolo con i fatti e con le relazioni che saprà costruire nel futuro.</span></p>
<p><span style="color:#000000;">Nelle prossime settimane torneranno alcuni dei collaboratori che coloro che seguono il sito da più tempo già conoscono (Michele Vollaro, Aneta Carreri) e nuove leve (Claudia Papaleo e progressivamente anche altri), giornalisti di cui troverete nuovamente o per prima volta la firma su queste pagine web. Il loro apporto ricondurrà il sito ad una attenzione più completa al Mediterraneo, all&#8217;Est Europeo, agli Stati Uniti ed all&#8217;America Latina, all&#8217;Africa, all&#8217;Asia e con il tempo a settori che erano stati trascurati come la Cultura e lo Sport. Non mancheranno altri approfondimenti su temi sui quali il sito si è concentrato in questo periodo, come il rapporto tra partecipazione femminile e qualità della democrazia, e su argomenti che meritano una nostra maggiore presenza, come i problemi dell&#8217;istruzione.</span></p>
<p><span style="color:#000000;"><strong>Aldo Ciummo</strong></span></p>
<p><span style="color:#0000ff;"><strong><span style="color:#000000;"> </span></strong></span></p>
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		<title>Inglesi sulla carta euroscettici, nella realtà eurosolidali</title>
		<link>http://skapegoat.wordpress.com/2009/11/03/inglesi-sulla-carta-euroscettici-nella-realta-eurosolidali/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 13:13:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sidistef</dc:creator>
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Il Regno Unito prevede di assicurare 24 milioni di euro all&#8217;anno per sostenere i figli degli immigrati rimasti nel paese d&#8217;origine dei genitori
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Sono euroscettici sulla carta, specialmente quella dei giornali continentali, intanto sono immancabilmente tra quelli che pagano di più per gli altri: il Regno Unito prevede di spendere una fortuna in sussidi per i [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=skapegoat.wordpress.com&blog=3525854&post=1368&subd=skapegoat&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div><span style="color:#008000;"><strong> </strong></span></div>
<div><span style="color:#008000;"><strong></strong></span></div>
<p><span style="color:#008000;"><strong></p>
<div id="attachment_1372" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://skapegoat.files.wordpress.com/2009/11/birmingham_bm42.jpg"><img class="size-medium wp-image-1372" title="Una veduta aerea di Birmingham" src="http://skapegoat.files.wordpress.com/2009/11/birmingham_bm42.jpg?w=300&#038;h=217" alt="Una veduta aerea di Birmingham" width="300" height="217" /></a><p class="wp-caption-text">Una veduta aerea di una metropoli inglese: l&#39;Europa, un progetto ordinato che si propone scopi apprezzabili, affronta la necessità di farsi strada attraverso una difficile realtà dove esigenze altrettanto legittime e radicate cercano assai meno ordinatamente il proprio soddisfacimento. L&#39;integrazione è la più appassionante e problematica di tutte le sfide che attendono al varco l&#39;Unione Europea.</p></div>
<p>Il Regno Unito prevede di assicurare 24 milioni di euro all&#8217;anno per sostenere i figli degli immigrati rimasti nel paese d&#8217;origine dei genitori</p>
<p>&nbsp;</p>
<p></strong></span></p>
<p>Sono euroscettici sulla carta, specialmente quella dei giornali continentali, intanto sono immancabilmente tra quelli che pagano di più per gli altri: il Regno Unito prevede di spendere una fortuna in sussidi per i ragazzi polacchi, slovacchi, tedeschi ma non mancano francesi e perfino irlandesi. Sono le regole europee che prevedono parità di trattamento per i cittadini della comunità, ma i benefici accordati dall&#8217;UK alle famiglie sono in alcuni casi molto più elevati rispetto a quelli che la controparte accorderebbe a ragazzini inglesi lasciati a Birmingham da genitori che dovessero trasferirsi a Est per lavorare (succede, in Europa la mobilità sta diventando più consueta del percepito). E&#8217; sufficiente un padre che paga le tasse nel Regno Unito, lo stato britannico pagherà l&#8217;intero ammontare del sussidio previsto anche se il figlio vive in Polonia.</p>
<p>Sono 31.000 le famiglie e 51.000 bambini stranieri sostenuti dalle finanze del Regno Unito soltanto in Polonia. Venti sterline a settimana per sostenere l&#8217;onere materiale rappresentato da un bambino non saranno tante in Inghilterra, dove però vengono assicurate ai più esposti, ma in Polonia, dove un aiuto del genere da parte dello stato si ferma a 5 sterline e dove il costo della vita è diverso, pesano un pò di più. Non si deve sottovalutare il peso per le finanze pubbliche, perchè i benefici che realisticamente lo stato prevede di recuperare in cambio, come l&#8217;istruzione dei suoi cittadini che crescono, la coesione sociale e così via avvengono in un altro paese (in un&#8217;ottica europea, in un&#8217;altra regione) e ciò nel medio termine significa che la nazione si impegna maggiormente, anche se il presupposto è giusto perchè mira allo sviluppo della Comunità.</p>
<p>Anche quando i cittadini europei che hanno scelto Londra o Manchester come nuova residenza ricevono per i figli che sono rimasti nel paese di origine dei sussidi dallo stato in cui sono nati, i contribuenti di sua maestà provvedono a colmare il divario esistente rispetto agli standard goduti da chi è nato all&#8217;ombra del Big Ben. Beninteso, questo è un fatto positivo. La solidarietà verso i migranti è una base civile dell&#8217;Europa, un principio di cui è auspicabile un&#8217;affermazione concreta molto maggiore di quella attuale e che nel caso di cittadini comunitari che contribuiscono fattivamente e con sacrificio allo sviluppo della società in ogni città ed in ogni regione di questa nostra Europa è un atto dovuto, tanto più da parte delle aree più sviluppate pure se investite fortemente dalla crisi.</p>
<p>Ma fatti come questi, associati alla stragrande maggioranza dei cittadini britannici che, stando ai sondaggi dedicati a casi specifici,  supportano le politiche realistiche e sociali del governo laburista ed anche dei conservatori, neutralizzando la propaganda isolazionista del Bnp (per quanto gli intervistati, se sottoposti a quesiti generici, rispondano che gli stranieri sono troppi), sottolineano la superficialità delle analisi che vorrebbero dipingere il Regno Unito come un ostacolo per l&#8217;Europa e come terreno ostile all&#8217;integrazione.  Bisogna anche considerare la realtà multietnica di questo paese e la fortissima pressione demografica tuttora in crescita &#8211; esponenziale da parte dei paesi più in difficoltà dell&#8217;Unione Europea &#8211; e che rappresenta, spinte ideali a parte, un impegno finanziario ed una sfida (alla quale finora l&#8217;UK ha risposto nei decenni dando un esempio ammirevole di civiltà e di ingegneria sociale) alle abitudini di vita che si cristallizzano inevitabilmente attraverso il tempo, costituendo anche, come il caso in questione dimostra, una base accogliente per le trasformazioni richieste da chi arriva.</p>
<p><strong>Aldo Ciummo</strong></p>
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		<title>In Germania anche il Papa è una donna</title>
		<link>http://skapegoat.wordpress.com/2009/11/02/in-germania-anche-il-papa-e-una-donna/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 15:53:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sidistef</dc:creator>
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Un vento nuovo soffia proprio laddove i valori parevano immutabili, le chiese: è il segnale di cambiamenti profondi nelle società europee, però quasi esclusivamente a nord. 
A metà della scorsa settimana le agenzie hanno dato una notizia estera particolare: una donna, Margot Kaessmann, è il nuovo Papa della chiesa evangelica tedesca. Vescovo di Hannover da circa dieci [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=skapegoat.wordpress.com&blog=3525854&post=1355&subd=skapegoat&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="color:#800000;"><strong><a href="http://skapegoat.files.wordpress.com/2009/11/una-chiesa-a-berlino.jpg"></a></strong></span></p>
<div id="attachment_1362" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><a href="http://skapegoat.files.wordpress.com/2009/11/una-chiesa-a-berlino1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1362" title="Una chiesa a Berlino" src="http://skapegoat.files.wordpress.com/2009/11/una-chiesa-a-berlino1.jpg?w=225&#038;h=300" alt="Una chiesa a Berlino" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Laddove la società fa gradualmente i conti con la secolarizzazione, anche le agenzie di socializzazione più radicate nella tradizione riconoscono il peso prezioso di tutte le parti della popolazione, altrove anche le istituzioni laiche per assicurare un minimo di equilibrio sono costrette a ricorrere alle quote e neppure le applicano</p></div>
<p><span style="color:#800000;"><strong>Un vento nuovo soffia proprio laddove i valori parevano immutabili, le chiese: è il segnale di cambiamenti profondi nelle società europee, però quasi esclusivamente a nord. </strong></span></p>
<p>A metà della scorsa settimana le agenzie hanno dato una notizia estera particolare: una donna, Margot Kaessmann, è il nuovo Papa della chiesa evangelica tedesca. Vescovo di Hannover da circa dieci anni, Kaessmann ha alle spalle un divorzio. Lungi dall&#8217;essere uno sparuto gruppo di base, il Consiglio evangelico tedesco rappresenta 25 milioni di fedeli in Germania e riunisce 22 chiese regionali. Il vescovo di Berlino Wolfgang Huber, che ricopriva l&#8217;incarico, andrà in pensione. Una società adulta, almeno in materia di uguaglianza, informa di sè ogni istituzione.</p>
<p>Le culture religiose e laiche dei diversi paesi e delle distinte aree geografiche sono fenomeni diversi, perciò assumere che alcune siano migliori sarebbe un superficiale atto di esterofilia, però è lecito domandarsi come sia possibile che nel Mediterraneo d&#8217;Europa cattolico ed ortodosso facciano fatica ad affermarsi le più elementari abitudini di parità (in diversi ambiti, ad esempio non si registrano molti casi di immigrati candidati e soprattutto effettivamente eletti e insediati in cariche significative) e che la parte non laica e non secolarizzata della cultura si sia fatta strada così a fondo nella mentalità generale che probabilmente vedremo molto prima un papa non europeo che &#8220;una presidente&#8221; del Consiglio.</p>
<p>Una settimana prima, cioè un paio di settimane fa, il sinodo della Chiesa Luterana di Svezia aveva votato a maggioranza a favore della possibilità di sposarsi in Chiesa per le persone dello stesso sesso che lo desiderino con una decisione analoga a quelle prese dallo stato svedese a maggio. La proposta era stata approvata da 176 dei 249 votanti in seno alla chiesa maggioritaria (il 74% degli abitanti dello stato scandinavo vi aderiscono secondo le più accreditate statistiche). Riguardo alle leggi, il Governo di Stoccolma garantisce esattamente lo stesso status alle coppie dello stesso sesso sposate, rispetto alle altre, fin dallo scorso primo maggio. Un arcivescovo svedese ha dichiarato che &#8220;da un punto di vista biblico, il comandamento dell&#8217;amore è più importante di tutti gli altri che possono essere trovati nelle Scritture&#8221;.</p>
<p>La Svezia, avanguardia nell&#8217;accordare alle coppie dello stesso sesso la possibilità dell&#8217;adozione, vede in avvenimenti come la decisione ecclesiastica di due settimane fa una sorta di gara tra il pubblico ed il religioso nel garantire l&#8217;inclusione delle minoranze. La presa di posizione del clero locale riflette l&#8217;ampia accettazione di cui beneficiano omosessuali e lesbiche in Svezia, situazione che si potrebbe dipingere in modo più completo aggiungendo due notizie minori: 749 bambini, in un paese con una popolazione non enorme, vivono sotto il tetto di genitori adottivi dello stesso sesso, nella stragrande maggioranza entrambe donne (706) e l&#8217;incremento, questo autunno, di membri reputati conservatori all&#8217;interno del sinodo che rende evidente l&#8217;accettazione dei cambiamenti da parte del nocciolo duro della comunità religiosa maggioritaria nel paese.</p>
<p>In una prospettiva di Europa sempre più aperta a tutte le sue componenti, le trasformazioni che avvengono anche in seno alle agenzie di socializzazione tradizionalmente più potenti (come nel caso della chiesa luterana svedese) e che vanno nella direzione di eliminare tutti gli ostacoli incontrati dalle minoranze e le abitudini alla piena valorizzazione di componenti anche maggioritarie della società (e che più validamente partecipano al suo arricchimento come nel caso della della Germania), sono cambiamenti che definiscono l&#8217;Europa nel suo insieme come società aperta all&#8217;integrazione, forte delle proprie linee di sviluppo storiche e proiettata in una competizione prima di tutto civile così con quelli che sono i suoi primi partner anche più avanzati nella secolarizzazione, come gli Stati Uniti, come con territori che sono in tutta evidenza rimasti gravemente indietro in varie parti del mondo.</p>
<p><strong>Aldo Ciummo</strong></p>
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			<media:title type="html">Simone Di Stefano</media:title>
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			<media:title type="html">Una chiesa a Berlino</media:title>
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		<title>Spunta un candidato irlandese per la Presidenza Europea</title>
		<link>http://skapegoat.wordpress.com/2009/10/31/spunta-un-candidato-irlandese-per-la-presidenza-europea/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 23:38:48 +0000</pubDate>
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Ieri si è proposto l&#8217;ex primo ministro John Bruton, appartenente al Fine Gael, principale partito d&#8217;opposizione in Irlanda e forza vincente nelle elezioni europee che si sono tenute a giugno, in accordo con la tradizione locale il Governo di Dublino non ha potuto fare altro che accordargli il proprio sostegno
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E&#8217; uno scherzetto di Halloween che il Governo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=skapegoat.wordpress.com&blog=3525854&post=1347&subd=skapegoat&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div><span style="color:#800000;"><strong> </strong></span></div>
<div><span style="color:#800000;"><strong></strong></span></div>
<p><span style="color:#800000;"><strong></p>
<div id="attachment_1348" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://skapegoat.files.wordpress.com/2009/10/bruton_09_thumbnail.jpg"><img class="size-medium wp-image-1348" title="John Bruton, ex premier targato Fine Gael e candidato alla presidenza UE" src="http://skapegoat.files.wordpress.com/2009/10/bruton_09_thumbnail.jpg?w=300&#038;h=199" alt="John Bruton, ex premier targato Fine Gael e candidato alla presidenza UE" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">John Bruton, ex premier appartenente al principale partito di opposizione nella Repubblica Irlandese, fa evidentemente suo il motto americano che da noi potremmo tradurre con un eccesso di ottimismo &quot;chiunque può diventare presidente degli Stati Uniti d&#39;Europa&quot;</p></div>
<p>Ieri si è proposto l&#8217;ex primo ministro John Bruton, appartenente al Fine Gael, principale partito d&#8217;opposizione in Irlanda e forza vincente nelle elezioni europee che si sono tenute a giugno, in accordo con la tradizione locale il Governo di Dublino non ha potuto fare altro che accordargli il proprio sostegno</p>
<p>&nbsp;</p>
<p></strong></span></p>
<p><span style="color:#000000;">E&#8217; uno scherzetto di Halloween che il Governo di Brian Cowen, Fianna Fail, non si aspettava, e che non gli ci voleva adesso. John Bruton, ambasciatore europeo a Washington, è andato a dire a tutti gli ambasciatori dei 27 negli Usa che lui vuole diventare il primo Presidente stabile della Unione Europea, risultato: il governo, che aveva dato l&#8217;ok all&#8217;inglese Blair, ha dovuto dire quello che si dice da quelle parti in questi casi, che una volta che un irlandese si è fatto avanti, l&#8217;Irlanda lo sostiene (&#8220;once an Irishman is going forward, we&#8217;re supporting the Irishman&#8221; così il ministro degli esteri Michael Martin ieri).</span></p>
<p><span style="color:#000000;">Toni di circostanza a parte, la candidatura mette in luce il partito liberale (Fine Gael) che ha stravinto le elezioni europee e che minaccia concretamente le scarse speranze del Fianna Fail di restare al potere: partito degli umili, della nazione e della spesa, il Fianna Fail nel tempo è rimasto solo il partito della spesa, ciò che è stato visto come un merito negli anni &#8216;90 e in gran parte degli ultimi anni quando c&#8217;erano soldi da spendere, ma che non è più accettato a cuor leggero adesso che la crisi ha investito in pieno gli Stati Uniti e con loro anche l&#8217;Irlanda, legatissima all&#8217;economia stelle e strisce.</span></p>
<p><span style="color:#000000;">L&#8217;imbarazzo è accentuato dall&#8217;atteggiamento tenuto dal leader del Fine Gael, Enda Kenny, che prima ha premuto sul Governo perchè quest&#8217;ultimo preparasse un terreno favorevole a promuovere Bruton al rango di Commissario nella legislatura europea, poi ha fatto saltare fuori in questo modo la candidatura &#8211; un fatto compiuto &#8211; a Presidente della UE (la notizia è arrivata in Irlanda direttamente con una lettera dell&#8217;ambasciatore irlandese negli Usa, Michael Collins, che ha avvisato il Governo lasciandolo cadere letteralmente dalle nuvole).</span></p>
<p><span style="color:#000000;">Dotato di una sua logica, sia pure molto debole, nel contesto favorevole a candidati di medio profilo che si è venuto a creare, il passo di Bruton si configura però soprattutto come una tattica di politica interna, laddove sembra che Mary Robinson, candidato molto credibile, si sia esclusa dalla corsa e nello stesso tempo l&#8217;area geografica in questione, nella sua interezza, conta su Tony Blair che è un personaggio forte, alla cui figura politica sarebbe realistico contrapporre soltanto valide alternative, che al momento non sono molte, a parte Lipponen e Balkenende. In questo quadro non sarà un dettaglio insignificante la posizione dell&#8217;Irlanda, sperando che la Repubblica riesca ad acquisirne davvero una, al di là dell&#8217;appoggio formale a Bruton, perchè il Governo di Brian Cowen ha ricevuto, nella persona del Taoiseach (primo ministro) stesso, una serie di applausi dai leaders europei sempre ieri, per il ruolo dimostrato da Dublino nel successo di forma e di sostanza nel referendum pro-costituzione europea del 2 ottobre.</span></p>
<p><span style="color:#000000;"><strong>Aldo Ciummo</strong></span></p>
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			<media:title type="html">Simone Di Stefano</media:title>
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		<title>Lo storico Gunnar Wetterberg: &#8220;il nord Europa farebbe meglio insieme&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 17:40:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sidistef</dc:creator>
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La proposta dello studioso mira a rendere i cinque paesi nordici di Svezia, Finlandia, Danimarca, Norvegia e Islanda più consapevoli del loro peso e del ruolo che potrebbero giocare nelle arene internazionali, ma non è molto realistico allo stato attuale
&#160;
di    Aldo Ciummo
 
&#160;

Lo storico svedese Gunnar Wetterberg ha scritto, sul giornale Dagens Nyteher, che il Nord [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=skapegoat.wordpress.com&blog=3525854&post=1340&subd=skapegoat&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div><span style="color:#008000;"><strong> </strong></span></div>
<p><span style="color:#008000;"><strong></p>
<div id="attachment_1341" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://skapegoat.files.wordpress.com/2009/10/2045648290_e7780658b8_o_1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1341" title="Un'aurora boreale, simbolo del nord estremo per gli europei" src="http://skapegoat.files.wordpress.com/2009/10/2045648290_e7780658b8_o_1.jpg?w=300&#038;h=200" alt="Un'aurora boreale, simbolo del nord estremo per gli europei" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Un&#39;aurora boreale, simbolo del nord estremo per gli europei. Qualcuno immagina una vera e propria fusione dei paesi del nord del continente, già fortemente legati in una serie di istituzioni ed iniziative. Ma questi paesi sono entrati o stanno per entrare a far parte già di un sogno che forse in modo unico ha vinto nel tempo sulla realtà: l&#39;Europa Unita</p></div>
<p>La proposta dello studioso mira a rendere i cinque paesi nordici di Svezia, Finlandia, Danimarca, Norvegia e Islanda più consapevoli del loro peso e del ruolo che potrebbero giocare nelle arene internazionali, ma non è molto realistico allo stato attuale</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#000000;">di    Aldo Ciummo</span></p>
<p><span style="color:#000000;"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p></strong></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">Lo storico svedese Gunnar Wetterberg ha scritto, </span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">sul giornale Dagens Nyteher, che il Nord Europa </span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">dovrebbe considerare l&#8217;opportunità di </span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">unirsi in un &#8220;blocco di ghiaccio&#8221; capace </span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">di giocare un ruolo più incisivo nei </span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">commerci, negli scambi culturali e nella </span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">cooperazione. La regina di Danimarca,  </span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">Margrethe II sarebbe la rappresentante </span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">secondo l&#8217;ipotesi tracciata dallo </span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">studioso. Non mancano paralleli </span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">storici, come l&#8217;unione di Kalmar </span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">che ha visto fusi Svezia, Danimarca </span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">e Norvegia tra 1397 e 1523, </span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">governati all&#8217;epoca, con una curiosa assonanza, </span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">da una regina danese che si </span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">chiamava Margareta.</span></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">Vero è che difficilmente si potrebbe ignorare sulla scena mondiale un&#8217; area nordica stretta da rapporti ancora più intensi di quelli che i cinque paesi in questione (Svezia, Finlandia, Danimarca, Norvegia ed Islanda) già intrattengono tra loro all&#8217;interno del Consiglio Nordico, ma è pure vero che una collaborazione molto stretta esiste nella realtà e che tutte le questioni attinenti i limiti degli stati nazionali oggi stanno sfumando in un&#8217;immagine del tutto inedita nell&#8217;ambito dell&#8217;Unione Europea (di cui fanno parte la Svezia, che attualmente ne è presidente di turno molto attivo sui temi dei diritti, dell&#8217;istruzione e dello sviluppo sostenibile, la Finlandia e la Danimarca) e dello Spazio Economico Europeo (di cui fanno parte la Norvegia e l&#8217;Islanda, che ha chiesto di entrare anche nella UE e che molto probabilmente vedrà la sua richiesta accettata in tempi rapidi)</span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">.</span></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">Ma gli studiosi, si sa, trovano sempre qualche </span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">elemento che avvicina i loro sogni alla realtà </span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">e Wetterberg afferma che armonizzando l&#8217;econ</span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">omia e le leggi che la riguardano nel continente, nuove istituzioni come l&#8217;</span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">Unione Europea e lo Spazio Economico Europeo hanno finito per rendere </span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">più facile, per i paesi del nord Europa, super</span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">are le differenze che pure esis</span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">tono ed avvantaggiarsi delle </span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">affinità che restano nella vita di tutti i giorni. Con venticinque milioni di abitanti, tantissime risorse e competenze in gran parte condivise, argomenta il professore, il Nord potrebbe portare avanti i propri progetti con un certo successo. E si potrebbe tranquillamente aggiungere alle riflessioni di Wetterberg un punto in più a favore del suo desiderio, notando che anche l&#8217;Unione Europea e l&#8217;occidente in generale si avvantaggerebbero di iniziative più forti da parte di nazioni che anche singolarmente hanno dato in questi decenni un enorme apporto alla promozione dei diritti, seconde probabilmente soltanto all&#8217;UK.</span></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">Opinioni a parte, però, lo stesso Wetterberg si  </span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">rende conto che ciò che è legittimamente </span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">auspicabile sulla carta non ha molta </span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">probabilità (e forse allo stato attuale </span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">neppure molta utilità) di concretizzarsi. </span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">Difatti, ci sono diverse lingue ed in ogni </span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">caso differenti storie e culture indipende</span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">nti nel Nord Europa, inoltre l&#8217;area scandinava non è, ferma restando la sua particolarità intessuta di alta qualità della democrazia e coesione sociale, un territorio unico staccato dal resto d&#8217;Europa, ma piuttosto un insieme di culture estremamente legato (da una serie di somiglianze storiche e sociologiche) con una vasta fascia del nostro continente comprendente Regno Unito e Olanda, è lecito immaginare che i paesi dell&#8217;estremo nord proseguiranno quindi l&#8217;evoluzione delle loro caratteristiche autonomamente, integrandosi sempre di più nella vicenda europea ed occidentale.</span></span></p>
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		<title>Energia elettrica più cara in UK con l&#8217;esaurimento delle riserve nel Mare del Nord</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 13:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sidistef</dc:creator>
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		<description><![CDATA[

Deputati di diversi partiti hanno portato al centro del dibattito i costi dell&#8217;energia per i cittadini, ma le opzioni politiche sono limitate laddove entrano in gioco fattori strutturali
&#160;

Si parla di energia alla camera dei Comuni, la camera bassa del Parlamento britannico, politici laburisti come John Grogan danno battaglia alla propria stessa maggioranza, ma in senso [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=skapegoat.wordpress.com&blog=3525854&post=1335&subd=skapegoat&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div><span style="color:#008000;"><strong></strong></span></div>
<p><span style="color:#008000;"><strong></p>
<div id="attachment_1336" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://skapegoat.files.wordpress.com/2009/10/afp103257610705121302_big.jpg"><img class="size-medium wp-image-1336" title="Dispositivi per lo sfruttamento dell'energia eolica" src="http://skapegoat.files.wordpress.com/2009/10/afp103257610705121302_big.jpg?w=300&#038;h=199" alt="Dispositivi per lo sfruttamento dell'energia eolica" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Dispositivi per l&#39;immagazzinamento dell&#39;energia eolica, l&#39;Irlanda ne sta valutando la fattibilità al largo delle coste occidentali. Paesi come Norvegia e Regno Unito, che stanno esaurendo risorse naturali come il petrolio del Mare del Nord su cui hanno fatto affidamento per lunghissimo tempo stanno pensando a creare fondi di investimento per ammortizzare la transizione</p></div>
<p>Deputati di diversi partiti hanno portato al centro del dibattito i costi dell&#8217;energia per i cittadini, ma le opzioni politiche sono limitate laddove entrano in gioco fattori strutturali</p>
<p>&nbsp;</p>
<p></strong></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">Si parla di energia alla camera dei Comuni, la camera bassa del Parlamento britannico, politici laburisti come John Grogan danno battaglia alla propria stessa maggioranza, ma in senso lato soprattutto ai &#8220;privilegiati&#8221; con una critica &#8220;alla Tremonti&#8221; alle maggiori aziende del settore nel Regno Unito:  </span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">British Gas,  E.O.N,  EDF Energy,  Npower,   Scottish &amp; Southern   e   Scottish Power sarebbero da investigare a causa della scarsa percentuale di riduzione dei prezzi delle materie prime lasciata arrivare ai cittadini, per i quali anzi complessivamente le spese aumentano.  Socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti come tendenza, come da noi direbbero magari l&#8217;ex-An, associazioni dei pensionati, gruppi cattolici e tutti quelli che episodicamente fanno ancora riferimento alla centralità del lavoro e alla realtà sociale, come ambienti del politico.</span></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">Nel Regno Unito, dove il consumo e i suoi diritti sono oggetto di numerosi dibattiti, la mozione in Parlamento è stata sostenuta da una cinquantina di deputati conservatori e liberaldemocratici e quindi pur essendo promossa da un laburista si configura come un&#8217;iniziativa &#8220;antisistema&#8221; nell&#8217;UK che a detta di tutti si prepara al dopo Brown. Il ricambio al Governo però è ancora visto dalla maggioranza degli inglesi con un pò di diffidenza, i Conservatori, l&#8217;ultima volta (parecchio tempo fa davvero) che governarono &#8220;fecero i Conservatori&#8221; e i sudditi di Sua Maestà che alla coesione sociale ed ai diritti concreti ci tengono molto di più che ai simboletti, se lo ricordano bene.</span></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">Che i fornitori non si facciano concorrenza non sarebbe la prima volta che accade, ma non è solo per questo che i prezzi del gas per uso casalingo in Inghilterra quest&#8217;anno sono il doppio rispetto a dieci anni fa e che l&#8217;energia elettrica costa circa il 50 per cento in più, e tra sette anni secondo le previsioni più accreditate potrebbe costare il quadruplo. Sono tempi un pò duri per Londra da un punto di vista energetico, perchè alle dinamiche impresse ai prezzi dalla crescente domanda cinese, indiana, brasiliana, si aggiunge l&#8217;inesorabile impoverimento delle riserve del Mare del Nord, giacimenti che non sono infiniti. Altri paesi come la Norvegia hanno lo stesso problema: anche il Regno Unito a quanto sembra sta pensando di affrontarlo con un programma di investimenti a tutela delle generazioni future. Ma, come si sa, farsi una pensione costa.</span></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;"><strong>Aldo Ciummo</strong></span></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;"> </span></span></p>
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			<media:title type="html">Simone Di Stefano</media:title>
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			<media:title type="html">Dispositivi per lo sfruttamento dell'energia eolica</media:title>
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		<title>Finlandia apripista dei diritti alla conoscenza</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 10:51:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sidistef</dc:creator>
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La decisione del Ministero dei trasporti e delle comunicazioni di Helsinki prosegue nella direzione  che ha permesso ad un paese relativamente periferico di porsi al centro del progresso tecnologico
&#160;

Qualche giorno fa, nel corso della trasmissione &#8220;Report&#8221;, Milena Gabbanelli lanciava un interrogativo: perchè in paesi dove tutti hanno il telefonino e la popolazione anche scolastica è enorme [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=skapegoat.wordpress.com&blog=3525854&post=1329&subd=skapegoat&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div><span style="color:#800000;"><strong> </strong></span></div>
<div><span style="color:#800000;"><strong></strong></span></div>
<p><span style="color:#800000;"><strong></p>
<div id="attachment_1330" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://skapegoat.files.wordpress.com/2009/10/yes-helsinki-again-from.jpg"><img class="size-medium wp-image-1330" title="Finlandia" src="http://skapegoat.files.wordpress.com/2009/10/yes-helsinki-again-from.jpg?w=300&#038;h=224" alt="Finlandia" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Una immagine della Finlandia. I paesi possono cambiare la propria posizione &quot;relativa&quot; cioè la possibilità di godere o meno della vicinanza alle reti di commerci e di produzione internazionali, sfruttando un fattore strategico: la conoscenza</p></div>
<p>La decisione del Ministero dei trasporti e delle comunicazioni di Helsinki prosegue nella direzione  che ha permesso ad un paese relativamente periferico di porsi al centro del progresso tecnologico</p>
<p>&nbsp;</p>
<p></strong></span></p>
<p><span style="color:#800000;"><span style="color:#000000;">Qualche giorno fa, nel corso della trasmissione &#8220;Report&#8221;, Milena Gabbanelli lanciava un interrogativo: perchè in paesi dove tutti hanno il telefonino e la popolazione anche scolastica è enorme siamo più che altro meri consumatori di queste tecnologie ed all&#8217;avanguardia ci sono paesi anche geograficamente periferici come la Finlandia? Un provvedimento legislativo adottato a metà del mese corrente dal governo di Helsinki offre delle indicazioni al riguardo.</span></span></p>
<p><span style="color:#800000;"><span style="color:#000000;">I fornitori della connessione, in Filandia, dovranno assicurare </span></span><span style="color:#800000;"><span style="color:#000000;">una portata di almeno un megabyt al sec</span></span><span style="color:#800000;"><span style="color:#000000;">ondo a partire dal prossimo luglio. </span></span><span style="color:#800000;"><span style="color:#000000;">Il Governo sta lavorando affinchè la velo</span></span><span style="color:#800000;"><span style="color:#000000;">cità fornita agli utenti sia ancora maggiore. </span></span><span style="color:#800000;"><span style="color:#000000;">La Finlandia è stata quindi il primo paese </span></span><span style="color:#800000;"><span style="color:#000000;">nel mondo a dichiarare l&#8217;accesso a banda </span></span><span style="color:#800000;"><span style="color:#000000;">larga un diritto legalmente riconosciuto.</span></span></p>
<p><span style="color:#800000;"><span style="color:#000000;">Molti dei cinque milioni e duecentomila </span></span><span style="color:#800000;"><span style="color:#000000;">abitanti della nazione nordica si trovano </span></span><span style="color:#800000;"><span style="color:#000000;">in aree rurali. Laura Vilkkonen, consulente </span></span><span style="color:#800000;"><span style="color:#000000;">legislativo per il ministero dei trasporti </span></span><span style="color:#800000;"><span style="color:#000000;">e delle comunicazioni, ha definito il provvedimento </span></span><span style="color:#800000;"><span style="color:#000000;">un passo intermedio </span></span><span style="color:#800000;"><span style="color:#000000;">teso ad arrivare ad una velocità cento </span></span><span style="color:#800000;"><span style="color:#000000;">volte maggiore nel 2015. Ha aggiunto che servizi avanzati in grado di dare accesso alla conoscenza, alle notizie e al contatto interpersonale sono cose di cui tutti ormai sentiamo il bisogno ed esercitiamo il diritto.</span></span></p>
<p><span style="color:#800000;"><span style="color:#000000;">Si tratta di garantire un lusso, comunque una comodità secondaria? non tanto, nemmeno soltanto di favorire diritti individuali. Tornando all&#8217;interrogativo da cui si era partiti, se le aziende che producono servizi ad alto tasso di conoscenza e che valorizzano la creatività fioriscono in paesi come la Finlandia e competono poi in modo visibile nelle arene del commercio e della ricerca internazionali, non è perchè la gente si ritrova un computer o dei libri nella culla.</span></span></p>
<p><span style="color:#800000;"><span style="color:#000000;">Il sistema scolastico, la società e lo stato che sostiene determinati indirizzi strategici hanno favorito la conoscenza e la creatività a partire dai mezzi di comunicazione e di espressione che le persone sentivano come più vicini alla propria vita quotidiana, ieri magari i libri e i giornali, oggi i libri ed i giornali, ma anche la rete. L&#8217;idea di fondo è che se tante persone usano il web e lo considerano un mezzo positivo per restare in contatto o per accedere a nozioni e fatti, domani forse sapranno usarlo per progettare qualcosa di nuovo, con cui la comunità andrà avanti.</span></span></p>
<p><span style="color:#800000;"><span style="color:#000000;"><strong>Aldo Ciummo</strong></span></span></p>
<p><span style="color:#800000;"><span style="color:#000000;"> </span></span></p>
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