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Welfare scosso dalla crisi, ma il modello svedese regge

Si sono protratte per giorni le proteste nelle periferie della capitale,  alla base delle tensioni  nelle aree urbane ci sono problemi sociali inediti

A Stoccolma si sono registrati per giorni interi incidenti, in seguito alle proteste di strada scaturite dalla morte di un uomo che aveva aggredito agenti di polizia con un’arma da taglio. Le associazioni vicine agli immigrati hanno dichiarato che, oltre l’aspetto criminale degli scontri, occorre considerare il tema considerando nella prospettiva delle contraddizioni sociali che hanno causato tensioni simili anche altrove in Europa.

Il “Dagens Nyheter”, uno dei giornali più importanti in Svezia, ha riportato la dichiarazione di un portavoce della polizia, riferendo di una inchiesta avviata in merito all’accaduto. Le forze dell’ordine locali sono abituate al dialogo e gli incidenti hanno avuto conseguenze  soprattutto a discapito di molti cittadini delle periferie, che hanno visto automobili e beni danneggiati da parte dei manifestanti, in alcune occasioni agenti sono stati aggrediti.

Parte degli osservatori ritiene che (anche in un paese all’avanguardia nella tutela delle minoranze e delle pari opportunità) occorrano ancora nuovi passi per assicurare l’integrazione della consistente parte della popolazione proveniente da altri paesi e continenti. Gli immigrati in Svezia possono contare su una serie di tutele e sugli stessi diritti di tutti i cittadini,  ma la crisi economica europea sta colpendo anche stati che sulla base di una duratura solidità finanziaria hanno costruito nel tempo modelli di welfare.

Le cause delle proteste, trasmesse nei giorni scorsi dalle tv internazionali, sono prevalentemente sociali, in un paese che come il resto del mondo occidentale non è esente dalle crisi economiche, difatti, non si vedono grandi tensioni legate alla nazionalità, in uno stato che oggettivamente ha leggi ferree contro le discriminazioni e che secondo la maggior parte delle analisi internazionali ha sempre creato le migliori condizioni per l’integrazione dei nuovi cittadini, fatti sottolineati dal giornale “Svenska Dagbladet”.

Alcune organizzazioni giovanili hanno criticato le istituzioni, accusandole di avere a volte confuso l’intera comunità degli immigrati con gli autori degli atti che hanno disturbato la vita di Stoccolma per giorni. Le proteste hanno avuto inizio dalla morte di un uomo armato che la polizia ha colpito dopo che questi aveva brandito una grossa arma da taglio.Si può rilevare che nel Regno Unito un incidente simile, conclusosi con la morte di un pubblico ufficiale aggredito con un aggressione terroristica, non ha ovviamente lasciato le autorità esenti da critiche, che in quel caso si sono appuntate sull’epilogo dell’attacco e sulla scarsa protezione dei militari. Anche nella vicenda che ha dato inizio ai problemi qui menzionati, difficilmente un’aggressione con un arma avrebbe potuto avere un esito neutro. Un altro aspetto, riportato da commentatori di diversi paesi, è l’infiltrazione di organizzazioni malavitose, che utilizzando talvolta l’immigrazione come vettore, mette a dura prova il modello di integrazione, complessivamente efficiente.

Naturalmente, le azioni violente di una parte del tutto minoritaria dei nuovi cittadini non devono condurre in nessun modo ad una etichettatura negativa dell’immigrazione e gli sforzi di integrazione debbono continuare, a maggior ragione per evitare che si creino fenomeni di emarginazione che in tempi di crisi possono emergere anche nei paesi più avanzati. Il Primo Ministro svedese Fredrik Reinfeldt ha espresso l’intenzione di proseguire nella valutazione delle dinamiche sociali e nel dialogo con tutte le parti della società.

Aldo Ciummo

UE, si discute della protezione dei dati dei cittadini

Il 14 maggio si è svolto a Bruxelles un incontro informativo in cui esperti e tecnici hanno dibattuto del difficile equilibrio tra impresa e tutele dei cittadini

La protezione dei dati dei cittadini è un difficile compito per la UE, data che le nuove tecnologie e l’utilizzo di internet non sono limitate, nella maggior parte dei casi, da frontiere e legislazioni nazionali e tenere le pratiche di aziende e consumatori all’interno del quadro legale di ogni paese coinvolto dall’utilizzo commerciale e privato della rete è uno sforzo complesso.

Dopo l’apertura del dibattito da parte dei funzionari dell’Europarlamento presso l’edificio intitolato a Paul Henri Spaak, il 14 maggio 2013 esperti e tecnici del settore si sono confrontati in un dibattito sul tema menzionato.

Si è parlato delle proposte della Commissione Europea e della situazione attuale riguardo al lavoro della Commissione sulle libertà civili, giustizia ed affari interni dell’Europarlamento. Sono intervenuti Jean Gonié, direttore delle politiche di privacy per Microsoft in Europa, Medio Oriente e Africa; Jeremie Zimmermann, portavoce di “La Quadrature du Net”, sulla questione della privacy nell’epoca delle nuove tecnologie, mentre Kimon Zorbas (Vicepresidente dello IAB, Interactive Advertising Bureau Europe) e Joe McNamee, di European Digital Rights (EDRI) hanno discusso dei limiti e delle conseguenze del profiling dei consumatori da parte delle imprese che operano nel settore di internet, pratica consistente nella raccolta di parte dei dati personali degli utenti al fine di elaborare previsioni di mercato sui comportamenti di acquisto.

Naturalmente i punti di vista delle organizzazioni costituitesi a tutela dei diritti degli individui e dei cittadini sono molto diversi da quelli delle imprese che operano nel settore e che traggono la redditività delle proprie iniziative in gran parte proprio dall’utilizzo dei dati personali cui gli utenti consentono l’accesso entrando ad esempio nei social network. Il problema allora diventa il grado di consapevolezza che le imprese operanti nel settore consentono agli utenti, ad esempio spiegando le condizioni di utilizzo in modo più semplice a tutti e chiedendo esplicitamente il consenso all’utilizzo dei dati in maniera dettagliata, questa chiarezza attualmente non sempre viene applicata dalle aziende.

Sul tema della persistenza dei dati messi on line nel tempo e sulle loro possibili conseguenze sono intervenuti Sébastian de Brouwer (direttore esecutivo delle politiche di vendita, legali, economiche e sociali per la European Banking Federation) e per l’organizzazione europea dei consumatori (BEUC) il consigliere legale Nuria Rodríguez. Attualmente la legislazione europea in materia consiste in un regolamento generale della protezione dei dati e in una direttiva sulla protezione dei dati personali, aggiornamenti a parte si tratta di un insieme di norme risalenti al 1995, quando i problemi del settore erano molto diversi, quindi è concreto il rischio che le possibilità tecnologiche in mano a quanti le sviluppano, imprese ed utenti, scavalchino le norme esistenti, anche perché le leggi nazionali sono diverse ma la fruizione della rete nella maggior parte dei casi non conosce confini.

Aldo Ciummo

Iniziative svedesi per l’ecologia al Festival del Verde e del Paesaggio

L’associazione parchi pubblici e giardini “Swedish Garden” promuove la cultura della sostenibilità ambientale a Roma

L’ente del turismo svedese “VisitSweden” e l’associazione dei parchi pubblici e giardini “Swedish Gardens” saranno presenti all’evento “Festival del Verde e del Paesaggio” in programma a Roma il 17, 18 e 19 maggio.

All’interno della manifestazione i promotori cureranno lo spazio “Swedish Garden Lifestyle”, con piante tipiche e con l’intervento di Sonia Santella, autrice del libro “Giardini di Svezia”.

Tra le iniziative previste nell’ambito del festival del verde e del paesaggio ci sono dimostrazioni sulla elaborazione di spazi verdi outdoor in ombra ed in luce, di decorazione di interni, con ospiti tra gli altri Patrick Sewerin per quanto riguarda la cucina svedese. Il Festival del Verde e del Paesaggio si svolgerà presso Via degli Orti D’ Alibert a Roma.

Aldo Ciummo

Finlandia al salone del libro a Torino

L’associazione Minuksi, che si occupa di promozione culturale a livello europeo, è presente nelle iniziative che vanno dal 16 al 20 maggio

Presso il Caffè letterario del Salone del Libro di Torino, lunedì 20 maggio alle 12,00, si svolgerà l’incontro intitolato “investire in arte e cultura: propulsore dell’economia in Finlandia”.

Interverranno nella discussione Katia Lemberg, presidente dell’associazione “Benessere dalla Cultura” di Kotka (Finlandia); Eija Tarkiainen, presidente dell’associazione Minuksi APS; Rossana Becarelli: Direttrice Scientifica Giornale Internazionale dell’Arte e Medicina.

Come ogni anno la maggior parte delle iniziative legate al salone del libro di Torino si svolge al Lingotto Fiere di via Nizza 280. L’associazione Minuksi mira a promuovere attraverso arte e cultura l’espressione delle capacità individuali, con l’organizzazione di iniziative di letteratura, spettacolo, impresa.

Aldo Ciummo

Nel vivo delle trattative sulla Politica Agricola Europea

Europarlamento, Consiglio e Commissione si confrontano sulla PAC ridefinita dall’aula di Strasburgo

 

Il 17 aprile è entrato nel vivo il dibattito sulla Politica Agricola Europea (PAC) tra Europarlamento, Consiglio dei Ministri della Unione Europea e Commissione, questa è la fase cosidetta dei triloghi, nella quale le maggiori istituzioni europee dovranno raggiungere un accordo entro la conclusione del semestre di presidenza irlandese (conclusione prevista per il mese di giugno).

Il dibattito in aula degli eurodeputati sulla politica agricola si è svolto in occasione della seduta plenaria il 12 marzo, concentrandosi sulla garanzia di una produzione stabile in Europa. Il 13 marzo si è votato e poi al termine di marzo è iniziata la negoziazione con gli stati componenti della UE. Ben trecentotrentaquattro emendamenti sono stati proposti dai diversi gruppi politici. La previsione per gli stati baltici è tra il cinquantacinque ed il settantacinque per cento della media comunitaria (riguardo ai rimborsi previsti relativi ai terreni).

Il Greening, l’insieme delle tutele ambientali incentivate attraverso il sostegno agli agricoltori che ne assicurano la difesa nel proprio territorio, rientra tra i compromessi raggiunti. L’intervento dei Liberali e Democratici (ALDE) è stato contrario alla sovrapproduzione di generi alimentari dovuta a sovvenzioni, secondo l’ALDE il Comitato Agricoltura si è indirizzato in tal senso all’inizio dell’anno.

George Lyon (UK, Lib Dem) coordinatore del Comitato Agricoltura, ha dichiarato: “la proposta di riforma della PAC più radicale è sostenere gli agricoltori perché realizzino beni comuni, come la protezione dell’ambiente”. Il gruppo europarlamentare dei Liberali e Democratici sostiene che i singoli stati dovrebbero avere più autonomia, nel decidere in merito ai metodi migliori per implementare le misure di “Greening”, ma anche che la Commissione dovrebbe avere l’ultima parola nel valutarne l’efficacia. Ciò garantirebbe, secondo l’ALDE, una maggiore parità di trattamento per gli agricoltori.

Per i Liberali e Democratici è intervenuta anche Britta Reimers (Germania, FDP) che ha aggiunto: “le proposte di organizzazione del mercato in comitato sono inaccettabili, perché indeboliscono l’efficienza e l’innovazione nel settore agricolo.” I liberali rifiutano misure restrittive sulle regole della competizione europea, considerandole come obblighi che influenzano perfino stati che non sono componenti della UE.

Giovanni La Via (Italia, PPE) ha dichiarato che la recente approvazione di una Politica Agricola Comune più semplificata ha reso gli agricoltori parte attiva di un meccanismo più efficace, favorendo il rispetto delle regole. E’ stata infatti la prima volta che l’Europarlamento ha preso parte, nel ruolo di codecisore, alla PAC. L’eurodeputato La Via, relatore del dossier che regola il finanziamento, la gestione ed il monitoraggio della Politica Agricola Comune, ha sottolineato le semplificazioni nella domanda per accedere ai sostegni e nel sistema che avviserà tempestivamente l’agricoltore della conformità alla legge delle sue azioni, evitando quindi la confusione tra inadempienze e frodi. “La riforma della PAC mira a favorire gli stati componenti della UE che adotteranno le migliori pratiche ed a garantire che i fondi stanziati rimangano nello stato, venendo avviati a regioni più efficienti, in casi di inutilizzo da parte di alcune delle regioni” ha detto La Via.

Paolo de Castro ha definito l’approvazione della riforma della PAC una pagina importante per l’agricoltura europea, dopo che l’apposita Commissione ha registrato l’approvazione dei quattro dossier legislativi da parte dell’Aula e l’adozione delle correzioni apportate proprio dalla Commissione Agricoltura su trasparenza e doppi finanziamenti. “La Pac interessa ovviamente gli agricoltori, ma l’alimentazione interessa tutti e la domanda alimentare cresce più della offerta, il sostegno all’agricoltura garantisce quindi il fabbisogno nell’Europa, che è la più grande area di importazione di prodotti alimentari” ha dichiarato De Castro riguardo al nuovo testo elaborato dall’ Europarlamento.

La Commissione Agricoltura, nell’ultimo anno, si è concentrata sulla definizione di una politica di sostegno e sviluppo del settore agricolo. Il voto della COM AGRI ha sottolineato il rafforzamento del capitolo ambientale. Il sistema di progressività (capping) previsto dall’europarlamento è diverso da ciò che aveva proposto il Consiglio, non c’è stata la riduzione del tetto dei contributi diretti da 300.000 a 200.000 euro.

I temi della politica agricola sono stati rilevanti in paesi come l’Estonia, a causa della diversità dei criteri rispetto all’ammontare previsto per altri stati, nel nuovo accordo infine è stato previsto che nessuno stato possa avere meno del sessanta per cento rispetto alla media degli stati componenti la UE. La riforma entrerà effettivamente in vigore nel 2015, fino a quando resteranno invece valide le norme attuali.

Aldo Ciummo

Sweden, main character at the Festival of Literature in Bologna

Many authors represented by publishers and the Swedish Institute, the Swedish Arts Council and the Swedish Institute for Children’s Book will be present at the event on the agenda at the end of March

The Festival of Literature in Bologna approaches in the debate on children’s literature, in the middle of an interesting season for the Swedish culture,  with Daniel Gustafsson Pech (The Swedish Institute), Susanne Bergstrom Larsson (The Swedish Arts Council) Asa Warnquist (Swedish Institute for Children’s Book) and the major publishing houses interested in the field represented by Annakaisa Danielsson (Alfabeta publishers/Agency), Lena Stjernström (Grand Agency), Kerstin Öberg (Rabén & Sjogren/Agency), Katharina Lantz (Natur & Kultur/Agency), Jeanna Eklund (Bonnier Carlsen / Agency), Marie Tomicic (Olika Publishers) which have already taken part in Rome to some appointments. After the presentation, which was held in Rome at the end of 2012, there will be in Bologna on the 25th March a huge presence of the Swedish publishing houses, with a large number of Swedish authors and initiatives organised by the Nordic country.

Sweden is in fact the guest of honor. On the occasion of the initiatives that were previously held in Rome, Eva Ottosson, project manager, presented the strengths of the Swedish literature in this area, while Susanne Bergström larrsson, the Swedish Arts Council and Pech Daniel Gustafsson (Swedish Institute) presented supports to the publication of Swedish literature in Italy. In the implementation of this project for the event 2013 in Bologna cooperate among the other the Swedish Institute, the Swedish Film Institute, Hamelin, Sala Borsa, START, Teater Testoni with projections and workshops.

Among the authors, Stefan Casta, Petrus Dahlin and Lars Johansson, Olof and Lena Landstrom, Pija Lindenbaum, Sara Lundberg and Ulf Stark, Frida Nilsson, Henrik Tamm, Anna-Clara Tidholm. They will also discuss the award “Astrid Lindgren Memorial Award” (Alma) in its tenth anniversary. The director of the award, Helen Sigeland, will present the international prize of literature for young people. For the year 2013 there will be two hundred and seven candidates coming from sixty-seven countries and the winner will be announced on the 26th March in Vimmerby, the birthplace of Astrid Lindgren. Asa Warnquist reported that “the number and the titles of the books are: Rabén & Sjogren, Egmont, Bonnier Carlsen, B/Wahlstroms.

In recent years, a significant phenomenon in the field has been and is the one of young female authors who write stories about fantasy worlds; then there is a literature for young people that explores the urban environment as an unknown universe. Other editorial experiments encourage readers accustomed to new technologies and investigate on alternative lifestyles. A clear trend is that of strong female characters, transformed into characters from the world of magic. Jeanna Eklund of the Bonnier Group recalled titles like “The Lasse Maja & Detective Agency,” written by Martin Widmark and illustrated by Helena Wills. The Swedish Arts Council (Kulturradet) is the government authority that supports, among other initiatives, the Swedish culture in the world, translating into any language works written in Sweden. The Swedish Institute cooperates with other institutions that represent Sweden abroad and universities.

Aldo Ciummo

Anne Jensen (Denmark): EU has to promote economic recovery

The European Parliament, with its guidelines for the budget in 2014, intends to ask to all the European institutions a budget capable of fighting the crisis and stimulate the employment in the EU

During the plenary session of last week (voting session of Wednesday, March 13, 2013) the European Parliament approved in the guidelines for the 2014 budget the proposals of Anne Jensen (“Venstre”, Liberal Party of Denmark). Year 2014 opens the Multiannual Financial Framework, the result of which will be closely linked to the negotiations between the European Parliament and the EU Council for the period 2014-2020.

The definition of the budget for 2014 will depend very much on the correct execution of the budget for 2013: in this regard Anne Jensen expressed concern for the insufficient level of payments in the current year (as well as the delays of payment regarding 2012). The intervention of the Danish MEP is part of the orientation of the political group to which she belongs, the “Alliance of Liberals and Democrats for Europe” (“Alde”).

Anne Jensen said that, although it is unusual to speak about the budget in 2014 while it is still unknown what will happen to the budget of 2013, nor what the outcome of the difficult negotiations between the European Parliament and the Council of Ministers of the European Union on the Multiannual Financial Framework (MFF) will be, it is important to set iis guidelines, as also required by the budgetary procedure.

Policies with respect to the 2014 budget, said Jensen, fall into three categories: consolidating the legal basis of common policies to ensure financing the payment appropriations (underfunded because of the budget deficit in 2014 to be launched) in any scenario; ensure that savings are an end in themselves and ensure that growth and employment are promoted.

Anne Jensen stressed that European citizens require European institutions which are active in supporting the efforts to overcome the economic crisis, suggesting therefore that the budget will be aimed primarily at increasing the efficiency of infrastructure, transportation and research, and ensures the presence of a social orientation of European policies, reducing youth unemployment and strengthening education and training.

Aldo Ciummo

La sinistra europea: garantire diritti e democrazia di fronte alla crisi economica

Gauche Unitaire Européenne/Nordic Green Left, il raggruppamento di sinistra al Parlamento Europeo, ha promosso una risoluzione in favore di meccanismi di compensazione sociale

La crisi economica affrontata con il metodo a senso unico del rigore, solitamente tradotto in tagli al welfare, non consente percorsi di ripresa né economica né civile perché colpisce il già carente modello europeo perpetuando l’illusione, che è stata all’origine della crisi, di una autoregolamentazione del mercato che costruisce la crescita nel deserto dei diritti sociali. Il gruppo GUE/NGL al Parlamento Europeo è stato tra i promotori di una risoluzione finalizzata a ridurre l’impatto della recessione in atto sui soggetti più deboli ed a evitare che le diseguaglianze siano inasprite.

Sul mercato del lavoro, in numerosi settori, persiste il divario di retribuzione a sfavore delle donne e la congiuntura economica rischia di aggravare questo tipo di anomalie. Il 12 marzo il Parlamento Europeo a Strasburgo ha approvato con 495 voti favorevoli, 96 contrari e 69 astensioni una risoluzione sull’impatto della crisi sulla parità di genere. “Le retribuzioni inferiori aumentano il rischio per le donne di cadere in povertà, in particolare per le donne anziane anche a causa delle pensioni basse” ha dichiarato la relatrice Katrika Tamara Liotard (GUE/NGL, Olanda).

Il Parlamento Europeo ha invitato la Commissione e gli Stati componenti la Ue ad utilizzare, per evitare queste distorsioni, i programmi comunitari come il Fondo Sociale Europeo. Una delle soluzioni a lungo termine indicata nel documento approvato è l’intervento in materia di istruzione e nella comunicazione per limitare gli stereotipi di genere, dato che questi influiscono sulle dinamiche professionali. Una risoluzione apposita è stata approvata con 368 voti favorevoli, 159 contrari e 98 astensioni.

Aldo Ciummo

Anne Jensen (Danimarca): la UE promuova la ripresa economica

Il Parlamento Europeo, con le sue linee guida per il bilancio del 2014, intende chiedere a tutte le istituzioni europee un bilancio che combatta la crisi e stimoli l’occupazione nella UE

Durante la sessione plenaria della scorsa settimana (votazione di mercoledì 13 marzo 2013) il Parlamento Europeo ha approvato, nelle linee guida per il bilancio del 2014, le proposte di Anne Jensen (“Venstre”, Liberal Party of Denmark). Il 2014 apre il quadro finanziario multiannuale, il cui risultato sarà strettamente collegato ai negoziati tra Parlamento Europeo e Consiglio della UE in merito al periodo 2014-2020.

La definizione del bilancio del 2014 dipenderà molto dall’esecuzione corretta del bilancio del 2013: a questo proposito Anne Jensen ha espresso preoccupazioni sull’insufficiente livello dei pagamenti per l’anno corrente (oltre che per i ritardi nei pagamenti del 2012). L’intervento della deputata danese si inscrive nell’orientamento del gruppo di cui fa parte, lo “Alliance of Liberals and Democrats for Europe” (“Alde”).

Anne Jensen ha dichiarato che, anche se è singolare parlare del bilancio del 2014 mentre ancora non si conosce cosa accadrà riguardo al bilancio del 2013 nè quale sarà l’esito dei difficili negoziati tra il Parlamento Europeo ed il Consiglio dei Ministri della Unione Europea sul Multiannual Financial Framework (MFF), è importante fissare le linee guida, come peraltro previsto dalla procedura di bilancio.

Le politiche del 2014 riguardo al bilancio, ha riferito Jensen, ricadono in tre categorie: consolidamento della base legale di politiche comuni per assicurare il finanziamento in qualsiasi scenario; gli stanziamenti di pagamento (sottofinanziati a causa del bilancio 2014 avviato a essere in deficit); evitare che il risparmio sia fine a sè stesso e assicurare che crescita ed occupazione siano promossi.

Anne Jensen ha sottolineato che i cittadini europei richiedono istituzioni europee attive nel sostegno allo sforzo di superare la crisi economica, proponendo di conseguenza che il bilancio miri innanzitutto ad accrescere l’efficienza di infrastrutture, trasporti, ricerca e assicuri la presenza di un orientamento sociale delle politiche europee, riducendo la disoccupazione giovanile e potenziando istruzione e formazione.

Aldo Ciummo

L’Europa, grande assente della campagna elettorale

Proprio nei paesi come l’Italia dove più evidenti sono gli effetti di arretratezza dovuti alla miopia delle politiche attuate, ad affrontarsi sono vecchie gerarchie di provincia
Dove è l’Unione Europea nella campagna elettorale? è solo la parola d’ordine acritica di destre ultraliberiste travestite da coalizioni tecniche oppure bersaglio senza volto di populismi nuovi o tradizionali. Eppure quel poco di argine alla crisi economica (che sarebbe meglio chiamare incremento progettato del divario tra popolazioni sempre più povere e ristretti gruppi di privilegiati sempre più ricchi) è stato costruito, con tutti i suoi limiti dovuti ad una impostazione comunque molto influenzata dal liberismo economico e politico, soltanto grazie alla Unione Europea. Quei minimi meccanismi di contropotere, rispetto allo straripare della finanza e delle sue illimitate libertà sono stati predisposti solo all’interno dell’Unione Europea.
La nascita della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio nel 1951, la Comunità Economica Europea nel 1957 ed in seguito e l’Unione Europea dal 1992 ad oggi non hanno rappresentato soltanto un mercato unico, come l’irresolutezza degli Stati di fronte all’obiettivo di creare una unione politica le ha ridotte a essere, rappresentano piuttosto il progetto, radicato nella storia, di persone e società intere che hanno voluto, con l’intuizione di una progressiva unione economica e politica, evitare il ritorno delle tragedie che l’Europa ha conosciuto, un progetto teso quindi a sconfiggere in maniera duratura le divisioni, i conflitti, i fascismi ed i totalitarismi. L’Unione Europea è nata dalla Resistenza ai fascismi ed ai totalitarismi, dalla sconfitta di questi ultimi, dalla costruzione di una economia sociale di mercato interrelata all’interno del continente (come lo è la società e la cultura dei paesi componenti).
Il rigore a senso unico, eretto a protezione della stabilità finanziaria per pochi e portatore di destabilizzazione per i diritti sociali faticosamente costruito da molti, rischia di alimentare populismi, neofascismi, intollerenze, lasciando spazio a quel liberismo che ha creato la crisi finanziaria attraverso la sua licenza di sollevarsi al di sopra degli stati e della economia concreta. L’Unione Europea ha sconfitto il classismo fascista già una volta, a partire dalla Resistenza di quanti hanno liberato l’Europa al di là delle frontiere nazionaliste, utilizzate per un mercato monopolistico e senza regole per i suoi obiettivi.
Ma le divisioni e le diseguaglianze non sono sparite, e dopo venti anni di aumento del divario tra poveri e ricchi, di ingigantimento del peso acquisito da questi ultimi nei governi e nel governo dell’economia, istituzioni come quelle europee e dei singoli stati rischiano di essere percepite soltanto come strutture di privilegio inutili alla progettazione di soluzioni e di obiettivi per le comunità, se non accettano la responsabilità di governare l’economia e la società e di farlo per conto di tutti e non soltanto di piccoli gruppi che detengono la quasi totalità delle risorse e delle opportunità di decisione.
Paradossalmente la campagna elettorale, che dovrebbe essere un momento di lungimiranza, si svolge invece – soprattutto in Italia – all’insegna dell’arretratezza, a pesare maggiormente sono dispute provinciali in grado di determinare regione per regione gli equilibri al Senato, appare quindi incredibile come qui, in una delle aree più attardate dei ventisette, non si veda che le prospettive per il futuro ormai da decenni richiedono proprio l’inverso, cioè un’ottica di insieme, dato che gli elementi che risulteranno determinanti per le sorti delle società, per l’avvenire dei diritti e dell’economia dei singoli paesi e delle singole regioni saranno quanta e quale coesione, quali strumenti di equità, che tipo di innovazione e quale capacità di esprimere la partecipazione popolare saranno messi in campo a livello europeo.
Aldo Ciummo
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